Destra e Sinistra: ricerca di una nuova sintesi e superamento di due inutili recinti politici

destra_sinistraDefinirsi di destra o di sinistra è uno dei modi che un uomo ha per autoproclamarsi imbecille”.  Basterebbe questo aforisma del filosofo e saggista spagnolo José Ortega y Gassét per avere le idee chiare. Nell’agone politico di oggi è palesemente inutile parlare di sinistra o destra. Queste geografie politiche nate poco prima della Rivoluzione Francese per identificare le posizioni divergenti tra rivoluzionari (sinistra) e conservatori (destra), si sono protratte fino ai giorni nostri come veri e propri dogmi, dogmi dove il sistema ha confinato tutte le attività politiche. Tali denominazioni, non sono altro che strumenti in mano alle élite, le quali se ne avvalgono per tenere saldamente diviso e sotto controllo il popolo elettore, discostandolo quasi integralmente dalle tematiche attuali: lo aveva già intuito Giuseppe Mazzini, il quale, con la formula “capitale e lavoro nelle stesse mani” e la stesura della Costituzione della Repubblica Romana del 1849, aveva perfettamente inquadrato la situazione socio-politica del tempo.

In Italia, c’è stato un momento in cui il superamento definitivo della prassi destra-sinistra è stato reale e lo abbiamo conosciuto proprio lo scorso secolo dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. La nascita nel marzo 1919 dei Fasci Italiani di Combattimento prima e, l’impresa di fiumana nel settembre dello stesso anno, hanno dato un segnale fortissimo del crollo del significato delle parole destra-sinistra, in favore di un vero e proprio superamento culturale ed ideologico che ha come punti cardine i concetti di socialità ed identità nazionale. Seguendo sempre quest’ottica da non dimenticare è anche l’impatto che diede la nascita della Repubblica Sociale Italiana e l’affermazione della socializzazione dell’economia, agli sgoccioli della Seconda Guerra Mondiale.

Con la fine del secondo conflitto mondiale e la nascita della Repubblica Italiana, nel bel mezzo della “Guerra fredda” che vede apparentemente opposti da un lato il blocco occidentale con la Nato, della quale l’Italia fa parte, e dall’altro il blocco orientale con le potenze legate al Patto di Varsavia, ecco che si delineano fortemente, le dicotomie destra-sinistra tramutandosi in Occidente contro Mondo Marxista-Leninista. In Italia (specie dopo gli scontri di Valle Giulia del 1° marzo 1968, nei quali per la prima volta si erano osservati giovani di “destra” e di “sinistra” uniti in piazza), il sistema, manovrando dall’alto i partiti politici che ai tempi dominavano la scena politica, ha impedito a tutti gli effetti che si verificasse un azione popolare congiunta, favorendo così il consolidamento della Democrazia Cristiana, e poi l’ascesa della sinistra radical-chic, da sempre legata come la destra, all’alta finanza usorocratica, intervallata solo da quell’esperimento tragedia chiamato Berlusconi.

Con il crollo dell’URSS del 1989 e la stagione di Tangentopoli, si assiste ad un cambio generazionale nella politica italiana, ma la sostanza non è poi così mutata: la “sinistra” abbandonando l’ideologia marxista, si è spinta sempre più verso una socialdemocrazia fautrice delle privatizzazioni selvagge, mentre la “destra” scrollandosi definitivamente l’eredità del “Ventennio fascista”, si avvicinata sempre più su posizioni liberali e conservatrici, finendo così per completarsi a vicenda: d’altronde marxismo e liberismo sono due facce della stessa medaglia, poiché entrambi rispondono direttamente alla stessa matrice legata ai vertici delle banche e della finanza internazionale.

Qual è possibile soluzione?La risposta non è di facile intuizione. Innanzitutto, partendo dal presupposto che il nemico comune si chiama turbocapitalismo (o forse meglio dire turboliberismo), le categorie destra e sinistra non hanno più senso, essendo solo fattive al “confinamento ideologico”.

Da ciò, è ben chiaro che per costruire una nuova società organica (stato nazionale del lavoro) alla cui base vi sia il significato di sovranità in tutte le sue forme (monetaria, energetica, nazionale, culturale, ecc..) è necessario superare le vecchie etichettature, costruendo una nuova sintesi fondata sulla giustizia sociale e l’identità nazionale.

La nostra voce libera sarà un tassello verso tale conquista.

 Francesco Marrara

Un pensiero su “Destra e Sinistra: ricerca di una nuova sintesi e superamento di due inutili recinti politici

  1. Ottimo articolo, che in poche, semplici parole tratteggia uno dei leitmotiv della cleptocrazia impostaci: governare per interposta persona (e fittizie entità).

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