La Corte di Strasburgo ci condanna. Ma il popolo è a conoscenza dei veri motivi ?

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa notizia è per noi sconvolgente, non in quanto inaspettata, ma in quanto “coercitiva” di un certo destino per le future generazioni. Lo scorso 21 luglio la Corte di Strasburgo ha stabilito che: “L’Italia deve introdurre il riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso. L’ha stabilito la Corte europea dei diritti umani. I giudici di Strasburgo martedì hanno condannato l’Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali, e in particolare per quanto riguarda l’articolo 8 della Convenzione europea: il diritto al rispetto per la vita privata e familiare. Ora tutti e 47 gli Stati facenti capo alla Cedu sono in teoria costretti a legalizzare l’unione tra persone dello stesso sesso, ma non per forza il matrimonio. La «sentenza di Camera» odierna non è però definitiva, perché entro tre mesi dal pronunciamento l’Italia può chiedere che la causa venga portata davanti alla «Grande Camera», composta da cinque giudici che potrebbero riaprire il caso. Ma il governo è pronto ad adeguarsi, almeno stando alle dichiarazioni del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi: «Abbiamo presentato un programma molto preciso sui tempi: dopo le riforme costituzionali a settembre il ddl sarà approvato al Senato prima di entrare nella sessione di Bilancio per il voto finale alla Camera entro fine anno senza modifiche. Recupereremo il tempo perso da altri»“. Il diktat emesso da Strasburgo (fonte) non ci fornisce molte possibilità e appare assai perentorio: “«L’Italia unica democrazia a non tutelare le coppie omosessuali». Le coppie omosessuali «hanno le stesse necessità di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali – scrive ancora la Corte – Per questo l’Italia e gli Stati firmatari della Cedu devono rispettare il loro diritto fondamentale ad ottenere forme di riconoscimento che sono sostanzialmente allineate con il matrimonio. L’Italia è l’unica democrazia occidentale a mancare a questo impegno»“.

Strasburgo oggi ci condanna, gridando allo scandalo, perché in Italia non esiste ancora un valido riconoscimento delle unioni omosessuali.

Ma siamo sicuri che sia una semplice decisione europea?

Senza entrare in diatribe becere ed omofobe, ma nel ribadire le nostre ferme convinzioni, a tal proposito è doverosa una riflessione che è nel diritto di ogni cittadino libero fare. Partiamo dal presupposto che nessuno intenderà mai cambiare in maniera coercitiva gli orientamenti sessuali di nessuno in quanto ogni uomo/donna, nella propria intimità, è libero di amare il sesso che preferisce. Ma dissentiamo circa l’emergenza e l’obbligo di creare una legge per legalizzare suddette unioni, certi che dietro questa necessità si celino scopi ben diversi.

La Specie Umana, alla quale tutti noi apparteniamo, è costituita da uomini e donne tali ancor prima di venire alla luce con un sesso certo, stabilito, non variabile come vogliono farci credere le nuove teorie tanto care ai “progressismi” di tutto il modo. Esiste un genere maschile e uno femminile per una ragione puramente naturale di procreazione. Non esiste alternativa, pena l’estinzione della specie umana. Da qui infatti il significato dell’unione tra due persone (anche in termini legali contraendo il matrimonio): procreare e costituire un nucleo familiare, è il pilastro fondamentale della società, ed in quanto tale, anche una delle condizioni perchè una Comunità Nazionale rimanga solida nel tempo.

Per darvi la prova che quello che sosteniamo non è per nessuna ragione tacciabile di omofobia o di altre ridicole accuse, citiamo la stimata Enciclopedia Treccani che fornisce la seguente definizione di famiglia: “Istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale. Le funzioni proprie della f. comprendono il soddisfacimento degli istinti sessuali e dell’affettività, la procreazione, l’allevamento, l’educazione e la socializzazione dei figli, la produzione e il consumo dei beni[…] Fonte”.

Nel vocabolario, sempre della Treccani è scritto:“[…] In senso ampio, comunità umana, diversamente caratterizzata nelle varie situazioni storiche e geografiche, ma in genere formata da persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela, di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società, essendo essa finalizzata, nei suoi processi e nelle sue relazioni, alla perpetuazione della specie mediante la riproduzione […] Fonte.

Il voler costringere in maniera obbligatoria la formalizzazione amministrativa di altri tipi di famiglie, cela una strategia di ampio respiro facilmente individuabile.

Sono le lobbies di potere mondiale che desiderano l’annientamento della famiglia naturale per meri interessi di controllo delle società; a ciò potremmo aggiungere il notevole aumento della pornografia e di pratiche sessuali di dubbio gusto, che ormai sono di larga diffusione su tutto il globo, sintomo evidente di una decadenza morale che non colpisce solo l’Italia e l’Europa.

Sono le lobbies e le multinazionali che inquadrano gli omosessuali ormai come categorie elettorali e consumistiche e che pertanto spingono verso il loro riconoscimento totale, “pressando” la Corte di Strasburgo che a sua volta obblighi gli Stati Nazionali a legiferare di conseguenza, essendo ormai privi di sovranità.

Non è omofobo seguire il corso che Madre Natura ha stabilito. E’ diabolico volerlo cancellare.

A.F.

 

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Un pensiero su “La Corte di Strasburgo ci condanna. Ma il popolo è a conoscenza dei veri motivi ?

  1. C’è ancora chi si ostina a negare che la ” gabbia europea “, con le sue devastanti sovrastrutture burocratiche non sia da considerare una delle peggiori dittature mai esistite nella storia dell’umanità.. Noi, eretici e ribelli da sempre, pur non volendo esprimere giudizio sulle abitudini e tendenze di carattere sessuale di ognuno e riconfermando però l’alto valore morale e sociale della ” famiglia naturale ” destinata a procreare anche per la sopravvivenza della specie, vogliamo continuare a gridare alto e forte: VIVA IL PENE CHE SI ACCOPPIA CON LA VAGINA ! E’ forse reato ? A quella massa di ipocriti che la pensa come noi ma non ha il coraggio di esprimere la propria opinione, vogliamo solo ricordare: è facile fare il “frocio” con il culo degli altri.

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