Ripugnante.

doppia vignetta hebdoLa nostra linea editoriale, come ormai sapete, si differenzia dai quotidiani o dagli altri fogli informativi in rete, primo perchè ha un’impronta politica precisa e marcata, ed in secondo luogo perchè siamo usi a commentare le notizie non in maniera giornaliera, ma piuttosto a proporre ragionamenti ed analisi che creino una coscienza libera, sociale e nazionale in chi si avvicina a noi. Ma stavolta non ci potevamo esimere dal commentare dalle “beau geste” del giornale satirico Charlie Hebdo.

Abbiamo qui sopra riproposto le ultime due vignette con cui il giornaletto ha voluto commentare e deridere il dramma che ha colpito i nostri connazionali. Fermo restando la ripugnanza immediata che ci provoca la visione di questi “disegnini”, invitiamo chi legge a non fermarsi alla mera indignazione ed a passare oltre ma a soffermarsi un momento e porsi una domanda: “quali sono le reali intenzioni di questi signori” ?

Voglia di dissacrare ? O piuttosto una voglia di NICHILISMO e di KAOS ?

Ci viene in aiuto la treccani al termine Nichilismo: ideologia e insieme di comportamenti tipici dei giovani intellettuali piccolo-borghesi nella Russia della seconda metà dell’Ottocento (diffusi soprattutto attraverso i romanzi di I. S. Turgenev e di F. M. Dostoevskij), improntati a un’entusiastica fiducia nella scienza, a un’accettazione del materialismo e del positivismo come strumenti polemici contro ogni forma di cultura tradizionale, spec. morale e religiosa, con esiti, spesso, di individualismo esasperato, di anarchismo, di immoralismo (più dichiarato che vissuto), ma con sbocchi anche politici, di tendenza all’emancipazione sociale collettiva. Con riferimento soprattutto al pensiero e all’opera di F. Nietzsche, il termine designa la presunta inarrestabile decadenza della cultura occidentale greco-cristiana, e insieme la denuncia di questa decadenza e la distruzione teorica e pratica dei valori della tradizione. Per estens., e al di fuori di contesti filosofici, il termine definisce in tono polemico atteggiamenti o comportamenti ritenuti rinunciatarî oppure volti alla distruzione di qualsivoglia istituzione o sistema di valori esistente.

Il senso è esattamente questo. La volontà di distruzione di qualsivoglia istituzione o sistema di valori esistente.“. Fra questi valori ovviamente c’è anche la pietas e il rispetto del dolore altrui. La precisa volontà di pubblicare due vignette che non fanno assolutamente ridere ma che sono due inni “anti-tradizionali” alla derisione del dolore e ad un nichilismo quasi “pornografico” (nel senso immorale del termine) ci provoca un disgusto totale e un rigetto verso queste forme di diabolico modernismo.

Eh si, diabolico. Perchè si sente odore di zolfo. Ma non quello zolfo rappresentato dai fumetti dove Belzebù saltella con il suo forcone infernale, ma bensì quello zolfo generatore del Kaos, che vuole trasformare l’intera umanità in automi dissennati e consumisti, in lago putrescente dove il Liberismo regna e la Tradizione è morta. In queste pubblicazioni satiriche si respira subito la volontà di distruggere quei valori di “pietas” che rappresentano la civiltà umana, e nel nostro caso la civiltà romana, e questo avviene attraverso compulsioni e provocazioni che però nell’universo mediatico dei sociali durano non più di qualche ora. Ma intanto la goccia scava la roccia…

Non stiamo parlando di satira ma di “furia iconoclasta” verso quella pletora di valori che ancora fanno dell’Uomo qualcosa di diverso rispetto alle macchine. Questi  “giornalai” non vogliono nè scandalizzare nè aumentare le loro vendite (visto che sono finanziati piuttosto bene), vogliono soltanto dissacrare, nel senso più classico del termine. L’uso di luoghi comuni come la Mafia sta pienamente a significare che quella vignetta è un attacco verso la nostra nazione e per quello che rappresentiamo: LA CIVILTA’ ROMANA.

Questo è un monito per tutti quei coglioni che anche in buona fede si “precipitano” nei social e addobbano i loro profili con “Je Suis Qualcosa” ed è anche un forte appello verso quelle menti libere che vogliono preservare i valori della nostra civiltà che i pennivendoli dell’etere vogliono distruggere.

Tribuno della Plebe

4 pensieri su “Ripugnante.

  1. La satira è insopportabilmente urticante, e non conosce confini.
    Ma a differenza dei “midia” nostrani completamente prostrati al potere partitocratico paramafioso locale, quelli di Charlie satireggiano (quasi) su tutto e tutti.

    Ora pero’ si attende una controvignetta hebdoniana che spieghi ai francesi che “La Mafia” investe in tutta Europa, Francia compresa; perchè pecunia non olet, anzi l’argent ne pue pas.

    Beata la Nazione che comunque gode di una stampa che puo’ prendere per il culo tutto, a partire dal potere politico ed economico, e le religioni (che sempre potere politico ed economico sono), come fà Charlie.

    Ora casomai domandiamoci; come mai in Italia non esiste un Charlie Hebdo?
    Quand’è che vedremo in Italia un Media Satirico massacratore dei renzi, alfano, mattarella, napolitano, boldrini, grasso e bergogli vari?

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  2. Un’analisi asciutta ed efficace. Inutile girarci attorno… non facciamoci troppi problemi a riconoscere nella volontà dissacratoria di certi vignettisti il gusto di un sarcasmo che fa veramente Cacare! !!!

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  3. La “Civiltà Romana” nulla ha a che vedere con la “civiltà cristiana”.
    La precede, e ne rimane ancora oggi infinitamente superiore.

    La “civiltà cristiana” nel corso dei primi secoli bui dopo il crollo dell’Impero d’Occidente, ha scientificamente cancellato dall’Italia il ricordo di tutti i simboli e miti originali della “Civiltà Romana”, ricoprendo il ricordo residuo sotto una coltre di superstizioni negative e significati diabolici.

    Cancellato il ricordo della “Civiltà Romana” originale, gli impostori cristiani si sono impossessati dei miti, culti, simboli, tradizioni originali; piegandone il significato ai propri disegni egemonici.

    La semplicioneria delle popolazioni barbariche sopraggiungenti, la loro connaturata facilità alla sottomissione alle facili credenze della superstizione cristiana, ha completato l’opera.

    Solo oggi, siapur lentamente, l’Italia e gli Italiani paiono scrollarsi finalmente di dosso la nefasta, millenaria dominazione settaria vaticana.

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  4. Stelvio Dal Piaz 15/05/2016 alle 08:53
    “Come primo atto chiederemo che il Papa in carica non venga più riconosciuto come vescovo di Roma; il motivo è evidente: il Papa è capo di uno Stato straniero; il Papa è capo dell’intera cristianità; Roma è la Capitale d’Italia e non può essere soggetta sul piano religioso ad un capo straniero.Dobbiamo promuovere in tal senso una petizione”.

    Questo è il solco tracciato dall’aratro di Stelvio Dal Piaz.
    Uscirne vuol dire deragliare nella mota del solito nauseabondo pitale vaticano.
    Pitale vaticano che è la totale negazione; il Nemico mortale della “Civiltà Romana”.

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