Uno sguardo al rapporto tra Fascismo e Cattolicesimo

IMG_0046Grazie all’instancabile lavoro del gesuita Bergoglio, poco alla volta, sta venendo a galla la vera anima del Cattolicesimo. Come promesso mesi or sono, ecco uno degli estratti dal libro – discutibile sotto certi aspetti – PANFASCISMO [pg. 167] di Gravelli, anno 1935. Attraverso le parole di Dal Monte, la luce penetra nella Storia. Invitiamo vivamente a leggere l’intero articolo -ripreso da un ‘botta e risposta’ educato e rispettoso tra intellettuali fascisti sulla rivista OTTOBRE- e trarre le conclusioni più appropriate. Senza timore. La Vita riserva sempre delle sorprese e spesso trae in inganno, facendovi credere che le fondamenta sulle quali si basa il vostro essere altro non sono che il tetto di una prigione.

*Francesco Dal Monte, « Ottobre », anno II, n. 4-5, P- 9*

“Sull’argomento della base spirituale del Fascismo credo utile l’esposizione di un mio piano di vedute, non solo in alcuni punti ma radicalmente antitetico a quello già esposto da Carlo Boskowits.

“Dire, come fa il Boskowits, che la base spirituale del Fascismo è naturalmente cristiana anzi cattolica, e che quanto più il Fascismo si allontana dall’utilità inglese e dalla humanité francese, tanto più si avvicina alle teorie di Tommaso d’Aquino, significa, a mio giudizio, non aver capito nulla di quella che è la vera spiritualità del Fascismo. Non comprendo anzi come continuino questi tentativi d’identificazione del Fascismo col Cattolicismo, mentre il Duce ha apertamente rivendicato la originalità non solo pratica, ma dottrinale del Fascismo, e con ciò stesso ha in antecedenza condannato tutti i tentativi di confondere la visione fascista della vita con qualsiasi altra visione, che in antecedenza sia stata anche solo ideata. In quanto al Cattolicismo vi è in più l’espressa dichiarazione del Duce che completa soltanto il Fascismo e che il voler ridurre i due movimenti ad uno solo è un tentar di mutare le carte in tavola. Il Fascismo ha infatti accettati in eredità dal Cristianesimo e dal Cattolicismo solo alcuni motivi più vitali, quali la solidarietà e un più profondo senso di umanità, che lo completano e lo elevano spiritualmente anche al disopra dell’antica Roma, ma la sua fonte d’ispirazione è sempre Roma e non S. Tommaso e il Medio Evo. Anche i continui e sempre più frequenti richiami del Duce alla spiritualità di Roma imperiale e pagana, dovrebbero pure insegnare qualche cosa, a chi pretende di cercare altrove la fonte della spiritualità fascista. Ispirandosi a Roma, il Fascismo è portato, non già ad attingere la propria spiritualità alle istituzioni religiose vigenti, ma ad attribuire ad esse funzioni analoghe a quelle esclusivamente magico-naturalistiche e rituali che dette istituzioni ebbero in Roma, a trasformarle tutte in fattori di grandezza nazionale, seguendo il criterio pragmatistico adottato da Roma verso le religioni dei popoli soggetti. Il diffondersi del Fascismo non può, perciò, che favorire quel progresso ed ineluttabile paganizzarsi del Cristianesimo che cominciò fin da quando la religione cristiana prese contatto col mondo romano e che si è solo accentuato nelle susseguenti età.

“Ad ogni modo, fra Fascismo e dogmatismo tomistico o cattolico vi è una recisa antitesi in tutto ciò che è dottrina politica; e perché il Fascismo, nel suo aspetto teoretico, è prima di tutto e sopra tutto, una dottrina politica, questa antitesi appare addirittura insanabile. L’unico modo per sanarla sarebbe di metter del tutto da parte il S. Tommaso del ‘De regimine principum‘; cosa impossibile perché la dottrina tomistica della sudditanza di tutti i Capi di Stato al Pontefice è un caposaldo del tomismo, è anzi ciò che ha permesso a questo sistema di divenire la dottrina ufficiale della Chiesa e di identificarsi interamente con la fede cattolica. La Chiesa può infatti cedere sul terreno dei fatti, ma nel campo dottrinale essa tien fermo al principio della sua suprema ed universale autorità, che è del resto una conseguenza necessaria del dogma centrale: il Papa è vicario di Cristo e rappresentante di Dio in terra. Basterebbe, perciò, che le Nazioni tornassero ad aderire al dogmatismo cattolico per arrivare ‘de plano‘ alla teocrazia, onde raffermare, col Boskowits, che il Fascismo, facendo proprio il pensiero tomistico, potrà avere la funzione politica che una volta aveva la Chiesa, è la più grave delle illusioni. Non si comprende adunque come la dottrina teocratica cattolica possa accordarsi con una dottrina politica quale quella fascista, che afferma la sovranità assoluta dello Stato e la legittima non con investitura, ma con la effettiva capacità di governare.

“Si aggiunga che il Fascismo non ha rinnegato, neppure coi Patti del Laterano, ma ha fatto propria quella conquista dell’età moderna che è la libertà religiosa; mentre avrebbe dovuto ripudiarla fino al punto da imporre a tutti gli Italiani l’adesione al Cattolicismo, se la sua spiritualità fosse quella cattolica. Il Fascismo non si contenta infatti di una adesione puramente esteriore, vuole che tutta la nazione sia fascista nello spirito, e più che al successo del momento mira al trionfo della propria spiritualità, ad ottenere che essa investa di sè l’anima di ogni cittadino. La piena libertà lasciata a tutti di essere o non essere cattolici è perciò una prova, che la spiritualità del Fascismo è una cosa ben diversa da quella del Cattolicismo.

“Essa non è l’egalitaria ‘humanité‘ della Francia, è solidarietà, collaborazione, gerarchia nazionale ed internazionale, ma è sempre umanità e non teocrazia. Per opera del Fascismo si sta infatti attuando in sfera sempre più vasta un nuovo umanesimo, superiore a quello piuttosto teorico e culturale del rinascimento e a quello estetico del classicismo germanico; un umanesimo che io credo poter definire pragmatistico, perché tutto rivolto non già all’ “eterno immobile che è dannazione”, ma al mondo dell’azione e del divenire. Questo umanesimo è rispettoso della fede religiosa e la favorisce, perché di aiuto a molti spiriti nel compimento dei doveri sociali, non la impone però a chi senza di essa è capace di ordinare tutta la propria vita alla grandezza della Nazione. La vera sua fede è infatti la fede pragmatistica, la scelta fiduciosa e coraggiosa, il vivere pericolosamente per rendere questa vita sempre più alta e sempre più piena. Infatti la grandezza e l’originalità spirituale del Fascismo consiste, specialmente, nell’aver saputo rivolgere tutta l’attività umana al mondo concreto della esperienza e della storia, senza aver rinunciato per questo a nulla che possa nobilitare la vita umana. La moralità, il dovere, l’entusiasmo, la dedizione, le tendenze mistiche ed ascetiche, tutto ciò che dà alla vita una altissima tensione ideale, è potenziato dal Fascismo, ma è insieme indirizzato a finalità positive, concrete, pratiche, tangibili. Non materialismo storico, ma neppure pauperismo e rinunzia; la conquista della ricchezza e il raggiungimento del benessere additati invece come massimi doveri, perché condizione della grandezza politica e spirituale ancora.

“Come possa una tale visione della vita, tutta dinamica e realistica, trovare il fondamento nella visione statica ed astratta che della vita ci dà il tomismo, è per me il più sibillino di tutti gli enigmi”.

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Fonte

3 pensieri su “Uno sguardo al rapporto tra Fascismo e Cattolicesimo

  1. “Non si comprende adunque come la dottrina teocratica cattolica possa accordarsi con una dottrina politica quale quella fascista, che afferma la sovranità assoluta dello Stato e la legittima non con investitura, ma con la effettiva capacità di governare”.
    Francesco dal Monte.

    Ogni dottrina politica nazionale che affermi la totale Sovranità dello Stato Italiano, e la sua volontà di edificazione di una completa Indipendenza Nazionale Italica (come la Dottrina Fascista) è inevitabilmente una minaccia per l’esistenza in vita dello Stato Vaticano.

    Stato Vaticano che per prosperare – come una Tenia platelminte – ha bisogno di un “Ospite” mantenuto in una perenne condizione di debolezza identitaria, ed inconsapevolezza della propria atavica condizione di sfruttamento.
    Da almeno dieci secoli, la Tenia platelminte Stato del Vaticano, sfrutta e si ciba delle sostanze vitali dell’Italia, impedendone il completo sviluppo identitario nazionale.

    Per il Bene dell’Italia e degli Italiani, è quindi giunto il tempo di varare un “Secondo Tempo” della Dottrina Fascista.
    Un Tempo in cui la Tenia platelminte vaticana, venga inquadrata esattamente per quello che è; un cronico parassita della Nazione Italia.

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  2. Come primo atto chiederemo che il Papa in carica non venga più riconosciuto come vescovo di Roma; il motivo è evidente: il Papa è capo di uno Stato straniero; il Papa è capo dell’intera cristianità; Roma è la Capitale d’Italia e non può essere soggetta sul piano religioso ad un capo straniero.Dobbiamo promuovere in tal senso una petizione

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  3. Le pesanti contraddizioni dei rapporti esistenti tra “democrazia” e “teocrazia” sul suolo italiano, sono quotidianamente denunciate dai fatti.

    La completa sottomissione della repubblichetta “democratica” itagliotide, nei confronti della teocrazia assolutistica incarnata nello Stato straniero Vaticano, è quotidianamente evidenziata dai fatti.

    Nessun futuro quindi per la Sovranità dell’Italia, finchè l’Italia sarà quella Cosa, quel “contorno indistinto” che ruota attorno alla polverosa teocrazia dello Stato del Vaticano.

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