UCRAINA E STRATEGIA OCCIDENTALE: I SOLITI NOTI.

kiev_protest_rtr_img_3Dopo diversi mesi lo scenario è ormai evidente. In Ucraina stiamo assistendo al dispiegamento dell’effettivo potere della NATO in Europa Occidentale ed alla resistenza delle milizie russofone supportate in maniera più o meno diretta dalla madre patria. Per l’influsso occidentale si è potuto infatti notare quanti partiti e movimenti radicali europei, che in passato si sono sempre dichiarati contro la NATO stessa, si siano schierati dalla parte dei “ribelli” indipendentisti ucraini al soldo dell’ormai stantio imperialismo americano. Anche qui in maniera più o meno palese.

Quali sono le ragioni ?

È stato piuttosto semplice, da parte dei centri di potere atlantici, far si che ciò potesse accadere: è bastato infatti adornare di qualche croce celtica e altri simboli runici, conditi da motivazioni nazionaliste, i mercenari che in Ucraina combattono per un allontanamento del paese dall’orbita russa (nella quale è da più di mille anni) a favore di un’entrata (auspicabile ma non praticabile) nell’Unione Europea, nella richiesta di aiuto alla NATO e comunque nell’orbita del DEBITO del F.M.I.

Con questa mossa, la strategia nordatlantica si è assicurata il totale appoggio di molti dei movimenti neofascisti europei, spesso abusando di uno slogan usato in epoche passate, ovvero “né fronte rosso né reazione”, slogan coniato in altri tempi per non essere accomunati alla reazione Missina o al Partito Comunista Italiano di allora. A taluni di costoro basta una celtica per sostenere l’Ucraina ed indirettamente (consapevolmente o meno) Obama e il suo desiderio di destabilizzare la Russia.

Ecco quindi che questi neofascisti si cimentano in giustificazioni da antologia, sostenendo che, secondo loro, gli ucraini hanno il diritto di ribellarsi a presunti oligarchi occupanti russi adducendo motivazioni quali l’Holodomor, spauracchio liberale, o una presunta quanto improbabile Riscossa Europea.

Tutte inesattezze: in primis, una buona parte dell’Ucraina è russofona ed anche storicamente la Russia è nata a Kiev (la Santa Rus’ di Kiev). Non riconoscere la presenza cospicua di etnia russa in Ucraina e la necessità di non tagliare quel cordone ombelicale con la Madre Patria russa è superficiale e analiticamente errato come mostra la seguente cartina pubblicata su Limes.

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Che l’ex governo di Yanukovich fosse inadeguato è chiaro a tutti, ma sostenerne la caduta in favore di un’entrata nell’Unuione Europea e di un governo retto da Poroshenko (altro oligarca non amato dagli Ucraini) non è giustificabile nemmeno dal punto di vista “romantico nazionalista” (laddove la maggiorparte degli Ucraini non è estremista) nè tantomeno dal punto di vista strategico.

Che l’Ucraina stia imboccando la STRADA DELL’INFERNO DEL DEBITO è presto dimostrato: “L’Ucraina ha ricevuto la prima tranche da 3,19 mld usd del pacchetto d’emergenza del Fondo monetario Internazionale da 17 mld usd complessivi, approvato la scorsa settimana. Lo ha annunciato la Banca Centrale Ucraina. I fondi possono essere utilizzati per pagare parte dei 3,5 mld usd di debito che Kiev ha nei confronti della Russia per le forniture di gas. Gazprom, il colosso energetico russo, ha minacciato di introdurre un pagamento anticipato per le prossime forniture, ma l’ucraina Naftogaz ha dichiarato di essere pronta a rimborsare gli arretrati se Mosca manterra’ le vecchie condizioni. Gazprom fornisce circa il 30% del gas europeo. Circa la meta’ di queste forniture transita attraverso l’Ucraina” (Corriere della Sera, 07 Maggio 2014)

Non hanno parola tutti coloro che credono che la rivolta possa essere poi egemonizzata dal cosiddetto Right Sector, che a loro avviso continuerebbe la lotta contro sionisti ed americani, in nome di una rivoluzione nazionale che, a fatti compiuti, risulta essere la solita creazione retorica, per permettere una giustificazione ideologica ad una parte dei golpisti.

La situazione ucraina ricorda tanto i primi anni ’90 in Italia, quando fu detronizzato l’ultimo (talvolta discutibile) statista che provò a difendere la sovranità nazionale italiana, lo scomodo (per gli interessi israelo-americani) Bettino Craxi, che si oppose varie volte allo strapotere militare americano in Italia ed in altre zone del pianeta (Sigonella e Palestina, ad esempio), demolito mediaticamente e politicamente con la scusa della corruzione, per poi favorire la salita al potere di Occhetto (poi sostituito in corsa da Berlusconi), Prodi e tutta la casta di camerieri atlantici che ben conosciamo. Nessuna nostalgia di Craxi da parte dei Socialisti Nazionali, ma questi furono i fatti.

Ma a sostenere i reazionari ribelli in Ucraina troviamo paradossalmente anche i cosiddetti antifascisti, anarchici e tutta la sinistra di matrice culturale libertaria-occidentale. E proprio quest’ultimi adducono le stesse motivazioni sopra descritte, con l’aggiunta che gli ucraini “hanno voglia d’Europa”, traduzione: all’Europa servono colf, badanti e nuovi schiavi per i borghesotti, questo il ruolo che occuperebbero gli ucraini in una Europa ormai al declino.

Di fronte ai padroni e ai loro interessi sparisce ogni divergenza storica. Ciò dovrebbe far riflettere su quanto tutto venga abilmente orchestrato nel teatrino delle opposizioni. Esiste solo il sistema e i suoi nemici in realtà. E l’assioma secondo il quale le opposizioni libertarie rappresentano da sempre gli utili idioti del potere del Capitale (vedasi Maknov contro Lenin), né Dio né padroni ma poi servili davanti a Israele o all’America ed ai i suoi interessi, poiché essa ci “libera” da coloro che vengono definiti, a seconda dei casi, “sanguinari dittatori” o “corrotti”.

Una cosa è certa: la Russia non starà a guardare mentre gli avvoltoi svolazzano attorno alla succulenta carcassa dell’Ucraina.

Ma siamo altresì sicuri che Putin sarà in grado di reggere le continue provocazioni che arriveranno dagli strateghi occidentali e che siederà al tavolo delle grandi potenze senza aver commesso nessun errore.

Gianluca Vannucci

 

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