Terrorismo strategico

attaccoGli attentati di Bruxelles e di Parigi propongono all’Europa un qualcosa che mai nessun paese europeo si era sognato di dover vivere, ad eccezione dell’Italia. Quello che è  accaduto, dai fatti di Charlie Hebdo agli ultimi di Bruxelles, sembra ricalcare su scala internazionale un copione tragicamente noto alla nostra storia nazionale. La chiamarono strategia della tensione e servi’ a far capire alla gente che ci si trovava difronte a qualcuno o qualcosa che aveva deciso di giocare sporco – strategicamente appunto – sulle paure della gente comune. Per fare cosa? Per fare ciò che ormai tutti quelli di medio intelletto, trascorsi abbondantemente più di trenta anni, hanno ben compreso: solidificare le basi del compromesso storico e indirizzare l’Italia verso una ben mascherata coabitazione tra Dc e PCI. Le bombe sparse qua e là su treni, piazze e stazioni ad altro non servirono che a creare quel collante “democratico” che avrebbe dovuto traghettare il paese scosso e ferito verso la normalizzazione. Un metodo vecchio come l’uomo: crea la paura, trasformala in terrore ed avrai carta bianca per gestire le sorti di milioni di persone. Questo è ciò che avvenne in Italia e di cui vi è sufficiente conoscenza. 
In Europa sta avvenendo la stessa cosa. Ci sono entità non ben definite, incarnate da semisquilibrati di mente con le vergini e gli infedeli in testa che si votano al suicidio spargendo il terrore in mezzo alla grassa ed indifesa Europa. Gente comune che fino al giorno prima il massimo del pericolo l’aveva corso stappando la bottiglia di champagne per capodanno, si trova in mezzo ad un contesto di guerra asimmetrica ed assolutamente non convenzionale. Il terrore è naturalmente la prima reazione. E sui germi patogeni del terrore chi può inoculare il siero antagonista in grado di rimediare al sopraggiunto pericolo se non coloro che hanno in mano le leve del comando? Il gioco è praticamente fatto.

Come avvenne in Italia negli anni settanta, anche nell’Europa dei banchieri, ormai palesemente in difficoltà,  attaccata su più fronti ed incapace di un colpo di reni poiché sprovvista degli attributi, il rimedio è quello già sperimentato: la paura!

Quando la paura prende il sopravvento – e lo sta prendendo – tutti sono disposti a cedere pezzi di libertà e sovranità pur di vivere più tranquilli e sorvegliati. Naturalmente a chi è già pronto a sorvegliare, avendone già preparato gli strumenti. Dunque…niente di nuovo sotto il cielo.

Fernando  Volpi

Un pensiero su “Terrorismo strategico

  1. Il “Terrore” giova ai governanti, ma fino ad un certo punto; specie se se ne perde il controllo attivo.
    I regimi piu’ irresponsabili europoidi (quello “antifà” della repubblichetta nata dai brogli del 1946, lo è al massimo grado di irresponsabilità) non si accorgono che stà avvenendo in Europa, quanto accaduto nel 2011 in Libia e Siria?

    Nel 2011 furono inserite, tramite infiltrazione organizzata (da potenze locali arabe e mondiali occidentali) formazioni internazionaliste islamiste in Libia e Siria:
    Opportunamente finanziate ed armate, queste vere e proprie brigate eversive, sparsero il terrore tra la popolazione locale libica e siriana.

    A partire dal 2011 e fino a pochi mesi fà, Il “Falso Occidente” anglosassone, ha mediaticamente contrabbandato questo programma eversivo, come “Primavera democratica araba”; i risultati di questa infernale “primavera” ora sono sotto gli occhi di tutti.

    Ora l’Europa è vittima-artefice della medesima infiltrazione organizzata dentro i suoi stessi confini; da Libia, Grecia e Turchia arriva una massa umana entro cui, i fatti indicano celarsi di tutto…

    Attenzione alla progressione di quanto stà avvenendo in Europa; Charly Hebdo, Bataclan, aeroporto e metropolitana di Bruxelles.
    Il programma “terrore a comando” è un boomerang sfuggito di mano al “Falso Occidente” anglosassone.
    L’apprendista stregone ha perso il controllo della sua “cratura”; ora rischia di finire trasformato in una Testa decapitata, e proprio a casa sua.
    Siamo solo all’inizio della libizzazione, della sirianizzazione dell’Europa; e come ricorda il vecchio proverbio cinese:
    Chi è causa del suo stesso mal…

    (to be continued)

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