Italia in trance o in trans?

Famiglia tavolaChi scrive queste parole non può essere certo tacciato di bigottismo nè di omofobia, anzi, è tra quelli che ha sempre combattuto un certo tipo di integralismo religioso presente in certi ambienti destrorsi, ritenendolo spesso un’impedimento al dialogo e una fonte di ulteriore divisione in un mondo già frantumato da decenni. Tuttavia anche chi è a favore di uno stato aconfessionale e laico, in cui la chiesa si limiti ad esercitare il suo ruolo circoscritto alla propria sfera di competenza, è chiamato ad esporsi contro quello che sta avvenendo nella nostra Nazione in maniera sempre meno mascherata e sempre più forte. La differenza tra il tutelare dei diritti di una minoranza della popolazione e far assurgere tale porzione di italiani in una posizione di dominio sul resto del popolo per molti pare essere sottilissima. Indignarsi per la morte di un omosessuale discriminato solo per il fatto di essere tale è giustificato e giusto (ed è anche penoso chi vi si accanisce in maniera vergognosa), ma pretendere che l’omosessualità sia imposta come condizione sociale di fatto sovverte ogni ordine naturale delle cose. Come sempre sono i media che vengono usati dal sistema per far capire quale sarà la prossima battaglia che l’informazione asservita dovrà fare, a favore di chi e per quali interessi. Ed ecco che negli ultimi tempi, nelle trasmissioni più seguite della tv nostrana si concentrano un numero di accadimenti analoghi tale da far dubitare del fatto che si tratti di coincidenze. Come d’incanto ecco apparire nei programmi pomeridiani o nelle fiction novellate (veri punti di forza di alcuni palinsesti nazionalpopolari), quello che il sistema intende veicolare: assistiamo al dramma di coppie di ragazzi omosessuali ostacolati dal resto del mondo, in cerca dell’ accettazione a suon di prediche sulla tolleranza e sull’importanza dell’accettazione. In alcune soap opera made in Usa (vere e proprie artiglierie campali di questa strategia), troviamo invece la ragazza trans che racconta al suo fidanzato i drammi della sua vita e quanto sia stato brutto essere discriminata, attraverso scene lacrimevoli che inducono il pubblico elevato a provare una sorte di empatia che, il sistema spera, possa riversarsi magari alle urne anche quando ci sarà da decidere su temi di natura etica.

Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che nelle scuole ai nostri bambini si ha la ferma intenzione di insegnare una “specie” di educazione sessuale alternativa (come abbiamo già qui documentato) il quadro appare esaustivo e completo, ed è assolutamente allarmante. Qui non è piu questione di religione o di temi etici. Appare chiaro come il potere di certe lobby spinga affinché certe tematiche siano non solo tutelate attraverso leggi come quella sui diritti civili in cui si determinano le caratteristiche della convivenza e si delinea quindi l’esistenza regolamentata di coppie dello stesso sesso, ma anche che lo stesso potere esiga che il tutto venga anche percepito dal popolo, a cominciare dagli scolari più piccoli, in modo che si venga a creare qualcosa di completamente assimilabile al contesto reale del nostro mondo.

Tra l’altro in questo quadro elettorale alquanto fluido non è assolutamente da sottovalutare la componente “progressista” che andrà alle urne nelle prossime tornate amministrative o politiche. Se infatti qualcuno spera che governo ed opposizione difendano taluni “temi etici” per puro spirito “demosociale”, sarà bene che si tolga dalla testa questo strampalato sogno. Il sistema muove i suoi tentacoli soltanto laddove serve la sua auto-celebrazione. In un quadro elettorale nazionale dove l’astensione comincia a farla da padrone, occorre trovare immediatamente nuovi bacini elettorali. Ed ecco quindi la ricerca di nuove categorie sociali o di intere classi di nuovi italiani come i migranti.

La sessualità (e con ciò includiamo tutti i tipi di sessualità senza essere quindi tacciati di omofobia) merita ben altra attenzione, e non può essere ostaggio di giochi di potere volti a rendere un orientamento attinente alla propria intimità un qualcosa di imponibile nella mente di ciascuno. Appare chiaro ed evidente il fine ultimo di tutto ciò, ovvero quello di indebolire l’ istituzione della famiglia in quanto essa a suo modo rientra nel novero di quelle cose che rendono unito un popolo; infatti è dalla famiglia che si sviluppa la comunità, e quindi conseguentemente la nazione (ossia quella che noi chiamiamo Comunità Nazionale), con i suoi propri usi e costumi, e quindi con la sua identità ben delineata.

La strategia per disgregare tutto ciò è spezzare quindi i legami di sangue e tutto quello che ne consegue.

I fautori di ciò hanno a loro disposizione molti mezzi, sta a noi tutti non farci ingannare, e ricordare che il mundialismo si pone contro ogni cosa che riconduce l’ uomo alla propria spiritualità, che non significa per forza sentimento religioso, ma consapevolezza del proprio ruolo all’ interno del mondo.

Ecco perchè sulla famiglia incombe volutamente il timbro “censored”: perchè è proprio da quel mondo “occidentale”, calvinista ed edonista, che viene l’attacco principale e la sua volontà disgregatrice.

Questo non dimenticatelo mai.

D.P.

4 pensieri su “Italia in trance o in trans?

  1. Quando l’omosessualità si trasforma in ideologia e le stesse istituzioni fanno propria questa filosofia sociale è segno che la società ha superato il famoso punto di NON RITORNO

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  2. leggendo LA PELLE di Curzio Malaparte scoprirete che la pederasting corporetion fu parte attiva nella guerra contro l’Italia nella 2a Guerra mondiale e determinò il tradimento finale dei tedeschi nei confronti della R.S.I. attraverso il colonnello Dolmann

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