La cortina fumogena della noia politica anestetizza la massa

fogcityEnnesimo periodo sciapo ed ordinario quello della politica italiana che non sembra smuoversi da un’empasse che non fa altro che riformulare ma allo stesso tempo rafforzare le posizioni di potere costituito sia interne che esterne. Per immobilità politica non intendiamo di certo la permanenza o no del PD al potere o la sua finta unità, ma intendiamo la magra constatazione del nulla politico che ci circonda; non è ancora periodo per il RISVEGLIO ITALICO. Ci frega ben poco delle sorti del PD, perchè in ottica antisistemica, è più funzionale considerare il centro parlamentare (PDL, PD, NCD e i residui di SEL) come il blocco reazionario per eccellenza o “blocco politico del Capitale” se si preferisce; da qui il nostro totale disinteresse per quelle scaramucce interne all’interno del blocco per la ridefinizione delle elite che gestiscono l’Italia per conto terzi.

La politica di destra, in particolare quella di Salvini, cerca invece goffamente di colmare le sue lacune aggrappandosi al salvagente (o a questo punto “salvapartito”) di turno; prima le ruspe, poi Putin, poi ancora la Le Pen e ora Trump. Direi che è superfluo rimarcare la nostra totale opposizione a questi personaggi politici italiani e ai loro rispettivi partiti così palesemente atlantisti e reazionari.

Come dicevamo, quando ci si aggrappa disperatamente a qualcosa di esterno è un indicatore sufficente della bassa qualità politica. E’ obbligo quindi passare al Movimento5Stelle e alla sua pratica di adattamento alla politica istituzionale sta procedendo tutto sommato in maniera determinata anche se con qualche prevedibile scossone giudiziario; da una parte si cerca il voto populista attraverso i finti cavalli di battaglia dello “stop ai vitalizi” e del “reddito di cittadinanza” (ricetta innocua la prima e fuorviante e ambigua la seconda), mentre dall’altra parte si interloquisce con palazzinari e potentati romani (spesso anti-nazionali), che dopo aver visto svanire il progetto mafioso delle olimpiadi capitoline in virtù dell’ondata di sdegno proveniente dalla base pentastellata post-elezioni-comunali, ora ci riprovano con l’altrettanto progetto “oscuro” del nuovo stadio dell’ormai yankee A.S.Roma.

Lo stop alle olimpiadi non è proprio andato giù a chi di dovere ed ora, l’ammorbidimento del M5s e della giunta Raggi consente un nuovo tentativo a quegli ambienti del malaffare a cui, a questo punto, risulta necessario celebrare un’altra giornata storica per la speculazione edilizia romana (pregiata tradizione ormai pluri-decennale) mentre Grillo spera ad un aumento di consenso tra gli appassionati di calcio romani. Questo sarà un banco di prova assoluto per il M5Stelle. Non serve ribadire il carattere artificioso del movimento grillino, nato per difendere questa democrazia dal collasso del sempre più crescente astensionismo, ed indirizzare quella protesta in un qualcosa di politicamente corretto nonostante i precedenti toni enfatici del suo creatore che ora sono stati ordinariamente normalizzati. E’ in questa presunta superiorità morale dei 5stelle che si nasconde più proficuamente il carattere contro-rivoluzionario del movimento, che è da considerarsi alla stregua dei partiti di potere se non il peggior nostro nemico messo in campo dalla reazione.

Sempre negli ambienti romani, alcune frange di estrema destra si litigano le briciole e tentano il loro ultimo colpo di coda infiltrandosi, attraverso i suoi ambigui personaggi, nella protesta specifica (e discutibile) dei tassisti e degli ambulanti, che sono rimasti loro stessi infastiditi dalla teatralità degli attori. Non so poi quanti voti riuscirà a strappare ai tassisti che sono storicamente tutelati dalla destra (anti-)nazionale che ora si prodiga in progetti pseudo-sovranisti e su cui preferiamo sorvolare. Le speranze medievali di taluni partiti di estrema destra neoguelfa o neopagana, nonostante l’impegno profuso dai suoi esponenti che si stanno certosinamente spendendo per il diritto all’abitare degli italiani (battaglia sacrosanta solo se accompagnata dal giusto progetto rivoluzionario, dai giusti rappresentanti delle classi lavoratrici e dal necessario disinteresse elettorale;) si schianterà contro il muro dei prossimi tanto attesi ludi cartacei. Ormai le lezioni degli ultimi anni non sono servite a nulla. E soprassediamo su talune altre comunità di “destra” che sono ancora più colpite dalla poltronite e cercano di infiltrare i loro esponenti in liste leghiste o meloniane.

A sinistra del PD c’è la confusione più totale di cui siamo sinceramente disinteressati in quanto ambienti alternativamente filo-governativi che a volte si divertono nel ritenersi le voci fuori dal coro ma che il capitale alla fine l’hanno sempre servito e mai combattuto. L’ultimo elemento da prendere in considerazione è il nuovo comunicato dei Comunisti Italiani che a quanto pare si stanno riorganizzando per le sfide del futuro. Seppur sembrano capire riguardo la sterilità di qualsiasi alleanza elettorale con la sinistra partitica rimangono pesantemente ancorati alla loro ortodossia, non accettando <<torsioni strategiche in nome di presunte vie nazionali al socialismo>> e non ammettendo categoricamente <<alternative tra capitalismo e socialismo>> non riconoscendo << nessuna fase intermedia>>. Se ne deduce che essi non guardino di buon occhio nemmeno alla gloriosa esperienza venezuelana a questo punto, ma sappiamo bene che non è così. Allora le nostre domande sorgono spontanee: perchè continuare a sognare l’utopia invece di fare i conti seriamente con le condizioni materiali italiane, europee e mondiali? Perchè continuare ad ostinarsi nel pretendere di realizzare tout court quel sogno ottocentesco come se la storia si fosse fermata? Perchè non accettare dignitosamente che, almeno in Italia, la rivoluzione sarà possibile solo se qualcuno saprà unire per la stessa causa ( e non sotto la stessa bandiera o ideologia, attenzione!) istanze rivoluzionarie differenti e non solo quelle marxiste-leniniste? Perchè continuano ad elogiare i socialismi nazionali esteri vittoriosi ed a boicottare quei sani tentativi di chi si impegna nel creare lo stesso nel nostro paese? Perchè non accettano la collaborazione con quelle realtà territoriali diverse per formazione da loro?

La stessa domanda potremmo porla ai cosiddetti “amanti della destra estrema”: perchè continuare ad inseguire un sogno elettorale ridicolo per entrare all’interno di una casta partitocratica marcia ? Perchè strizzare l’occhio ai “partiti padronali” ? Perchè di giorno ingannare i militanti con promesse di bricorivoluzioni e di notte si frequentano i salotti buoni delle destre romane o milanesi ?

Noi non abbiamo nessuno preclusione verso nessuno; ma sta ad altri fare un passo in avanti e dimostrare che quello che perseguono non è il “fine elettorale” ma bensì la rinascita nazionale. Ribadiamo che per noi il raggiungimento di quella rivoluzione etica e materiale che inseguiamo fin dal Risorgimento non può avverarsi fin quando non si compatteranno in un sol fronte i socialisti e gli identitari laici, gli anarchici e tutte quelle forze realmente rivoluzionarie. Chi non comprende le esigenze storiche del nostro tempo e della nostra Italia e deciderà di percorrere vie differenti non si illuda di sentirsi rivoluzionario perchè marcerà per e con la reazione.

Fabiano Lolli

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Un pensiero su “La cortina fumogena della noia politica anestetizza la massa

  1. Bisogna distinguere e vagliare quali sono le prerogative di quelle che vengono dette le forze reazionarie. E sopratutto capire dove vogliono andare a parare. Perchè, a mio avviso, di comunistoidi più o meno duri e contestatori, ne abbiamo visti dal 45 ad oggi tutte le forgie. Dai partigiani ai brigatisti, passando per i varii potere operaio o lotta continua. Ai più recenti vendoliani o vetero 5 stelle. Inutile elencarli tutti. Ma preciso: il mio non è un elogio ai destroidi, anzi. La loro presenza populista non ha fatto altro che andare nella stessa direzione dei primi, ossia contro la nazione. Comunque Il motivo di lotta comunistoide non è mai stato per l’Italia, ma contro l’Italia. Il loro fine, limpidamente manifestato è sempre stato quello di far si che l’Italia fosse una colonia sovietica, ma non dimenticando mai di essere dei bravi servi nei confronti del blocco invasore statunitense, che tanto ha elargito ai compagni nostrani in fette, o meglio dire, in briciole di potere personale, consentito dai padroni Nato. Secondo il più collaudato e sempre valido, regime mafioso.
    Fin tanto che dietro il nobile termine rivoluzionario, vi sarà qualcuno che fa calcoli a discapito di chi crede, la nostra nazione non potrà che continuare a sprofondare nelle sabbie mobili, tanto care ai padroni stranieri e delegati locali, del pregiato del circo italia.

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