A proposito di Almirante…

19871213:Sorrento,congresso MSI,Gianfranco Fini e Giorgio AlmiranteLa svolta vera che ha poi determinato il triste scenario politico attuale che stiamo osservando, è stata fatta nel secondo dopoguerra, rigenerando l’antica e valida contrapposizione funzionale DESTRA-SINISTRA. Perchè funzionale ? Funzionale perchè per definizione rispetto ad un determinato punto, esiste una destra ed una sinistra, come un sopra ed un sotto e anche un avanti e un dietro. Un punto è fisicamente individuabile, ma una discussione che richieda una discussione determina opinioni diverse che finiscono per essere riassunte, riassunte nel classico: “allora che si decida..COSI’ o COSA’ ‘” Il “COSI’” sostenuto da una destra (anche nera) ed il COSA’ da una sinistra (anche rossa).
Anche in politica si era generata prima di allora una situazione simile (semplificando) in cui il nuovo nascente capitalismo plutocratico industriale che sfruttava i lavoratori era la destra figlia della destra storica chiusa e contraria a concedere il voto universale e contraria alle idee “democratiche”, mentre la sinistra (almeno apparantemente) era a favore della democrazia e per i diritti ai lavoratori. Quindi una sinistra storica in Italia (preunitaria) a favore del suffragio universale e personaggi come Mazzini Garibaldi Agostini DePretis definiti “di sinistra” mentre la monarchia era “di destra”, giusto per intendersi. Questa imposizione si era creata e funzionava perchè riassumeva in aree politiche ben individuabili le due maggiori ideologie che mai abbiano interessato la società umana.

Nel periodo industriale degli inizi ‘900 erano i liberali la destra, mentre i socialisti rappresentavano la sinistra; sempre semplificando. Dal socialismo ormai già allora a braccetto del capitalismo nacquero due figli: il P.N.F. (prima per onor di cronaca i Fasci di Combattimento) e il P.C.I. rispettivamente figli di Benito Mussolini e Antonio Gramsci. Due uomini di sinistra, due socialisti, che fondano due movimenti-partiti “di sinistra”.

Ecco allora le necessità di RIGENERARE le posizioni e magicamente il Fascismo “vira a destra” a braccetto con il capitalismo, mentre “a sinistra” a difendere i lavoratori restano solo il comunismo e il socialismo… ed è tutto dire. Da questa divisione in due recinti nasce la montagna di equivoci faziosità e soprattutto ignoranza da parte di tutti (destrorsi compresi) che ha finito per sotterrare la verità sotto una montagna di ipocrisia.

E perchè rammentiamo Almirante ?

Almirante ha dato il primo e decisivo colpo di timone perchè questo avvenisse, virata che poi ha cambiato la rotta del partito e del movimento ad esso collegato per sempre con lo spostamento della prora del popolo fascista o neo fascista allora raggruppato nel M.S.I.verso il patto atlantico e l’America capitalista e filo sionista. Una colpevole e drammatica responsabilità esaltata dall’ostentazione di quel saluto romano dietro quegli assurdi ray-ban, dai capelli “militareschi” in stile berretti verdi e da quell’ostentazione di atteggiamenti tipici della cultura americana; l’inquadramento militare fu solo uno degli aspetti di un ventennio che ha rappresentato uno dei periodi più belli e fruttuosi nella storia recente italiana in termini di conquiste sindacali e sociali per i lavoratori. Un militarismo che oggi viene scimmiottato nella destra radicale di oggi e che coinvolge tragicamente ogni aspetto della società dalle tifoserie sportive ai gadget, alla moda…fino al populismo che sfocia verso Ponte di Legno

Meditate neofascisti meditate…

Emilio Paoletti

26 pensieri su “A proposito di Almirante…

  1. Sulla falsa contrapposizione destra/sinistra sono molto d’accordo e sull’ignoranza diffusa generata da uno schematizzazione falsa e faziosa pure…però attenzione a non cadere nelle stesse semplificazioni e negli stessi errori di chi combattiamo! La storia del Msi non può essere liquidata con il filo americanismo, il destrismo, i rayban o la passione per il mondo militare!! C’è stato molto di più e lo sappiamo bene. Storie, passioni, ideali, battaglie, caduti che sono assolutamente nostri e che sono stati assolutamente missini, senza se e senza ma. Per non parlare poi delle personalità politiche di quella straordinaria stagione; l’Almirante della destra nazionale non è di certo quello a capo della sinistra interna di qualche anno prima, il Rauti dei campi hobbit non è Arturo Michelini, Beppe Niccolai non è De Marsanich e via dicendo. Attenzione quindi al tentativo sempre pericoloso di voler semplificare distinguendo tra buoni e cattivi, si rischia di correre, in scala, gli stessi errori di chi rappresenta il fascismo come la reazione dei padroni e dei grandi interessi!!
    Credo, invece, che anche quella storia vada indagata e approfondita criticamente ma senza spezzare il filo che ci lega con quella esperienza che credo rimanga una parte fondante della nostra identità politica. A meno che non si creda che siamo figli, anzi nipoti di Mazzini e Pisacane(giustamente intendiamoci) ma non del Movimento Sociale Italiano! Non rinnegare e non restaurare, lo diceva qualcuno e credo debba valere anche per noi.
    Francesco Di Lorenzi

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    • La semplificazione nel mio caso è rtelativa allo svolgimento del mio intervento e non vuole semplificare il discorso.
      Nemmeno nego che Almirante sia stato un fascista,lo è stato durante il ventennio, aderì alla R.S.I. fu erede del fascismo quando con altri fondò il M.S.I. il 26 dicembre 1946 con lui Pino Romualdi,Arturo Michelini, Biagio Pace,
      Partito appoggiato fra l’altri dal maresciallo “dal pugno di ferro” Rodolfo Graziani…il simbolo era quello degli “Arditi della prima guerra mondiale…quindi fu il massimo che un fascista potesse fare nella neo nata repubblica italiana ricordiamo: “LIBERA DEMOCRATICA E NATIFASCITA”.
      Non ho quindi difficoltà a considerare Almirante un fascista, ma questo non cambia di una virgola il tutto.
      Se dato il clima e l’effettiva probabilità di una deriva fascista nella nascente Italia, sia stata una condizione sine qua non, imposta dalla neo nata politica, non so dirtelo, la posso ipotizzare solamente.
      Sicuramente al di la di ogni possibile considrazione rimane il fatto che la sua scelta, la sua condotta, cambiò per sempre la rotta del partito allontanandolo dal fascismo del quale se ne sentiva erede e di fatto ne tradiva i principi anti plutocratici e sociali.
      Un capo che ha sbagliato?
      Un fantoccio manovrato?
      Un politico di mestiere che seppe disinnescare la mina vagante del riaffiorante nazionalismo in Italia pagandone lo scotto?
      Oppure il capo che traghettò il fascismo nell’era moderna?
      Se quest’ultima è la risposta che condividi, dovrai rivedere il tuo essere fascista, oppure il suo essere fascista.
      Cordialmente e romanamente ti saluto

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      • Assolutamente d’accordo con te sulla deriva sbagliata dell’ultimo Almirante e dell’ultimo msi. Però così come non mi sogno di bollare il fascismo dei primi anni come un autoritarismo di destra al servizio della monarchia, del grande capitale e degli interessi agrari allo stesso modo non mi sento in grado di etichettare una storia complessa come quella del msi come una macchietta destro terminale!! Rutilio Sermonti amava sottolineare che non esiste un fsscismo buono e uno cattivo, uno rivoluzionario e uno cialtrone ma che il ventennio si sia coerentemente sviluppato in base alle circostanze e alle possibilità di azione del momento…credo che questo criterio vada applicato anche alla storia missina, tutto qua. Romanamente ti saluto anche io

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  2. Da quel che vedo oggi per diretta esperienza personale; la contrapposizione Camerati vs Compagni avviene piu’ su base istintiva che ragionata, o per meglio dire studiata.

    La maggior parte dei borghesi nostrani che oggi si autodefiniscono “fascisti” o “comunisti” sono assolutamente molto poco padroni dei contenuti elementari dei rispettivi Modelli politici di riferimento, per non parlare della piena conoscenza degli avvenimenti storici fondamentali che li hanno determinati, e che essi stessi poi determinarono.
    Un tweet è in grado di contenere il riassunto del Ventennio fascista, e del Settantennio sovietico.

    Una buona parte dei giovani che si millantano “Camerati” e dei loro acerrimi avversari gemelli borghesi; i “Compagni” di oggi, non passerebbe l’esamino di ingresso al Pnf o al Pci di fine anni venti.
    Un calcio in culo li fionderebbe supersonicamente tutti fuori dall’uscio.

    Quella di oggi è una Società tardo borghese slabbrata, semi affondata, confusionata; una Torre di Babele ben piu’ kaotica di quella mitologica originale.
    Le ferree convinzioni di un “Compagno” 2.0 cosi come quelle di un “Camerata” non reggono botta ad una analisi un pelino approfondita.

    La medesima cosa ovviamente si verifica nel caso di tutti quei tardo borghesi che si definiscono “leghisti”, “padani” o “liberisti”, o “costituzionalisti”.
    In realtà pochissimi tra tutti costoro conoscono “qualcosa” di quello che hanno assunto come riferimento Valoriale della loro insuperabile esistenza.

    Nel caso poi dei borghesi cosiddetti “cattolici” il discorso assume aspetti addirittura grotteschi; data la completa ignoranza dei “fondamentali” della loro fragilissima fede.

    Il “pensiero debole” ha fatto disastri a destra, sinistra e centro, sopra e sotto.
    Non si spieghebbe altrimenti in fenomeno paranormale sociale per cui Autentiche Nullità come i renzi, i salvini, le boldrini, le boschi, le meloni etc. etc. etc. calcano le scene della cronaca politica nazionale.

    Qui’ c’e’ Tutto da Restaurare; purtroppo mancano gli Ingegneri e gli Architetti.
    Qui purtroppo mancano i Progettisti del Futuro dell’Italia; Uomini e le Donne minimamente paragonabili a quelli di un secolo fà.

    Almeno io non li vedo, ma se qualcuno li conosce; li presenti urgentissimamente all’Italia ed agli Italiani.

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    • esatto ed è quello che si auspicavano, una massa di ignoranti e incazzati fra di loro che non alza la testa, cioè una massa, per definizione. Che è meglio gestibile di una somma di individui attenti a cio che li circonda e li riguarda,
      Noi cerchiamo di essere i secondi seppur immersi nella massa.

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  3. E’ giusto quello che dice il camerata Francesco Di Lorenzo, la concezione Mussoliniana del fascsimo era di una rivoluzione in continuo cammino,ha ragione anche sul fatto che il M.S.I. teoricamente non avrebbe tradito questa filosofia, ma manca il presupposto principale…..il M.S.I. condannato di fatto da allora alla morte, alla dissoluzione….sentenza per onor del vero eseguita durante la “reggenza” finiana del partito, ma che fu predeterminata da quella direttiva fatta da Almirante, sua la scelta di Fini, suo il colpo di timone che spostò quel che restava del fascismo seppur con la sua complessità, da sinistra a destra.
    Oggi avrebbe dovuto esistere ancora il M.S.I. quello storico, avrebbe dovuto tenere il mare come faro per il “neofascismo”…mi si passi il termine che intendo nella sua eccezione più nobile.
    lo ha fatto per esempio il Partito Radicale di Pannella unico caso……nulla a che vedere con il M.S.I. naturalmente, ma tutto fuorchè seguire la scia di una politica che ha cambiato nomi e coalisioni in un gioco dei tre barattoli in cui il M.S.I. non avrebbe dovuto partecipare per coerenza soprattutto, ma altri motivi cercateli voi…Almirante ha designato Fini con un progetto preciso ecco perchè ritengo Giorgio Almirante il mandante dell’omicidio del M.S.I.

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  4. Vedo con piacere che al di là delle considerazioni “di campo”, ci sono persone che si possono definire “di destra” o “di sinistra” che dialogano serenamente e con intelligenza di cose che la stragrande maggioranza del gregge italiota non considera nemmeno, il tutto perchè unico è l’interesse nazionale indipendente dalle etichettature a noi imposte. Alla fine, come nel ’22 c’erano fascisti che salutavano “romanamente” ma col pugno chiuso, tutti quanti “fascisti” o “comunisti” che siamo, torniamo alle origini.
    Camerati e Compagni, come ci si voglia chiamare, “A NOI”!!!

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  5. Aggiungo, io mi chiamo Riccardo POLETTI, e sono orgoglioso di poter dialogare con persone che fino a qualche anno fa consideravo poco meno che paria della società e relitti storici.
    Una specie di piccolo Bombacci (a quale sia detto per inciso, non oso neanche paragonarmi).
    Camerati e Compagni, A NOI!!!

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  6. Beh se non altro la mia riflessione ha sortito l’effetto abbiamo trovato un comunista vero…..della specie altrettanto rara come quella dei fascisti…non neofascismo o neofascisti,ma semplicemente fascisti, al massimo nuovi, ma solo per il dato anagrafico.
    Grazie Riccardo, bravo Alter, ma veramente grazie Riccardo,io sono iscritto a U.S.N. e mi piace come ci definiamo.
    “COMPAGNI DI IDEALI E CAMERATI DI TRINCEA”..
    Se è vero che fra fascismo e comunismo esistevano ed esistono delle sostanziali differenze,importanti e sostanziali, piu sulla prassi che non sui contenuti,abbiamo molto più in comune fra noi che noi tutti, fascisti e comunisti con il resto della comunitàò politica. Ha ragione Alter fino a quando la contrapposizione fra: destra-sinistra? O fascisti- comunisti? Nonchè rossi-neri?….avviene su base istintiva e reattiva, quella divisione sarà un vero e proprio strumento di governo.
    la nostra società è fin troppo reattiva e istintiva,vedi atteggiamenti nei confronti dell’immigrazione, reattività cavalcata magistralmente dalla politica di destra dei Salvini, da Casa Pound (e mi dispiace) & C. Ma anche dalla sinistra.
    Cvalcata dalla politica ealkimentata dai media, perchè guai indurre la massa ad una riflessione, quindi il ritmo con cui viene eccitata ad una reazione deve essere incalzante, pressante, da non lasciare modo di pensare, si passa da un fatto di cronaca ad una tragedia del mare, ad un femminicidio, ad un bimbo malato, ad un canarino incastrato fra i denti di un gatto, ore ed ore di telegiornali nazionali piene di nullità strappalacrime e interviste a parenti in lacrime in paurosi primi piani a cogliere l’attimo fuggente della lacrima…”E’ ORA DI DIRE BASTA”.. dice l’ennesimo cittadino intervistato per strada frase riecheggiata dal politico di turno,un tormentone che si propaga a macchia d’olio nella massa che entra in fermento senza muoversi di un millimetro come neutroni impazziti che esaurita la propria energia nemmeno si accorgono di essere esattamente dove erano prima.
    Nella nostra società manca purtroppo azione, ma soprattutto coesione, organizzazione, e sempre come dice Alter mancano progettisti del futuro dell’Italia, ma la contrario io credo che esistono e sono fra noi…..

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  7. Ma in tutto questo destra-sinistra, qualcuno si accorge del fatto che la discriminante oggi è tra pro-razza Bianca vs. pro-meticciato? Questa è l’unica differenza che conta tra chi si oppone al mondialismo e chi (anche a “destra”), in un modo o in un altro, lo sostiene.

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      • A nessuno tra i non pericolosi per il sistema importa il colore della pelle, questo è esatto. Si osservi un semplice fatto: liberali di destra e di sinistra, nazionalisti civici, comunisti, internazionalisti, “no-global”, chiese cristiane, mass-media, sono TUTTI antirazzisti, tutti nello schieramento di chi crede nel dogma dell'”umanità” e della “razza umana”. I soli a contrastare questo dogma sono gli identitari su base etnica e razziale, nemici acerrimi dei credenti nel suddetto dogma. Una riflessione è d’obbigo.

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    • Appunto a destra ma noi non siamo di destra. ..la duscriminazione durante il fascismo era su base ideoligica la prima biografa del Duce era ebrea molti ebrei aderirono al fascismo e parteciparono alla causa fascista.Ma da fascisti non da ebrei perché al fascismo convertiti e da esso accolti indipendentemente dal colore della loro pelle

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    • caro “nota1488”..il numero 1488 è un importante biglietto da visita per capire come la pensi sulla supremazia della razza bianca.
      Se la discriminazione su base razziale, “pro-.razza bianca contro pro-razza meticcia” per te è così importante per contrastare il mondialismo, allora sarai sicuramente alto biondo occhi celesti un ariano puro per intendersi..?????
      Oppure sei un uomo normale con idee in cui crede a prescindere dal colore della pelle, degli occhi e indipendentemente dalla statura, dalla provenienza geografica nel mondo e dalla lingua che parli….?
      Devi decidere cosa conta di più per te, le tue idee o il tuo aspetto..?

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      • Certo che contano le idee, quello che dico è che se delle buone idee relative alla politica, all’economia, al sociale, non si integrano su un piano etnico e razziale, queste idee non sono né utili per un fine superiore, né effettivamente pericolose per il sistema. Lo Stato sociale, la sovranità nazionale, la protezione e l’avanzamento della classe lavoratrice, sono tutti MEZZI, ma qual è il fine? Il fine deve essere di natura superiore, ovvero la preservazione dell’esistenza e l’avanzamento del PROPRIO popolo, e in un senso più ampio e ancora superiore, della RAZZA alla quale si appartiene. Se così non fosse, quale sarebbe la differenza tra socialismo giudaico internazionalista e socialismo nazionale?

        Non riesco a capire da dove assumi che per me conta l’aspetto “nordico”, non la penso così, né l’ho mai affermato da nessuna parte. Quella del “biondo con gli occhi azzurri” la ritengo una caricatura giudaica/hollywoodiana.

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        • Grazie di rimanere sul piano del confronto e della dialettica,questo onora sempre qualsiasi uomo, te e me compresi.
          Non voglio essere ripetitivo, ma devi stabilire cosa per te è “un fine superiore”.
          Popolo o comunità o nazione e razza, possono coincidere, ma non è detto, non è necessario e non è determinante.

          Comunità:
          “Il termine comunità indica generalmente un insieme di individui legati fra di loro da un elemento di comunione riconosciuto come tale dagli individui stessi.
          Tradizionalmente in sociologia questo elemento era la condivisione di uno stesso ambiente fisico e la presenza di determinate dinamiche relazionali”
          Se stabilire come comune interesse la supremazia della propria razza,non può che rendere quella comunità più vulnerabile e debole.
          Mentre mettere al centro dell’interesse comune una scuola, una dottrina e una prassi d’azione, a cui tutti possono aderire, compreso anche altri oltre l’originale comunità, non potrà che rafforzare quella comunità perchè il concetto di razza pone un limite fisico alla comunità stessa.
          Questa era la dottrina fascista tutti indipendentemente potevano diventare fascisti purchè vi aderissero e condividessero la dottrina, la scuola di mistica di Nicolò Giani nacque per formare “L’UOMO NUOVO, L’UOMO FASCISTA” una scuola che faceva di un qualsiaisi individuo un cittadino fascista.
          Elimina dal tuo credere il concetto di razza e levi un freno a ciò in cui credi.
          Il fascismo era intollerante verso tutto ciò che non era fascista e riconosceva il giudaismo un nemico del fascismo.
          All’inizio della perseguzione in germania, molti ebrei si rifugiarono addirittura in Italia, negli anni trenta dopo che il fascismo dichiarò illegale e di fatto eliminò la massoneria, i gruppi antifascisti di varia natura e estrazione facevano spesso capo ad ebrei.

          Il decreto legge del 17 novembre 1933 XVII n°1728
          “provvedimenti per la difesa della razza italiana”
          Se te lo vai a leggere, perseguita soprattutto gli ebrei entrati in Italia dopo il 1919,mentre risulta più indulgente verso coloro che hanno servito la patria durante la grande guerra, esclude per esempio dalla perseguzione i reduci che si sono distinti e i grandi invalidi con le proprie famiglie.
          Nella legislazione razziale fascista, l’ebreo patriota, l’ebreo fascista, l’ebreo benemerito, agli occhi dello stato perdeva la sua caratteristica “razziale ebraica”.
          Per tutti gli altri invece si applicarono discriminazioni affinchè fossero esclusi e separati dalla comunità nazionale.

          “L’INDIVIDUO NON PUO’ ESISTERE SE NON COME CITTADINO DELLO STATO E PARTE DI UN TUTTO ALLE CUI NECESSITA’ DEVE OBBEDIRE” poichè….
          “LA COMUNITA’ NAZIONALE IN QUANTO STATO-POPOLO RAGGIUNGE UIN VALORE SUPERIORE AD OGNI ALTRA ASSOCIAZIONE E COSTITUISCE IL COMPENDIO DI OGNI ALTRO VALORE”

          Carlo Costamagna “La dottrina del fascismo 1940.
          Elimina dal tuo credo la pregiudiziale razziale e leverai un freno alla sua attuazione.

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          • Naturalmente ho letto il II Libro del Fascismo e concordo pienamente con le leggi razziali promulgate dal Duce, che da grande Uomo aveva previsto la deriva mondialista dell’Occidente. L’unica pecca è il fatto che le abbia promulgate troppo tardi!
            Il grave errore odierno di molti tra quelli che si rifanno al Fascismo (sia a destra che a sinistra, e i primi sono molto più pericolosi, perché deturpano l’identitarismo azzerando la vera opposizione politica al mondialismo), é proprio l’omettere o peggio negare il discorso razziale. Non può esistere una comunità senza basi etniche condivise.
            Anche in Germania, essendo stato il Fuhrer un grande soldato, vi furono 150.000 ebrei di indiscusso valore militare nella Wehrmacht a cui fu permesso di morire per la Germania, ma il nazionalismo “civico”, al giorno d’oggi, é una trappola mortale per le nazioni europee e i loro derivati, essendo la razza Bianca complessiva solo l’8% di 7 miliardi di “umani” (e se si contano le donne Bianche in età fertile lo stato di minoranza globale diventa drammatico).
            La razza diviene fondamentale se si vuole offrire una risposta alla èlite finanziaria che detesta l’esistenza di tutte le razze nobili e che opera proprio al fine di eliminarle. Se ci si pensa bene sono proprio i nazionalismi sciovinisti da fine 800 che “dividono” la razza in tante nazioni a sovranità fasulla, come fanno anche i marxismi internazionalisti che dividono il Popolo in ricchi e poveri, all’interno delle nazioni stesse.
            Un nazionalismo su base razziale/etnica che operi secondo l’eccelsa dottrina sociale del Fascismo italiano e tedesco è la risposta diversa e unica da tutto il resto di “indignati” che sono in fondo burattini di un sistema che li ha creati. Oppure, da sinistra, un socialismo su base nazionale che operi secondo le direttive razziali (leggi di Natura) di cui i Fascismi furono precursori.
            C’è da lavorare molto in tutto il mondo bianco. Apprezzo molto il vostro lavoro e ne condivido in gran parte i contenuti, ma attenzione: esportare la rivoluzione anche nel mondo non-bianco vuole dire puntare alla sovrappopolazione del pianeta e alla sua distruzione finale!

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              • Appunto, la parola nazione sai da dove deriva, vero? Sapendo questo si deve scegliere: socialismo nazionale civico, consono alla globalizzazione dei popoli, o socialismo nazionale etnico, incompatibile con qualsiasi globalizzazione?

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                • essere “consono” non significa necessariamente suonare la stessa musica, in un modo o l’altro ogni movimento, iniziativa politica, rivoluzione non può non tenere conto degli scenari internazionali attuali…volenti o nolenti, a partire dall’immediato.
                  Lo avevano capito i romani, in cui anche gli schiavi potevano se meritevoli assumere lo stato di civis Rumanus…al fascismo e al nazismo che hanno avuto “non nazionali” come soldati e come fascisti e nazisti a tutti gli effetti…..io lo interpreto come l’unico socialismo possibile, in cui gli individui hanno in comune una condzione sociale e un ideale e non la appartenenza ad una razza non che mi dispiacerebbe, ma la vedo piu utopica che realistica, questo amichevole diverbio, sottolinea in modo inconfutabile quali siano i problemi di casa nostra,politicamente ed ideologicamente parlando…..
                  Poi scusa se non ti rispondo più, ma mi sembra che siamo partiti da un discorso e siamo finiti fuori dal seminato in un duetto intressante, ma poco costruttivo io ho più di 50 anni e non potrai convincermi non perchè non ti rispetto, ma perchè per me globalizzazione non significa solo quella finanziaria, ma anche delle idee noi siamo qui davanti ad una tastiera io a casa mia tu tua e sfruttiamo un aspetto tecnologico della globalizzazione….il legare la nazione all’etnia è superato, perchè combaciavano ai tempi delle tribu e dei piccoli villaggi, ma noi non possiamo che guardare avanti. ti saluto e spero tu capisca questo, non perchè ti ho convinto io ma operchè ci hai ragionato su da solo.

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  8. parlare nel 2015 di razzismo su base etnica e razziale, è assurdo in generale, l’identità di una nazione non dipende dal colore degli occhi dei suoi connazionali, ma dalla loro fede comune, dalla loro volontà comune.
    E’ ipocrita dire di non essere razzisti, ogni comunità istintivamente protegge la propria identità, la propria integrità, e guarda male l’intruso,è istintivo, lo fa l’uomo da sempre, lo fanno gli animali.
    ed è questo istintivo comportamento che è stato manipolato dal potere.
    Tutto ciò che porta ad una istintiva reazione viene abilmente strumentalizzato…
    La questione è semplice, l’unica contrapposizione reale è fra chi ha non solo i soldi, ma l’accesso ad essi, finanzieri, banche, multinazionali e sono coloro che perseguitano e stanno attuando la globalizzazione in due diversi modi intecciando gli interessi, cioè i soldi in una rete globale e sovrannazionale e internazionale, che rende di fatto tutti dipendenti da tutti e tutti da tutti controllati un equilibrio dinamico che permette di far scoppiare scandali ad hoc per orientare il mercato, vedi caso volkswagen….
    Quanto piu la massa ha bisogno tanto piu è schiava di questo sistema quindi il divario fra ricchi e poveri che è a tutto vantaggio dei ricchi, viene peraseguito in ogni modo, erodere il tenore di vita della massa, risucchiare i risparmi della gente per obbligarli a indebitarsi è lo scopo di questo gioco, compreso inventarsi una moneta con un unico riferimento di valore, come l’€….che sappiamo benissimo tutti che risultati ha portato.
    Quando una persona non ha più soldi a disposizione a chi si rivolge ? alle banche e il cerchio si chiude.
    Per noi il denaro è il mezzo per comprare il fabbisogno, per loro è un prodotto da commerciare, da vendere e deve essere in mano loro.
    Una volta che questa sorta di ragnatela si espande, viene a mancare sempre piu il concetto di nazione, così come la intendiamo noi, si esiste un territorio che ha confini fisici, milioni di cittadini che vi abitano,ma il suo confine è solo un segno tratteggiato su una carta geografica, gia fisicamente assolutamente permeabile,ma soprattutto non ha piu una dimensione economica, non è piu padrona della sua finanza, controllata in percentuali variabili da multinazionali internazionali e legate fra loro.
    La dove esistono o resistono focolai di resistenza sociale, nazioni ancora padrone di dire no a questa colonizzazione, vengono adoprate le maniere forti, si esporta la democrazia, si destabilizza il paese nel mirino e tutto riparte da capo anche li…
    ogni altro aspetto è ininfluente, anzi piu ci separiamo e più facciamo il loro gioco, perchè è esattamente quello che si aspettano che noi facciamo..i romani dicevano “DIVIDI ET IMPERA”… cacchio se non impariamo almeno dalla nostra storia?????

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