La Sicurezza è una priorità dello Stato: non un’opportunità per loschi privati

pistolaIl tema che andiamo ad affrontare è da mesi che torna alla ribalta delle cronache, complici i numerosi sbarchi di migranti sulle nostre coste e la volontà, da parte del nostro sistema partitico (nessun movimento escluso) di utilizzare la questione immigrazione come tema sul quale diffondere il proprio programma politico e quindi aumentare il consenso elettorale; la sicurezza sta diventando il tema più dibattuto, anche in considerazione degli episodi di violenza che si susseguono molteplici, episodi figli del disordine sociale ormai innescato sul nostro territorio e causato dalla totale abdicazione dello Stato in maniera di sicurezza territoriale, vuoi per motivi di bilancio, vuoi per motivi ideologico-globalisti. Fin qui eravamo rimasti nell’ambito della dialettica, a volte dura, provocatoria, e spesso rivelatrice della distanza tra chi siede sui banchi parlamentari e il popolo che deve essere governato. Recentemente, prendendo spunto da clamorosi casi di cronaca, c’è però chi alle parole ha sostituito le immagini, e cosi, durante una sua apparizione televisiva, un noto politico iscritto alla Lega Nord ha mostrato in diretta una pistola, provocando lo sgomento di tutti i presenti e di molti videoascoltatori. Non solo, lo stesso onorevole (e sindaco) vorrebbe mettere sul piatto addirittura duecentocinquanta euro di contributo comunale in favore dei cittadini come finanziamento “statale” per comprarsi un’arma e difendersi “motu proprio” dai delinquenti che il governo non è in grado di fermare attraverso i mezzi a propria disposizione. In pratica, una sorta di campagna elettorale sfruttando i soldi comunali. 

Premesso quindi che dal punto amministrativo tale proposta è un abominio legislativo e anche morale, non si può non rilevare che in una situazione di tensione alle stelle (tensione molto critica soprattutto in determinate realtà periferiche delle grandi città o degli hinterland), dar luogo ad iniziative simili è segno di irresponsabilità e scelleratezza. La sicurezza deve essere garantita dallo Stato, e nel momento in cui invece si vorrebbe delegare al popolo la possibilità di difendersi da solo, in realtà viene celata un’ammissione di incapacità gestionale della Cosa Pubblica.

Le conseguenze sarebbero disastrose anche per il tessuto sociale italiano che fino ad oggi ha retto a tutte le prove più dure; immaginiamo cosa potrebbe accadere se l’industria delle armi andasse ad alimentare il commercio interno di armi in intere zone gestite dalle mafie e laddove si è già innescato un notevole aumento di presenza extracomunitaria sul territorio. Intere zone diventerebbero polveriere dove malavita, mercenari, e caporalato extracomunitario andrebbero a spartirsi i territori come nella giungla. Chi propone tale soluzioni probabilmente non si rende conto che trasformerebbe l’Italia in una landa senza leggi, una specie di Far West mediterraneo, dove ci si fa giustizia da soli.

La politica sinistrodestra di questi decenni ha fallito totalmente. Si lasciano gli italiani allo sbaraglio, si ammettono i propri fallimenti, si delega la sicurezza ad ognuno, rifuggendo quindi dall’onere di garantire l’ordine sociale. Forse l’ossessione nell’inseguire un modello proveniente da oltre Oceano (che peraltro sta dimostrando le proprie evidenti falle) sta annebbiando la mente di certi movimenti sensibili al richiamo del repubblicanesimo Statunitense. Da cittadini appartenenti alla Comunità Nazionale, nella terra dove ebbe luce il Diritto Romano, non possiamo permettere che il nostro suolo diventi un campo di battaglia, non possiamo consentire che chiunque possa tenere una o più armi in casa (senza nessun controllo, senza nessun vincolo o verifica e con relativa incentivazione) e quindi, potenzialmente, costituire un pericolo per chiunque.

In tempi recentissimi abbiamo parlato di attacco alla “gens italica” da parte dell’Occidente globalista e dell’edonismo calvinista. Anche il programma di liberalizzazione delle armi (a cui perfino il poco amato Obama vorrebbe più o meno fintamente mettere mani) è tipico di chi intende promuovere l’individualismo disgregatore a discapito della socialità statuale e nazionale, per demolire gli ultimi brandelli di sovranità. Queste macchiette inscenate dai politici italiani su tematiche rigorose e di assoluta importanza civica e sociale altro non fanno che fa alimentare questa matrice disgregatrice. Se l’opposizione politica in Italia (ormai ridotta al binomio sciancati/pacifinti contro demodeficienti/populisti) si dimostra così inefficiente nel promuovere politiche sociali in tema di sicurezza territoriale, ciò sta a significare che le oligarchie sovranazionali sono molte vicine alla vittoria definitiva.

Fermo restando il sacro diritto di difendere il proprio focolare e assodato che lo Stato ha colpevolmente abdicato in materia di sicurezza territoriale e si limita a perseguitare ingiustamente chi si difende in casa propria, noi socialisti nazionali siamo totalmente contrari alla liberalizzazione e all’incentivazione dell’uso delle armi secondo un programma libertario e liberticida che non ci appartiene. Tale processo legislativo, come ampiamente dimostrato dagli ultimi episodi avvenuti negli Stati Uniti, sarebbe soltanto progenitore di Kaos e disgregatore della Comunità Nazionale.

I Tribuni della Plebe

Annunci

9 pensieri su “La Sicurezza è una priorità dello Stato: non un’opportunità per loschi privati

  1. La diffusione della armi non serve a nulla, anzi può essere deleteria qualora chi le adopera non abbia un adeguato addestramento all’uso in ogni condizione, in ispecie psicologica ed un codice etico decente.
    Una comunità nazionale coesa ed armata è una comunità disciplinata moralmente e generalmente, eticamente degna.
    Ergo la diffusione di pistole a scopo propagandistico è da rigettare in toto..

    Gradirei inoltre ricordare a chi non lo sapesse che i crimini commessi con armi da fuoco vengono commessi da chi le armi le acquisisce ed usa illegittimamente, non dai proprietari se non in casi statisticamente trascurabili.
    Cio vale qui e a maggior ragione laddove vige il principio generale -da me condiviso- della liceità del possesso di armi.

    Liked by 1 persona

  2. Giusta analisi in linea con il programma globalista. Il mercato delle armi é importante e va incentivato al massimo le conseguenze sociali sono considerati meri effetti collaterali punto…

    Mi piace

  3. Genesi della liberaldemocrazia: da una testa un voto a una testa una pistola ! Manca l’istituzione dell’ordine dei CACCIATORI DI TESTA. Mi propongo come presidente di questo ordine professionale.

    Mi piace

  4. Io ne ho 2 di pistole e sono contento, la libera vendita e da “cowboy” anche se il porto d’armi serve solo a spillarti soldi un certificato medico potrebbero bastare compreso munizionamento in casa il diritto di difesa e sacro, ma deve rappresentare l’estrema difesa…le forze dell’ordine non possono mica dormire a casa di ogni cittadino???

    Mi piace

  5. Quel che avviene nelle Famiglie e nelle Case violate italiane, è del tutto consequenziale alla fase storica ideologica utopistica, che gli Italiani stanno subendo già da decenni, e senza reagire.

    L’Utopia globalista imperante ha programmato scientificamente l’abolizione totale dei Confini Nazionali.
    Come conseguenza, è stato concesso a chiunque di entrare impunemente e senza regola alcuna nella Casa Nazione; anzi; lo si è andato persino a prendere.

    Ora la medesima Utopia imperante, pretende di imporre la stessa “filosofia” distruttiva, anche sul domicilio della singola Famiglia italiana.
    Il “Dogma” cardine prevede che non ci si possa ribellare; che non si debba reagire all’intrusione criminale.
    Il Cittadino Italiano che reagisce al crimine della violazione sistematica della propria Domus (il peggiore tra i crimini; quello piu’ destabilizzante psicologicamente) viene imprigionato nella tagliola delle Legge; che guardacaso tutela i criminali che entrano in Casa, e punisce il Cittadino Italiano che reagisce.

    Il Sistema , oramai platealmente, opera per l’allevamento intensivo di un gregge indistinto di pecore multicolori, che non reagiscono ad alcuna minaccia – sia essa esterna, che interna – venga portata alla propria brucante esistenza di pecore destinate alla mungitura ed alla tosatura perenne.

    Mi piace

  6. “Fermo restando il sacro diritto di difendere il proprio focolare e assodato che lo Stato ha colpevolmente abdicato in materia di sicurezza territoriale e si limita a perseguitare ingiustamente chi si difende in casa propria, noi socialisti nazionali siamo totalmente contrari alla liberalizzazione e all’incentivazione dell’uso delle armi secondo un programma libertario e liberticida che non ci appartiene. Tale processo legislativo, come ampiamente dimostrato dagli ultimi episodi avvenuti negli Stati Uniti, sarebbe soltanto progenitore di Kaos e disgregatore della Comunità Nazionale.”

    Mi piace

  7. Scusate ma noi con le nostre tasse manteniamo ben 4 forze di polizia, possibile che 4 forze di polizia non riescano a garantire la nostra sicurezza e si sia costretti a difenderci da soli perché lo Stato non può o non vuole difenderci? E chi prova a difendersi viene addirittura indagato dalla magistratura? Mettiamo caso che nel peggiore dei casi io mi difenda da una rapina e abbatto il rapinatore, chi mi garantisce che da allora in poi sarò al sicuro? Chi mi garantisce che i complici non verranno a cercarmi? In un paese perverso come l’Italia dove se cerchi di difendere i tuoi beni finisci sotto processo?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...