Democrazia. L’oppio dei popoli … sovrani

greciaLa parola democrazia, nota nell’immaginario pubblico come “governo del popolo”, nasce e si sviluppa al tempo dell’antica Grecia. Premettendo che nessuna forma di stato o di governo possa essere perfetta, in quanto ogni popolo dovrebbe adattarsi ai cambiamenti della storia attraverso un percorso di coscienza spirituale ed etico-morale, oggi il termine democrazia sembra essere diventato un dogma infallibile per tutto il cosiddetto “mondo occidentale”. Fin dai tempi del mondo greco-romano, questo termine (così tanto decantato dai palatini della giustizia o presunti tali del mondo moderno e contemporaneo) è stato messo sotto accusa da personaggi del calibro di Cicerone e Platone. La Democrazia viene considerata come la peggiore e più ingiusta forma di governo, poiché eguagliando i diritti di tutti, non accorda poteri ed onori a seconda dei meriti e delle capacità di ciascun individuo, sancendo così l’appiattimento totale e l’omologazione delle masse. 

Inoltre, le discrepanze presenti in seno alla democrazia, mettono in evidenza che a lungo andare il mancato equilibrio tra le classi sociali, comporta di per sé la degenerazione della stessa: il popolo non è effettivamente in grado di esercitare a pieno la libertà e soprattutto lo si illude di essere sovrano e quindi di essere artefice del proprio destino. Tutto ciò è talmente palese, in quanto oggi giorno i capisaldi della democrazia, ossia la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà e la dignità umana (quest’ultima valore assoluto dello stato costituzionale) sono soggetti al libero gioco del mercato, quest’ultimo ormai completamente drogato e fuori da ogni controllo da parte delle istituzioni politiche.

Altro errore grossolano che quasi giornalmente viene commesso dai “think-thank” dell’intellighenzia nostrana, è quello di accostare il termine libertà a quello di democrazia. L’individuo, può autodeterminarsi ed essere a tutti gli effetti libero e consapevole dell’avvenire anche in un “contesto non democratico”; la civiltà romana ai tempi di Cesare ed Augusto dovrebbe essere un chiaro esempio. Perché accostare in modo assiduo e inutile questi due termini?  Il monarca o il dittatore che prende in mano le redini di un popolo, da quest’ultimo può essere in qualsiasi momento destituito. La libertà non è gratuita, va conquistata!

In democrazia, il popolo viene illuso di essere capace di autogovernarsi e dunque di essere libero attraverso il diritto di voto, attraverso il quale nomina o meglio delega a qualcuno il potere di rappresentanza; la persona che viene investita di questo potere molto spesso non si dimostra all’altezza della situazione o per incapacità culturale o perché soggetta ai gruppi di potere, oppure in molti casi per entrambi motivi.

L’Italia degli ultimi anni ci dà un quadro ben chiaro sul significato della parola democrazia: tre governi (Monti, Letta e Renzi) non “democraticamente eletti” dal popolo, ma nominati direttamente dall’elité economiche e finanziarie che dominano il mondo. Colpo di stato perenne? No, normale “prassi costituzionale”. Per prassi o per inerzia è stata azzerata anche la sovranità del popolo. L’art.1 comma II Cost. recita: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Sappiamo benissimo che i limiti posti in essere derivano essenzialmente dai Trattati europei ed internazionali che passo dopo passo hanno smembrato lo Stato Italiano della sua legittima sovranità. Quest’ultima invece (a differenza dell’attuale Costituzione della R.I.) risulta essere esplicitamente dichiarata essenza della forma mentis del popolo, dall’art. 1 della Cost. della Repubblica Romana del 1849 (fondata da Giuseppe Mazzini), il quale enuncia: “La sovranità è per diritto eterno nel popolo”.

Questo parallelo risulta essere fondamentale, in quanto la terminologia è essenziale per farci capire che attualmente nel Bel Paese e nel resto del mondo occidentale, la democrazia è un dio che ha fallito! Ha fallito già in tempi non sospetti, e fallisce al giorno d’oggi perché ha venduto l’anima al mercato.

La vera democrazia si realizza nel momento in cui la sovranità politica non si fa prescindere dalla sovranità monetaria. Per fare ciò è necessaria la presenza di uno Stato Organico, alla cui base vi sia il contenuto umano e non quello materialistico, mercantilistico e schiavistico tipico della cultura marxista/liberista. In questo senso l’individuo, grazie al fondamento del lavoro, potrà a tutti gli effetti godere della propria dignità.

Francesco Marrara

5 pensieri su “Democrazia. L’oppio dei popoli … sovrani

  1. Bell’articolo l’ultima parte spiega molto bene ciò che sarebbe una vera democrazia

    “La vera democrazia si realizza nel momento in cui la sovranità politica non si fa prescindere dalla sovranità monetaria. Per fare ciò è necessaria la presenza di uno Stato organico, alla cui base vi sia il contenuto umano e non quello mercantilistico e schiavistico tipico della cultura marxista/liberista. In questo senso l’individuo, grazie al fondamento del lavoro, potrà a tutti gli effetti godere della propria dignità.”
    Ottimo e molto chiaro peccato che non lo capirà mai nessuno cosa è la vera democrazia perché si confonde con la parola confusione

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  2. Vero Enzo, anche perchè la democrazia ateniese (primo e unico tentativo degno di menzione) non ha nessun punto di contatto con la DemoPlutocrazia odierna.
    E purtroppo anche chi oggi ciancia di Sovranità, finisce per urlarlo solo come mero spot elettorale, perchè, de facto, salendo sul carro del votificio, non fa altro che supportare coloro, che della sovranità italiana non interessa niente, perchè compiutamente proni ai diktat dell’usura internazionale e dei cannoni della Nato.

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  3. Quando parlo con qualcuno di democrazia sono solito ricordare che non sono democratico semplicemente perché la democrazia è un non senso ….ovvero quella che in termini giuridici viene definita una ipotesi di scuola.

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  4. Io semplicemente dato che sono per Amor Platonico, opto per un governo Aristocratico, che significa GOVERNO DEI MIGLIORI, in quanto questo certifica e garantisce un ritorno qualitativamente positivo al soddisfacimento dei bisogni materiali, morali e spirituali del Popolo … se mi sbaglio … corregetemi

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