In morte di un dittatore

chavez-castroAvrei preferito tacere e lasciare che iene ed avvoltoi compissero il loro macabro lavoro, così come gli osannatori della falcemartello si sperticassero in fulgide omelie. Ma taluni momenti della storia impongono una riflessione, che sia la più seria ed equilibrata possibile: dunque non una elegia, né tantomeno una critica da copione. Valutare in poche parole cosa è stato Fidel Castro non è cosa facile e non lo può essere per due ragioni: la prima è che non si possono liquidare quasi sessanta anni di storia con le minchiate alla Salvini o alla Gasparri la cui pochezza è proporzionale ai personaggi che le hanno prodotte; la seconda è data dal fatto che l’opera politica e la personalità di Castro sono estremamente  complesse e non sempre facilmente classificabili secondo gli schemi del politicamente corretto.

Fidel Castro è stato senza alcun dubbio uno degli ultimi condottieri e rivoluzionari della storia. Lo è stato perché ha vinto una guerra che lo ha portato al potere combattendo in prima persona alla testa di un esercito di volontari fortemente motivati. Lo è stato perché ha cacciato dal suo paese una classe dirigente corrotta e mafiosa venduta agli Stati Uniti, sostituendola con un modello centralista e iperburocratico, ma pur sempre espressione genuina del popolo cubano.

Castro era ed è sempre stato un marxista, ma questo non significa che un antimarxista debba per forza criticare tutto ciò che il castrismo è stato. Devo dire che al Lider Maximo ho sempre preferito El Che, non tanto perché quest’ultimo ha rappresentato l’anima guerrigliera e romantica del movimento dei barbudos, ma anche perché Castro è sempre stato più pragmatico ed opportunista. Del resto non poteva essere diversamente per chi aveva a 100 km. da casa la più imponente organizzazione economica e militare della storia, che quotidianamente organizzava la sua eliminazione fisica.

Castro sarà stato un marxista e pure un dittatore, ma – caro Salvini – è stato un marxista sudamericano e soprattutto antiUSA, dunque un uomo votato a contrastare la politica di predominio neocolonialista di Washington per rendere possibile la sopravvivenza della sua Nazione. Marxista si, ma anche fieramente sudamericano e strenuo difensore della sovranità cubana.

E a questo marxista che erroneamente dipingeva il Male Americano come fascismo rendiamo l’onore delle armi. Lo facciamo perché ciò che di buono ha fatto per il suo popolo, per la Nazione Sudamericana e per la lotta al comune nemico yankee è   di gran lunga maggiore rispetto a ciò che da lui ci divideva.

Con buona pace degli insignificanti omuncoli che il caso ha voluto dover essere ignoranti commentatori delle vicende di un autentico protagonista dell’ultimo mezzo secolo.

Fernando Volpi

Annunci

3 pensieri su “In morte di un dittatore

  1. Gerontocrazia; il cancro delle classi al potere.
    La Gerontocrazia castrista (che non è mica estinta, perchè ora i cubani devono attendere la dipartita di Raoul Castro) ha compromesso gravemente lo sviluppo politico, sociale ed economico di Cuba.

    Esattamente come la Gerontocrazia partitocratica itagliotica dei Napolitano, degli Amato, dei Prodi, dei Berlusconi, dei Monti (e di tutte le alle centinaia di cariatidi del potere parassitario “antifascista”) nuoce gravemente allo sviluppo politico, sociale ed economico dell’Italia.

    Il problema del Gerontocrazia, a tutte le latitudini, (odierno quello dei coniugi Clinton) è di non voler mollare l’osso del potere, a nessun costo; visto che a pagare l’immobilismo relativo non è certamente lei, ma i cittadini che la subiscono.

    Mi piace

  2. lo scomparso tirannosauro Fidel Castro ha occupato la scena politica cubana ed internazionale per un lungo periodo di tempo.
    Ma c’è chi la occupa ininterrottamente da ancora piu’ tempo; come nel caso di Giorgio “Castro” Napolitano.

    Il problema fondamentale degli ultimi dinosauri politici del secolo scorso, è che non sono in grado di comprendere quando è il momento di smettere.
    Quindi, o provvede Sorella Morte, o ci devono pensare (a vario titolo e modo) i loro connazionali.

    Se non si provvede risolutamente si finisce – come nel caso itagliotico – ad osannare (a reti unificate) come “Padredellarepubblica” un ignobile parassita clanico, come Giorgio “Castro” Napolitano.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...