Il Pauperismo

Armenwesen_M_Bern_Anker_Armensuppe_1890Riteniamo opportuno riproporre ai nostri lettori un articolo che pubblicammo alcuni anni fa nel momento in cui era in evidenza il problema dell’attacco speculativo contro la nazione greca; adesso che sotto scacco c’è il paese Italia con l’attacco speculativo contro il risparmio privato con il ricatto delle cambiali sottoscritte in nome e per conto del popolo  italiano da una classe politica – senza distinzione di colore o appartenenza – asservita al nemico di sempre, ci sembra il caso di riportare l’attenzione degli italiani ancora responsabili del loro destino il fatto che, senza una  rivoluzione culturale fatta di consapevolezza e verità, non ci sarà avvenire dignitoso come popolo e come nazione.

Il pauperismo é quel fenomeno che evidenzia l’esistenza costante di larghe fasce di popolazione in condizioni di necessità, di povertà. Nel corso dei secoli, attraverso le trasformazioni epocali che hanno caratterizzato la vita dei popoli e delle nazioni, il fenomeno é stato affrontato attraverso forme più o meno organizzate di mutua assistenza e previdenza. D’altra parte é adesso ormai accertato che nel sistema liberal-capitalistico il fenomeno é considerato ciclico e fisiologico, per cui é vano ed insufficiente cercare nell’ambito dello stesso sistema i rimedi efficaci e duraturi nel tempo. Solo una trasformazione rivoluzionaria che porti al superamento della contraddizioni tra carattere sociale della produzione e carattere privato dell’appropriazione del prodotto risultato dal lavoro, può risolvere il problema in maniera permanente e radicale. 

Questo comporta che la lotta contro il pauperismo debba essere condotta dallo Stato superando il principio caritativo cristiano per giungere a forme di previdenza pubblica (assicurazioni obbligatorie, fondi pensione obbligatori, assistenza sanitaria gratuita, ecc). Questo é il percorso di organizzazione e protezione sociale che ha perseguito il fascismo con l’istituzione degli enti previdenziali ed assistenziali che, a suo tempo, vennero gestiti con i principi della sana e corrette amministrazione. I famosi fondi di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti furono in grado di garantire le esigenze previdenziali ed assistenziali dei lavoratori di tutte quelle categorie alla cui protezione sociale erano destinati ed il cui patrimonio era costituito dal risparmio obbligatorio a carico sia del lavoratore che del datore di lavoro.

L’antifascismo post bellico, di tutte le tendenze e colorazioni, nel suo furore iconoclastico, ha prima amministrato gli enti e i fondi in maniera clientelare e poi pianificato la progressiva distruzione dell’impalcatura di protezione sociale messa in piedi nel ventennio mussoliniano, facendo così il gioco della cupola plutocratico giudaico-massonica che ha come obiettivo finale, non solo l’impoverimento della classe lavoratrice in tutte le sue componenti, ma anche quello dei popoli e delle nazioni per meglio soggiogarle e dominarle. E’ un disegno criminale che é stato alla base della 2a Guerra mondiale, la guerra del sangue contro l’oro.

Per comprendere quello che sta accadendo oggi con le ricorrenti crisi economico-finanziarie causate dalla speculazione usurocratica occorre rivisitare il contenuto dei famosi 14 punti enunciati dal Presidente Wilson nel suo messaggio al Congresso americano l’8 gennaio 1918 e metterli in parallelo con gli 8 punti concordati nella prima quindicina d’agosto del 1941 tra Churchill e Roosevelt. Un raffronto tra i due documenti ed un esame delle analogie e delle differenze mettono subito in luce molti dei più torbidi aspetti della politica angloamericana e della sua volontà di predominio mondiale. La più importante analogia si riconosce nel fatto che i secondi rinnovano il tentativo compiuto dai primi di ingannare i popoli europei perché lo scopo é stato quello di perpetuare l’inganno del 1918. I popoli europei più giovani e animosi avevano sviluppato ed approfondito, nel ventennio tra le due Guerre mondiali, le aspirazioni alla giustizia ed all’equità deluse dall’egoismo e dall’egemonia anglosassone. L’Europa non si sentiva più appagata da illusorie autodecisioni di popoli né da piccoli nazionalismo che, in pratica, si risolsero in protettorati politici ed economici o in situazioni semi-coloniali. I principi attivi del socialismo e del nazionalismo avevano trovato un punto d’incontro e di fusione. I popoli poveri di risorse  e materie prime avevano acquisite una migliore e più estesa coscienza dei loro problemi. Essi rivolsero con forza le loro rivendicazioni a chi di diritto: a coloro cioè che detenevano il monopolio delle risorse mondiali. Gli anglosassoni compresero la straordinaria efficacia rivoluzionaria dei programmi sociali di Italia e Germania. Questo progetto ebbe tale ascendente sulle masse di tanti popoli europei ed extra europei che sarebbe stato impossibile agli Stati Uniti e all’Inghilterra di attuare il loro piano egemonico senza assumere posizione di fronte alla loro stessa opinione pubblica.

Analizzata la situazione a posteriori, il mondo oligarchico angloamericano ebbe ragione di temere più il contenuto rivoluzionario ed esplosivo del nuovo pensiero europeo, che la stessa potenza delle armi nemiche. Per questo motivo, uno degli scopi degli 8 punti atlantici, dovette riconoscersi nel tentativo di intorbidire le coscienze, confondere la chiarezza e gli scopi delle rivendicazioni sociali dei popoli giovani, ricchi di braccia e poveri di risorse. Questo tentativo di avvelenamento dei popoli, che é ancora in atto, fu concentrato nella formulazione letterale del documento. Naturalmente gli otto punti dovevano risultare più vaghi dei precedenti quattordici. Il programma wilsoniano si giovò della novità e della verginità degli Stati Uniti. Il programma Roosevelt-Churchill, invece, dovette sforzarsi di narcotizzare la originaria diffidenza che é nella stessa natura in Europa e nelle due Americhe. Nel dopoguerra, con la vittoria delle armi plutocratiche, la “cupola usurocratica” si é avvalsa – per l’attuazione del piano criminale – della collaborazione e della complicità di una classe politica asservita al sistema.

Adesso occorre prendere consapevolezza che le devastanti crisi economico-finanziarie con andamento ciclico, stanno diventando sistemiche e chiara appare la posizione degli anglosassoni che adesso possono contare anche su di un’ Europa debole, divisa e sotto costante ricatto del gendarme israeliano. Essi hanno una visione estremamente semplice del mondo che può riassumersi in poche parole; il mondo é anglosassone, poi esistono anche altri esseri che conviene allevare con maggiore o minore cura, nella misura in cui sono utili alla prosperità del mondo anglosassone. Questa perversa concezione dei rapporti tra le nazioni e fra i popoli, risente dell’etica protestante che finisce per formare una mentalità affaristico-speculativa che é alla base della stessa “civiltà capitalistica”. Soprattutto i protestanti ad orientamento calvinista, assumono il concetto che l’arricchimento – comunque perseguito e realizzato – é il segnale terreno della benevolenza di Dio per cui, qualsiasi pratica speculativa, trova addirittura una giustificazione di natura religiosa (evidentemente ben istruiti dagli usi e costumi di qualche “fratello maggiore”, n.d.r.). Anche su questo aspetto si fa leva da parte dell’oligarchia nord americana per portare militarmente la bandiera degli Stati Uniti nei vari paesi definiti arbitrariamente “canaglie”. Lo scopo dichiarato é quello di portare la pace e la democrazia; quello effettivo il drenaggio delle risorse mondiali, il rigido monopolio delle materie prime, l’occupazione sistematica dei punti strategici che condizionano la libertà di navigazione e di comunicazione e, quindi, il lento soffocamento economico dei paesi che tentano di ribellarsi al tradizionale egoismo anglosassone.

Questa l’analisi della crisi devastante che, in questo momento tiene sotto schiaffo la Grecia, ma che in breve tempo coinvolgerà tutti i paesi del bacino del mediterraneo secondo una strategia pianificata da tempo.

E l’Europa ?

Occorre partire dalla consapevolezza che l’Europa, tutta l’Europa, ha perso la guerra e queste sono le conseguenze e questo é il prezzo da pagare. La cosiddetta Unione Europea, con tutte le sue pesanti bardature e sovrastrutture burocratiche non può che dimostrare la sua totale impotenza dal momento che é completamente asservita agli interessi della cupola che domina il mondo. Tutto il resto é menzogna e vana retorica “resistenziale”. Occorre riprendere il filo della Storia riscoprendo le responsabilità vere dello scatenamento della 2a Guerra mondiale.

Stelvio Dal Piaz

“Noi impugnamo le armi per risolvere, dopo il problema risolto delle nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere marittime; noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale e militare che ci soffocano nel nostro mare, poiché un popolo di quarantacinque milioni di anime non é veramente libero se non ha libero accesso all’oceano.” (Mussolini – 10 giugno 1940)

3 pensieri su “Il Pauperismo

  1. Nel caso italiano, anzi italiota:
    Povertà sociale ai massimi storici e debito pubblico impazzito.
    Ma la partitocrazia parassitaria; dove caiz le imbosca tutte queste centinaia di miliardi?

    Comunque è fatta.
    “Quota Renzi” è raggiunta; passerà alla Storia, la piu’ tragica di questa povera Nazione.

    “Quota Renzi”.
    Il nuovissimo record di cui andare fieri grazie al grande “economista” Renzi.
    Debito pubblico 2015; sfondato ogni precedente record storico.
    Renzi è riuscito a fare meglio della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.

    “Quota Renzi”.
    A questo punto dovrebbe intervenire il presidente; il parlamento, la magistratura, la bancaditaglia, la polizia, l’esercito, la marina e l’aviazione.
    Invece?

    Interverrà la Troika; e buonanotte al secchio.
    Per colpa del “governo” di un boyscout toscano, l’Italia finisce dritta nell’ospizio degli incapaci di intendere e volere.

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  2. Non potrei aggiungere nulla a tutto ciò che è enunciato in questo scritto, che defenire articolo, risulterebbe riduttivo. Solo un ringraziamento per come, con una sapiente semplicità, tu sia riuscitio ad esprimere pensieri cosi profondamente articolati.
    Mai domi.
    In alto i cuori

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  3. Molto inyetessante l’analisi politica e socio economica fatta in questo articolo sul pauperismo.
    Desidero essere informato su altri vostri articoli . Grazie per la cortese attenzione.

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