Morte delle ideologie o morte delle idee ?

cpartyLe ideologie politiche obbediscono a queste regole. L’appiglio realistico c’è sempre. Nell’argomentazione è riconoscibile l’immagine di qualche male reale, come la minaccia tedesca o il conflitto di classe. C’è una descrizione di qualche aspetto del mondo, che è convincente perché si accorda con le idee abituali. Ma dato che l’ideologia si rivolge a un futuro sconosciuto, oltre che a un presente tangibile, presto attraversa impercettibilmente la frontiera della verifica. Nel descrivere il presente si è legati più o meno all’esperienza comune.” (Walter Lippman, L’Opinione Pubblica, 1922)

Osservando le cronache politiche degli ultimi mesi e l’ascesa europea ed italiana di sempre un maggior numero di movimenti populisti a-ideologici, e vedendo il comportamento del governicchio italiano in materia di referendum, ci è venuta spontanea una riflessione su quello che le Elite occidentali definiscono “l’auspicata morte delle ideologie“, e ci corre l’obbligo di menzionarne i dannosi effetti sulle masse che ci circondano. Ma perchè i politicanti del XXI secolo hanno tanto paura delle ideologie ? La stessa enciclopedia Treccani (che non può essere tacciata sicuramente di repressione del pensiero!!!) ci fornisce la definizione di ideologia: “Il complesso di credenze, opinioni, rappresentazioni, valori che orientano un determinato gruppo sociale. Il termine fece la sua comparsa in Francia quando A.-L.-C. Destutt de Tracy se ne servì per denominare una nuova scienza, il cui scopo era quello di studiare l’origine delle idee. Gli ideologi, che si rifacevano al sensismo di Condillac, si caratterizzarono per il tentativo di applicare i metodi della scienza moderna allo studio dell’uomo e della società: si dedicarono a ricerche specifiche sul rapporto tra corpo e mente (in particolare, con P. Cabanis), sul linguaggio (con Volney) e sull’economia (con J.B. Say).” 

La spiegazione più clamorosa ma anche quella meno difficile da comprendere in tale processo distruttivo risiede nel fatto che i politici delle nazioni occidentali, prendendo a parametro i movimenti ideologici che si sono scontrati anche militarmente nel XX secolo tendono ad evidenziarne tutte le nocività, relegando poi al “Responsability to protect” occidentale ed atlantista la figura di salvatori della patria europea. Un ritornello che ormai si ripete in maniera perniciosa nei confronti dell’opinione pubblica e che pare aver fatto definitivamente breccia nella maggioranza degli italiani e degli europei. L’unico interesse dei tecnocrati è quello di avere un “cittadino votante” e non un cittadino consapevole, consapevolezza che spesso l’uso delle ideologie stimola anche se la rappresentazione che ci danno i media occidentali è quella di IDEOLOGIA = REPRESSIONE DEL PENSIERO E DELLE LIBERTA’ (vedi il caso della Corea del Nord, che peraltro non ci affascina particolarmente, ma di cui la disinformazione occidentale nasconde alle masse occidentali qualsiasi tentativo di approfondimento)

Ora, non servirà scomodare il Gustave Le Bon di “Psicologia delle Folle” per spiegare nuovamente quali sono i meccanismi di “distrazione di massa” che oggi ben vengono applicati attraverso sofisticate tecnologie di marketing sociale quali la “Finestra di Overton“, ma ci preme sottolineare che l’uso di tutti questi artifici sociali prevede all’inizio del percorso la distruzione di qualsiasi pensiero ideologico, ossia l’annientamento totale di qualsiasi riferimento mistico-metapolitico-politico che possa dare un senso all’esistenza del dibattito politico in senso “comunitario” e che possa sviluppare un confronto di idee tese al miglioramento di qualsiasi condizione sociale. La cancellazione delle ideologie (e quindi delle idee) prevede quindi la presenza di un (dis)organico dibattito politico innestato soltanto sull’argomento contingente e spesso incanalato su posizioni “bipolari” (come la democrazia anglosassone dimostra) dove la finta alternanza non fa altro che ingannare il cittadino-elettore che sogna la tanto decantata “democrazia”. E questo deve avvenire pedissequamente attraverso la distruzione degli Stati Nazionali e di qualsiasi vagito identitario ed ideologico.  Citiamo in tal senso un passo molto di interessante del Bauman di “Modernità Liquida”: “Il logoramento dello Stato moderno è forse il fenomeno più acutamente avvertito, in quanto significa che il potere di stimolare le persone a lavorare – il potere di fare le cose – è strappato dalle mani della politica, in passato adusa a decidere che tipo di cose andassero fatte e chi avrebbe dovuto farle. Mentre tutti gli organismi della vita politica restano là dove l’epoca della modernità fluida le ha trovate, legate come prima alle loro rispettive località, il potere scorre e fluisce ben oltre la loro portata. La nostra è un’esperienza simile a quella dei passeggeri di un aereo i quali scoprono, in mezzo al cielo, che la cabina di pilotaggio è vuota. Per citare Guy Debord, «Oggi il centro di controllo è diventato occulto: mai occupato da un leader conosciuto o da una chiara ideologia».

Resta chiaro che il mezzo più efficace con cui si ottiene questo risultato sono i Mass Media (tutti in mano a PRIVATI). Esempio lampante di questo meccanismo si è notato durante l’ultimo dibattito politico riguardante il quesito referendario italiano sulle trivelle dove invece di una giusta analisi ideologica/ecologica della questione, i media hanno oscurato totalmente il dibattito ed il governo è riuscito furbescamente nell’intento di farlo diventare un appuntamento elettorale pro o contro Renzi, mascherandolo come un referendum per la salvaguardia energetica nazionale. Ed in molti ci sono cascati, un pò per pigrizia, un pò per paura. La paura di rimanere SENZA PETROLIO.

il meccanismo diventa ancora più mefistofelico quando si va ad innestare in dinamiche di sensibilità sociale (attentati e terrorismo); ed usando tale metro, vista l’ascesa dell’artificioso movimento islamico radicale che tutti conoscono con il nome di ISIS, si prendono a paragone questi nefasti e sanguinosi terroristi, ammantandoli di “ideologia islamica”, per perseguire la solita demonizzazione di qualsiasi vagito di nuove idee o di contrasto antagonista si muova nel globo. L’Huffington Post (di chiaro posizionamento atlantista) in un articolo di qualche mese fa (fonte) sintetizza bene quello che intendiamo analizzare pur mischiando ideologie diverse nel solito contesto: “Dio è morto, Marx pure, ma Allah si sente molto bene. Già, perché la jihad seduce soprattutto l’Occidente postmoderno, dei valori liquidi, della morte delle ideologie, della fine delle grandi narrazioni. Altro che jihadisti figli del medioevo wahabita. I sociologismi degli opinion leader mainstream, che prima hanno definito i mujaheddin i figli di una cultura arcaica, lontana e araba, per poi fare marcia indietro e, offuscati da un marxismo caricaturale, blaterare che è colpa del capitalismo, e dunque dell’Occidente, che aliena il lumpenproletariat (sottoproletariato) delle banlieue, s’infrangono sugli scogli della realtà. Gli editorialisti hanno voglia a parlare di Voltaire, ma la cultura di massa euroamericana – con buona pace dei filosofi della liberazione Marx, Freud, Nietzsche -, è rappresentata da una nuova e più patologica idolatria: quella del denaro, dell’apparenza, del perseguimento fine a se stesso del piacere, che coincide con la libertà di fare sesso fra sconosciuti, il sabato sera, storditi dalle droghe e dalla (pessima) musica della discoteca. A questo greve turpiloquio esistenziale abbiamo ridotto la nostra identità. Che è quella che hanno introiettato i cretini che tagliano le gole – perché di cretini si tratta. E dato che, con buona pace di Marcuse, l’accettazione nichilistica della realtà poteva condurre ad una emancipazione nietzschiana individuale, ma non collettiva, le masse – senza più la guida di Chiesa, comunismo o liberalismo – sono ora sedotte dall’unica idea forte, capace di offrire un orizzonte di senso e una teologia forti, nel tempo della società liquida: l’Islam“. E’ quindi lo stesso quotidiano occidentalista ad affermare nemmeno tanto tra le righe l’emergere dei valori liquidi dell’occidente modernista.

L’interesse dei tecnocrati è quello di avere un cittadino-consumista e non un cittadino-pensante; in tal modo il controllo sui processi sociali sarà molto più facile e meno dispendioso, ed il liberalcapitalismo potrà dispiegare i propri tentacoli in maniera più comoda sopra le masse che asseconderanno in maniera massiccia qualsiasi procedura venga presentata a loro favore indipendentemente dalla loro provenienza sia che abbia origine dal regime tecnocratico-governativo sia che venga da una multinazionale privata.

Queste brevi riflessioni ci sono servite per evidenziare al cortese lettore che la “morte delle ideologie” (qualunque esse siano, teniamo a precisarlo) è un processo ormai quasi arrivato a compimento; processo che le Elite occidentali hanno perseguito con determinazione e di cui l’ultimo tassello saranno leggi liberticide contro il pensiero.

Finchè potremo, noi Socialisti Nazionali continueremo senza tregua a “cogitare” e ad “essere” e non rinunceremo alle nostre posizioni ideologiche sia presenti che future, perchè esse fanno parte di un processo di evoluzione delle idee (e non di un ristagnare nostalgico di reminescenze) che ogni individuo dovrebbe perseguire all’interno della propria Comunità Nazionale di appartenenza.

Tribuno della Plebe

2 pensieri su “Morte delle ideologie o morte delle idee ?

  1. Stiamo pure tranquilli: Allah si affida al sangue debole di gente pronta a vendersi per le domeniche al centro commerciale… solo che allora non ci saranno più Bianchi per produrre la società scintillante che loro vogliono conquistare col pretesto della religione, che è sempre lo specchio della cruda biologia di un popolo.

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  2. Quello odierno è il Tempo neo medioevale dello scatenamento dell’Ideologia capitalistico-liberistica, e delle tre secolari – diversamente fanatiche – Ideologie religiose bibliche; che i “Lumi” avevano fatto decisamente arretrare per almeno un secolo.

    Oggi il Mondo – specie quello “occidentale” – è preda dei soliti vecchi mali ideologici di un Tempo molto, molto antico: il Tempo del trionfo del capitale e dell’usura, ed il Tempo del trionfo delle opposte forme di fanatismo religioso di origine giudaica.
    Sfruttamento economico e sottomissione delle masse al dio dell’Usura-finanza da un lato.
    Sfruttamento religioso-superstizioso di una umanità ridotta a gregge belante, con relativa sottomissione alla triplice concrezione divina Jahweh-Jeshua-Allah, dall’altra.
    Il combinato disposto di queste antichissime Piaghe, produce i terribili disastri odierni; le oramai famose Esportazioni di “democrazia” liberista, precedute e seguite da guerre e migrazioni continue.

    Oggi i demenziali “sacerdoti” itagliotici di queste orride divinità – che operano in sinergia non casuale – decantano il “modello” Libano, come esempio di quel che dovrebbe diventare l’Italia…
    Il Libano; la “Meravigliosa oasi di accoglienza” tanto decantata dai fanatici immigrazionisti alla bergoglio, renzi e mattarella, è una nazione distrutta che sopravvive a stento sotto stretto controllo militare Onu.

    E Bergoglio ed i fanatici immigrazionisti del regime renziano, operano per la trasformazione dell’Italia in un nuovo Libano.

    Breve nota di cronaca:
    La Brigata “Sassari” è subentrata alla Brigata alpina “Taurinense” al comando dell’operazione “Leonte” nell’ambito della missione Unifil (United Nations Interim Force in Lebanon), la Forza di interposizione della Nazioni Unite nel Sud del Libano.
    Il Libano muliculturalista, che ha avuto la sventura di subire l’ondata migrante dai quattro angoli del Medio Oriente; il Libano tanto decantato dai fanatici immigrazionisti peninsulari, oggi è uno Stato Fallito.

    Il Libano è un paese distrutto, sottoposto al controllo militare internazionale; e l’Italia in balia dell’irresponsabile regime populista renziano e del fanatismo vaticanista bergogliano, è avviata al medesimo disfacimento.

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