Riflessioni di spiritualità politica. Dei Nazione Comunità

Confucius_Sculpture_NanjingIn un momento in cui il popolo e i cittadini italiani hanno completamente perso la bussola, ci piace proporre questo articolo di spiritualità politica orientale, in cui l’autore attraverso alcune profonde considerazioni, intende riportare al centro dell’attenzione il rapporto tra Nazione e Società, nel suo fondersi nella Comunità Nazionale.

Le mie prime fonti di ispirazione e punti di riferimento, per quanto riguarda spiritualità e politica sono sempre stati e sono tutt’ora la tradizione, i maestri dell’antichità e le antiche vie. Nello specifico hanno per me un ruolo di primaria importanza le seguenti dottrine: Shintoismo, Taoismo e Confucianesimo; le quali non “soltanto” sono materia di studio spirituale ma essendo concepite per vari scopi ritrovano campi di applicazione su ogni piano e in tutte le sfere d’appartenenza, dalla spiritualità, alla grande politica per la gestione dello stato, alla vita del singolo individuo ed il suo rapporto con la famiglia e comunità, fino alla sua più intima interiorità. Dottrine piuttosto esotiche lo so bene, ma non per questo inutili o eccessivamente distanti da noi, dato che contengono principi universalmente accettabili  e ritrovano grande riscontro con gli insegnamenti dei filosofi greci e latini. Leggendo quello che scriverò qui di seguito, pur trattandosi di filosofia orientale sono certo che troverete analogie con filosofi nostrani e la condivisibilità dei valori.  Fatta questa breve premessa, illustrerò ora alcuni punti che ritengo fondamentali per la nazione e la società. 
Le Otto virtù.

Nella dottrina confuciana, quando si parla della buona gestione dello stato, innumerevoli sono i requisiti che un buon sovrano e i membri del governo sono tenuti a possedere affinché possano governare in modo equo e giusto. Tra queste, le principali sono di certo le otto virtù. Le Otto Virtù sono i criteri fondamentali di buon comportamento che Confucio ha lasciò alla gente.
Queste sono:

  • Pietà filiale
  • Rispetto per i fratelli
  • Lealtà
  • Mantenere le promesse
  • Cortesia
  • Giustizia
  • Incorruttibilità
  • Vergogna

Chi non ha le otto virtù o le dimentica non solo non potrà essere un buon governante ma non può essere considerato un essere umano, poiché ha dimenticato i requisiti essenziali per un essere umano.
La prima delle otto virtù è la pietà filiale. Alcuni dicono che la pietà filiale è la prima di centinaia di buone azioni, e l’indulgenza è la prima di centinaia di cattive azioni. Un agnello si inginocchia per essere allattato e un giovane corvo nutre i corvi più vecchi.  Questa si chiama “Pietà filiale”. Ovvero rispetto per i propri genitori, e i membri più anziani della comunità, e aiuto verso questi, qualora ce ne fosse bisogno, da parte dei giovani. Dato che gli anziani di oggi sono coloro che hanno costruito e difeso la comunità prima di te, ti hanno messo al mondo, accudito e istruito nel più giusto dei modi.
(o almeno così dovrebbe essere.  Naturalmente un genitore o un membro più anziano ha il dovere di prendersi cura dei più giovani nel migliore dei modi e trasmettergli il proprio sapere fino a che questi non siano autosufficienti). Il “rispetto per i fratelli” non ha bisogno di grandi spiegazioni, può essere interpretato in senso più esteso come rispetto per tutti i membri della stessa comunità,  e aiuto reciproco verso questi in caso di bisogno.

È celebre il detto “un gallo canta all’alba e una oca selvatica vola a nord ogni primavera e a sud ogni autunno”.  Questo si chiama “mantenere le promesse”.
E  “Quando un’oca selvatica o un germano reale perdono il proprio compagno, non ne cercheranno uno nuovo”.  Questa si chiama “lealtà”.

Interpretato in senso politico, un sovrano o un governo, farà esattamente ciò che dice di voler fare, o quantomeno impiegherà tutte le sue forze per realizzare la sua promessa. Il fallimento poi è umano, può accadere. Parlando di lealtà, un buon governo farà sempre tutto ciò che è in suo potere per realizzare il bene dei propri sudditi o cittadini,  mettendo loro al primo posto, sempre, nel bene e nel male. Dato che loro sono le colonne che sostengono il palazzo reale, senza il proprio popolo il governo non è niente. Facendo un esempio con la realtà attuale, potremo dire che il governo italiano è estremamente sleale verso i suoi cittadini. Sappiamo bene che l’emigrante straniero e le lobby finanziarie internazionali vengono molto prima del destino dei cittadini autoctoni, dei quali ormai non si cura quasi più nessuno. Questo perché lo stato è suddito di grandi interessi economico finanziari e soprattutto, anche se viene molto spesso dimenticato, è di fatto una colonia di altri.

“Quando un cervo trova della buona erba, chiamerà l’intero gruppo per condividerla, e quando una formica incontra del cibo, radunerà l’intera colonia”. Questa si chiama “giustizia”.

Qui la parola giustizia è intesa più come solidarietà o lealtà del suddito o cittadino verso lo stato e di conseguenza verso tutta la comunità. E ovviamente importante la giustizia in quanto tale, ma anche questo aspetto merita di essere approfondito. Abbiamo parlato prima della lealtà del governo verso i suoi cittadini, ora è importante specificare che anche il cittadino deve la sua lealtà allo stato. Lo stato è il corpo fisico della nazione e in quanto tale è cosa di tutti, serve tutti, assicura protezione e un futuro a tutti. Nuocendo allo stato si nuoce a se stessi. Quante volte si sente di persone che credendo di essere furbi provano a “fregare lo stato”, pagando meno tasse o rubando soldi pubblici? Ebbene queste persone non si rendono conto che “fregano” se stessi, senza contare l’enorme danno che provocano alla comunità.

Per quanto riguarda l’ “incorruttibilità”, la parola parla chiaro.

La “vergogna” invece necessita di qualche spiegazione. Un uomo che si possa definire tale, qualora rubi inavvertitamente o provochi danni ad altri o commetta qualunque azione scorretta, proverà un senso di vergogna che lo pervaderà, verso gli altri e verso se stesso per le azioni compiute. Questo è positivo, vuol dire che la persona in questione nel profondo sa di aver sbagliato. E se abbastanza virtuoso, in un modo o nell’altro tenterà di porre rimedio. Questo principio sfocia in vari campi, dall’onestà al senso della giusta misura, di cui parlerò più avanti. Un uomo che ha troppo, in mezzo ad altri suoi simili che hanno troppo poco, riconoscerà di avere troppo e cederà parte del suo sovrappiù a loro. Una persona che non possedeva nessuna di queste virtù era considerata non umana. Vi siete mai chiesti cosa significhi “essere peggio di una bestia”? Persino una bestia è in grado di mantenere queste virtù. Se un umano non ha alcuna virtù, è considerato “peggiore di una bestia.”

La “giusta misura” e la “giusta via di mezzo”.

Fin dall’antichità si è sempre parlato di “giusta misura” e “giusta via di mezzo” (concetto introdotto principalmente da Shakyamuni, ma presente anche nel Taoismo). Se non erro il concetto di “giusta misura” ricorre anche nella filosofia greca. Cos’è la “giusta misura” come questa è intesa nel Taoismo? È sapere quando fermarsi e quando andare avanti, sapere quando il bicchiere è troppo pieno o troppo vuoto, sapere riconoscere il troppo e il troppo poco. Chi la possiede sa cosa è giusto ottenere e cosa non lo è, e un’ infinità di altre cose. Oggi giorno assistiamo all’arricchimento estremo di alcuni contro l’impoverimento e lo sfruttamento oltre ogni limite di altri. Membri della stessa comunità, sfruttano i loro simili senza alcun riguardo, per raggiungere i propri scopi.

Lasciando da parte la figura del politico, e soffermandoci solo su un grande proprietario di un’ attività privata, sappiamo bene che nella maggior parte dei casi, questo al giorno d’oggi offrirà contratti ridicoli e condizioni sfavorevoli ai propri lavoratori, solo per accrescere o non far diminuire troppo la sua ricchezza in questi tempi di crisi. Peggio ancora se si parla di banchieri e usurai finanziari, qui si apre una parentesi molto ampia che non è il caso di approfondire in questo articolo.

Ma una persona del genere è soltanto avara o ingorda di ricchezza? No, è malata. Non è più in grado di vedere e riconoscere la realtà per quello che è, vive ormai su di un altro piano, inesistente nel mondo reale. Il benessere materiale per le persone non è diverso dall’acqua per le piante.

Se l’acqua sarà troppo poca, la pianta seccherà ed appassirà.
Se l’acqua sarà troppa, la pianta rammollirà e morirà per eccesso di questa.

Una persona che ha troppo come una che ha troppo poco, non è nel suo stato ottimale, e spesso non riesce a comprendere la realtà, rischiando anche di perdere le proprie virtù. Uno stato degno di questo nome deve assicurare a tutti i suoi cittadini il giusto benessere, affinché la comunità cresca sana e forte.

Come è possibile fare questo nel mondo moderno?

Con molti interventi che già conosciamo, quali: nazionalizzazione delle banche e delle grandi imprese strategiche, socializzazione delle imprese, politiche sociali… in poche parole tutto ciò che definiamo oggi come “socialismo”.

La “giusta via di mezzo” si riferisce al non esagerare e a saper trovare il giusto equilibrio. Tra dovere e piacere, tra pensare a se stessi e agli altri, tra la serietà e lo scherzo…Per fare un esempio concreto, durante l’unione sovietica e in generale in tutta l’esperienza comunista (che considero comunque migliore di quella anglo-americana capitalista), vi fu un “eccesso di socialismo”. Il volere eccessivamente l’uguaglianza e benessere generale, portò invece al malessere generale.

Anche per quanto riguarda la spiritualità non si parlò di laicità ma di ateismo. È vero che le chiese cattolica protestante ed ortodossa sono strutture di potere ma imponendo l’ateismo di stato si distrugge non solo l’istituzione, ma ogni forma di spiritualità. Si distrugge la tradizione, l’anima di una nazione, si spezza il legame con gli Dei e con i propri antenati ed inevitabilmente l’animo delle persone si incupisce. Il governo comunista può essere paragonato a dei genitori iperprotettivi nei confronti del proprio figlio, che eccedendo nelle precauzioni credono di fare il meglio per lui, quando in realtà lo soffocano. Ogni cosa, anche la più giusta,  portata all’eccesso degenera.

Il governo dei saggi.

Nel terzo  capitolo del “Tao te ching“,   è descritto come dovrebbe essere e agire un buon governo. È definito “governo dei saggi” quel governo composto da persone che conoscono e hanno fatto propri gli insegnamenti taoisti e confuciani. Ovviamente in altre parti del mondo vi sono insegnamenti altrettanto validi, questo esempio vale solo per la Cina. Il capitolo è corto quindi posso citarlo interamente.

“Non esaltare l’eccellenza
fa sì che la gente non competa.
Non dar valore ai beni difficili da ottenere
fa sì che la gente non diventi ladra.
Non ostentare ciò che può eccitare il desiderio
fa sì che i cuori della gente non siano turbati.
Per questo il governo del saggio
vuota i cuori e riempie i ventri,
indebolisce le ambizioni e rinforza le ossa.
Avendo superato brame e astuzie,
il popolo non può essere manipolato da nessuno.
Pratica il non agire,
permetti all’ordine di sorgere da solo.”

La comprensione della prima parte del testo è abbastanza semplice e non necessita di grandi spiegazioni. Non premiare eccessivamente chi eccelle o porta a termine i propri doveri,  per fare in modo che le persone non competano tra loro ed evitare che si instauri nell’individuo il desiderio di essere migliore degli altri. E non promuovere stili di vita e modelli “da Billionaire”, per intenderci. Questo porterebbe solo scompiglio e insoddisfazione nei confronti della propria condizione.

La seconda parte è più difficile per chi è nuovo ad un certo linguaggio, tipico dei testi orientali. “Vuota i cuori e riempie i ventri” ad esempio, può sembrare brutto a sentirlo così, ma va in realtà interpretato. I cinesi identificano con “cuore” non soltanto l’organo fisico, ma una parte della mente legata all’emotività, alle pulsioni incontrollabili. Si dice sempre che bisogna calmare “Xin” (la mente emotiva) e rinforzare “Yi” (la mente mediativa). Dunque vuotare i cuori significa liberarsi delle emozioni incontrollate e le pulsioni sfrenate, e raggiungere uno stato di calma. Riempire gli stomaci significa semplicemente non far mancare nulla a nessuno.Nessuno neanche al più povero e disgraziato dei cittadini devono mancare le risorse essenziali (cibo, casa, cure mediche, protezione, istruzione…). “Indebolisce le ambizioni e rinforza le ossa”, similmente a come descritto prima, il governo dei saggi libera il popolo da assurde ambizioni e pensa piuttosto a rendere salde e funzionali le strutture fondamentali dello stato, in modo che questo sia sempre forte ed efficiente (questo non significa che lo stato impedisca al cittadino di coltivare le sue ambizioni e passioni, di questo ne parleremo in seguito.)

Avendo superato brame e astuzie, il popolo non può essere manipolato da nessuno“. Questo è abbastanza chiaro, una volta che il popolo raggiunge uno stato di maturità e istruzione, non può essere raggirato da nessuno. Per fare un esempio calzante, ai giorni nostri siamo schiavi del capitalismo finanziario e dei modelli stile “imprenditore di successo”. È chiaro come queste siano gabbie mentali più che fisiche, se il popolo all’unisono volesse liberarsene, potrebbe farlo quando vuole, strappare i debiti, stampare moneta da se… “fregarsene” di tutto, ma questo non avviene perché il popolo è schiavo nella mente prima che nel corpo. È importante specificare inoltre che, se il popolo fosse abbastanza maturo ed istruito, qualunque imbroglione arrivasse in futuro cercando di vendere la sua merce contraffatta, non troverebbe nessun acquirente.

Nell’ultima parte con “pratica il non agire” si fa riferimento al fatto che, quando mi si pone davanti un problema posso risolverlo facendo un azione, oppure “non facendone” un’ altra. Nella filosofia cinese si fa spesso riferimento al non agire, ovvero risolvere i problemi non in modo diretto ma indiretto. Un azione efficacie deve colpire le cause, non le conseguenze. Così come un medico cura la causa della malattia, allo stesso modo deve fare lo stato. Talvolta può capitare di doversi occupare anche delle conseguenze, quando queste sono imponenti e possono creare seri danni e complicazioni. Tenendo sempre presente però, che ciò che si sta facendo è un’ azione palliativa e non la vera cura del problema. Facendo un esempio concreto, se in uno stato ritrovo un grande consumo di stupefacenti, non ha senso che il governo punisca il drogato, avrebbe più senso punire il mafioso che gestisce il traffico.

Ed anche questo sarebbe un occuparsi delle conseguenze, perché il largo consumo di stupefacenti a cui assistiamo oggi è dovuto principalmente ad un insoddisfazione generale e grande ignoranza, diffuse nella popolazione dal modello di vita consumistico capitalista. Un uomo completamente in armonia con se stesso e col mondo e con il “Cielo”, non acquisterebbe mai stupefacenti, neanche se fosse circondato dai venditori giorno e notte. Inoltre va detto che il buon governo trova sempre la via meno appariscente e dispendiosa per risolvere i problemi. Minimo sforzo, massimo risultato.

E ancora nel capitolo diciassettesimo si dice che:
Il capo migliore è colui la cui esistenza è appena nota.
Poi viene il capo che è amato e lodato.
Quindi segue il capo che è temuto.
Peggiore di tutti è il capo che viene disprezzato.
Se non ti fidi del popolo,
il popolo non sarà affidabile.
Pertanto, guida gli altri basandoti quietamente sul Tao.
Così, quando l’opera sarà compiuta il popolo dirà:
“l’abbiamo fatto noi”. “

Secondo i miti, anticamente vi erano i governi in completa armonia con il cosmo, la cui esistenza era appena nota ai sudditi. Ognuno svolgeva la sua vita in totale tranquillità e serenità. Il governo amato dal popolo è già inferiore al vero governo in armonia con il “Cielo e la Terra”. Continuando a peggiorare viene il governo temuto e in seguito quello disprezzato, e inseguito probabilmente vi è la rivolta.

Se non ti fidi del popolo, il popolo non sarà affidabile“. Sta a significare uno scambio reciproco di lealtà, come si parlava prima nelle otto virtù confuciane.

L’ultima parte è il punto cruciale di questo capitolo.

Il governo perfetto ha saldamente il controllo di tutto, ma la sua presenza è appena percepibile.
È sociale e giusto ma non fa sentire il cittadino privato dei suoi averi.
È giusto ma non fa sentire il cittadino in gabbia.
È forte ma non incute timore nel popolo.”

Visto da questo punto di vista, il governo socialista nazionale potrebbe assomigliare a questo modello tradizionale. Dato che è sociale ma lascia la libertà di iniziativa privata. È laico ma lascia la libertà di culto. È dotato di uno stato forte ma non oppressivo. Promuove un certo stile di vita ma non lo impone. È sempre presente ma lascia la libertà di scelta.

In definitiva, la società antica (di qualunque civiltà si parli, da quella romana a quella cinese, indiana, germanica, precolombiana…), si basava sul rapporto di discendenza diretta: “Dei, nazione, stato, comunità, famiglia/individuo“. Ogni nazione era una grande famiglia, al cui vertice vi erano gli Dei del relativo popolo.

Il Socialismo nazionale riprende la visione antica di comunità, e la combina con elementi moderni.

Credo che possa essere un ottimo elemento per riallacciare il legame Dei, patria, famiglia.

Antonio Ardolino

5 pensieri su “Riflessioni di spiritualità politica. Dei Nazione Comunità

  1. Io proprio non capisco questa ossessione per la spiritualità “esotica”, sarà sicuramente un mio limite. Resta il fatto che “nazione” deriva da “nascere”, quindi qualsiasi nazionalismo che non rispetti il sangue e non lo ponga al centro della sua visione del mondo è e sarà sempre un finto nazionalismo. Il vero nazionalismo ha una sola spiritualità: la via dei propri antenati!

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    • come abbiamo scritto nell’incipit…è un punto di vista.
      Il centro della questione è il rapporto fra comunità e nazione…
      e la parte finale dell’articolo lo dimostra.
      Sul SANGUE/SUOLO ROMANO noi non abbiamo nessun dubbio.
      Ma è anche interessante leggere riflessioni che provengono da altre culture che arricchiscono tutti.

      avanti.

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  2. “Governare significa correggere.
    Se tu dai l’esempio con la tua rettitudine, chi oserà non essere corretto?”
    Confucio.

    Nella plurimillenaria saggezza dell’estremo Oriente e del vero ed unico Occidente; quello Greco-Romano, c’è la raccolta preziosa di quanto è indispensabile sapere.

    Occorre studiare e quindi riprodurre diligentemente quanto immaginato e prodotto dal meglio dell’Umanità allora.
    L’oscurità odierna puo’ essere sconfitta.

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  3. Ti ringrazio per lo scritto. Per me rappresenta una fonte da cui attingere concetti fondamentale di crescita interiore … non possiamo cambiare un uomo se prima non cambiamo il suo SPIRITO

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