E’ tempo di scegliere

dynamite1-largeRitengo perfettamente inutile parlare oggi di politica, se con questo termine si intende quell’attivita’ umana vocata al governo di un Popolo che a sua volta si comporta come Nazione nel quadro organizzato dello Stato. È perfettamente inutile perché ne mancano i presupposti o, peggio, non ne esistono i protagonisti. Togliamoci le bende dagli occhi ed esaminiamo lo scenario che ci si presenta davanti. Non esiste un Popolo, bensì una massa sempre più informe di soggetti, sovente nemmeno ben identificabili secondo le caratteristiche di genere. Non esiste una Nazione poiché, venendo meno la componente umana sopra ricordata, figuriamoci se sia possibile ragionare  di una  comune visione del mondo o del ruolo che si vorrebbe occupare nella storia. Non esiste uno Stato per tantissimi motivi che sarebbe inutile ricordare, ma che possiamo condensare in un unico concetto, ovvero la mancanza di Sovranità. Fatta questa breve premessa sull’inesistenza degli aspetti fondanti una Comunità Nazionale, non ci si può non porre una domanda. Domanda che, più o meno, dovrebbe suonare così: “se la politica non può prescindere da certi suoi aspetti cogenti, allora cosa è quella che ogni giorno entra nelle nostre case? Cosa è la stagione delle riforme di Renzi? E il Patto del Nazareno? O il caso Azzollini?”

Proviamo dunque a trovare una collocazione al gioco indecoroso che giornalmente siamo obbligati a deglutire. Per farlo potremmo scomodare un grande della letteratura del Novecento, gia’ premio Nobel (anche se la valenza di tale premio è stata letteralmente sputtanata per la sua assegnazione ad uno come Dario Fo), ovvero Luigi Pirandello. Secondo il grande autore siciliano, vero fenomeno nella capacità di lettura di un modello di umanità levantineggiante, ognuno veste dei panni e porta una maschera in base al ruolo che lo stesso si è dato o quello con il quale i suoi consimili lo identificano. Per farla breve, vestiamo tutti il costume di una grande scena teatrale dove si rappresentano giornalmente drammi, melodrammi o fiabe rosa, a seconda del caso specifico.

Ebbene, per la “politica” italiana (si evidenzia il virgolettato e la lettera minuscola) è la stessa identica cosa. Anzi, il più delle volte accade proprio che la maschera che uno porta è solo una delle tante che il soggetto in questione conserva nel cassetto, pronto a tirarne fuori una a seconda del bisogno contingente. Altrimenti come è umanamente spiegabile un Renzi che invita alla serenità Letta e tre giorni dopo va da Napolitano per l’investitura più indecente della storia repubblicana? E che dire di un Alfano, prima duro intransigente pretoriano di Berlusconi, poi figliol prodigo che si mette in proprio sempre in coabitazione destroide e infine trasla la sua faccia di gomma a sinistra? E il senatore PD Zanda che permette il salvataggio giudiziario ad un collega farabutto?

Esiste una logica in tutto questo? O meglio, la logica che porta a simili distorsioni è spiegabile usando le categorie della Politica con la p maiuscola, magari scomodando un mostro sacro come Platone? Oppure tutto ciò è figlio legittimo di un sistema disvaloriale che procede di pari passo con la degenerazione di quella dottrina politica che porta il nome di liberalismo?

Darsi una risposta non è compito facile, ma è altrettanto vero che Giovanni Gentile, in tempi non sospetti, i limiti ed i pericoli del potenziale distruttivo del liberalismo anglosassone declinato in salsa italiana li aveva perfettamente individuati, avendo egli  attraversato tutto il periodo del giolittismo, fino ad arrivare ai governi incapacitanti del periodo ante marcia. Gentile comprese perfettamente che per l’Italia ed in Italia la vera svolta liberale ed il compimento del disegno risorgimentale erano tutti nella progettualità fascista di rifondazione dello Stato. A posteriori pare inutile ribadire che questo sogno doveva necessariamente passare attraverso un poderoso lavoro da effettuare sulla humanitas italiana, senza il quale la Terza Via tra socialismo e liberalismo non avrebbe mai potuto attecchire.

Ebbene, sappiamo tutti come è andata a finire e sappiamo benissimo che l’Italia, dal luglio del 1943 ad oggi, e’ stata uno dei principali laboratori di sperimentazione (diciamo pure una cavia) del disegno usuraio ed accaparratore del modello libealcapitalista, frenato solo in parte da una significativa presenza pubblica in economia fino al tempo di Mani Pulite. Già. … Mani Pulite, altro strumento attivato da intelligenze straniere in coabitazione con i venticinqueluglisti di sempre (questa volta in camicia rossa) per assestare i primi e decisivi colpi di una definitiva distruzione degli ultimi residui di sovranità nazionale ad un paese che oggi è  solo un’entità geografica.

Ed è nella landa di anarchia generale e di malaffare diffuso che prosperano i germi della distruzione di quella che fu una Nazione. Ma soprattutto – e qui sta il vero schifo – sono l’anarchia ed il malaffare le uniche facce che la gente comune conosce di quella che dovrebbe essere la politica con la lettera maiuscola. Ma qui torna fuori Pirandello: ognuno va nel suo cassetto di casa e si mette la maschera o le maschere che più fanno comodo per continuare a vivere alla giornata in un teatro di morti viventi.

A questo, dunque, siamo destinati: comparse di un disegno mostruoso di distruzione delle volontà, consumatori e produttori di spazzatura, unicamente votati ad essere i denti di un gigantesco ingranaggio il cui obiettivo finale è il denaro per il denaro. Chi si sottrae rischia lo stritolamento, ma può anche diventare il sassolino che inceppa il meccanismo.

Ognuno scelga il suo ruolo, il tempo delle scelte è sempre più vicino.

Fernando Volpi

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3 pensieri su “E’ tempo di scegliere

  1. Lucidissimo articolo, condivisibile in toto.
    Una battaglia immane fatta propria da Rinascita, dai Socialisti Nazionali, con la comparsata di qualche esterno di buona volontà.

    TUTTI coloro che non accettano il regime usurocratico cripto-sionista che fa della distruzione totale clandestina il suo cavallo di battaglia, ebbono fare la loro parte, gettando appunto un sassolino a questo erma bifronte dell’oscenità: sciopero fiscale, disconoscimento delle varie ‘autorità’ amministrative-statuali e sovra-nazionali, boicottaggio economico, culturale e politico, contrapposizione informativa e scientifica, sputtanamento puntuale e diffusione della verità.
    Più questi sassolini sono, più aumenta la possibilità che il sistema si inceppi e finalmente, imploda.

    Acceleriamo i tempi!

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  2. Eleviamoci per un attimo sopra le squallide vicende della repubblichetta mattarellian-renziana; la La ladra ed assassina del presente e del futuro dell’Italia e degli Italiani.
    La lurida repubblichetta che ha sempre seguito – e quindi sempre continuerà a seguire – quello che le ordineranno le “Istituzioni” europee.

    Concentriamoci piuttosto sull’attuale “civiltà” usuraia pan-europea.

    Questa “civiltà” usuraia occidentale non teme “quasi” piu’ nulla.
    Si sente superiore a “quasi” tutto; in grado di sconfiggere “quasi” tutto.
    “Quasi” completamente invulnerabile, mà.

    Ma una cosa la fà tremare come una foglia al vento.
    Bastano un paio di persone decise, disposte a tutto, e le granitiche certezze di due poderosi apparati continenti “occidentali” vanno a farsi fottere in contemporanea, a reti unificate sulle due sponde dell’Atlantico.

    Li abbiano visti a Parigi i “giganti”, gli spietati Usurai che (tornata la calma), hanno poi messo definitivamente in gabbia la Grecia.
    Avanzavano impauriti, tutti assieme, Gregge timoroso pronto a fermarsi al minimo cenno del poderoso apparato di difesa.
    Quel giorno, a Parigi, essi hanno avuto veramente Paura.
    Per 24 ore, i “giganti” di questa unione europea usuraia, hanno tremato come foglie al vento.

    Davanti alla Volontà Definitiva di un Gruppo minimo di Combattenti determinati (qualunque sia la loro causa) il poderoso “occidente” vacilla, si paralizza.
    E’ successo diverse volte, e sempre col medesimo risultato.

    Quindi e per concludere; prima di procedere, di inoltrarsi nella giungla, occorre domandarsi: ogni Italiano deve porsi la Domanda definitiva:
    Sono pronto a dare la vita per la rinascita della Patria?

    Se la risposta è negativa, se è stentata, se il Si non esplode in canna al primo colpo, allora è decisamente meglio ci si dedichi ad altro.
    Perchè d’ora in poi – e lungo i mesi e gli anni a venire – in Europa, e quindi anche in Italia, si scherzerà sempre meno.

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  3. . Articolo lucido e spietato che fotografa la realtà non solo del paese Italia ma dell’intera Europa. Il disegno politico-militare “europeo” morì nella culla nel momento stesso in cui non fu previsto il taglio del cordone ombellicale con gli USA e con il suo strumento criminale che si chiama NATO. Nato apposta per impedire la rinascita delle nazioni europee federate politicamente e militarmente. Tutto il resto – e non poteva essere altrimenti – è sceneggiata e “gossip” !

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