UE. Un progetto che ha sessanta anni…e li dimostra!

Torniamo sull’argomento. Il 25 marzo c’è stata, in Roma, dove gli accordi che danno vita alla sedicente Europa Unita sono stati firmati, la celebrazione dei sessant’anni del trattato che da vita a quella che oggi si chiama Unione Europea. La solita propaganda mondialista si è mobilitata per commemorare questo evento. Purtroppo gli italiani e gli europei sanno che non c’è nulla da festeggiare. La retorica di circostanza ci parla di sessanta anni di pace e di benessere, “certificati” dal pomposo e inutile premio Nobel per la pace. Come gli italiani e gli europei sanno bene la realtà è molto diversa da come viene presentata. Mentre a Roma si riuniscono i capi di Stato e di governo le piazze si riempiono di cittadini, di diverso colore politico, che contestano l’Unione. Sebbene gli organizzatori delle manifestazioni non sono credibili ( in quanto funzionali al sistema), comunque non bisogna tralasciare che evidentemente contestare i vertici della UE garantisca, non casualmente, una certa popolarità.

Uno dei temi ricorrenti dei presunti europeisti riguarda la pace che, secondo costoro, sarebbe stata garantita dall’esistenza dall’attuale Unione Europea. L’assenza di conflitti armati non è “merito” delle oligarchie di Bruxelles ma delle armi nucleari. Infatti l’Europa, dopo il secondo conflitto bellico mondiale, diventa un campo di battaglia, dove si sfidano le superpotenze : gli Stati Uniti e la defunta Unione Sovietica con i loro micidiali armamenti atomici e una guerra avrebbe causato la distruzione del mondo intero. Le guerre non spariscono, ma si spostano in paesi del Terzo mondo come ,per esempio, il Vietnam, la Cambogia o il Vicino Oriente per i barbari Medio Oriente . Crollata L’Unione Sovietica abbiamo di nuovo conflitti bellici in Europa : ex Jugoslavia, Transnistria, Armenia, Georgia e Ucraina.

La crisi economica che devasta il Continente distrugge l’altro mito per cui l’Unione assicura la prosperità. Non parliamo, per carità di Patria, della Grecia o di Cipro, ma Italia, Portogallo, Irlanda, Spagna, il Belgio e la stessa Francia testimoniano il fallimento di questo progetto. I paesi entrati nell’unione dopo la caduta della cortina di ferro sono stati distrutti da tagli, licenziamenti e restrizioni imposti dalla UE a cui solo l’Ungheria di Orban cerca di resistere. L’ Unione europea non ha un’anima. Nasce nel 1957 da sei paesi, tra cui il Nostro, dell’Europa Occidentale. Evidentemente allora era impossibile un allargamento vero est. Fin dall’inizio prevalgono obiettivi di carattere economico. Infatti si parla di MEC : mercato comune europeo. Il richiamo alle radici greche e romane ai popoli indoeuropei è inesistente. Si incrementa, in ossequio alle multinazionali, la libera circolazione delle merci più che delle  persone. Una burocrazia onnipotente impone gravi sacrifici e rigore senza considerare il benessere del popolo; mentre il rigore finanziario rende molto difficile la sopravvivenza dei cittadini dell’Unione i dignitari europei vivono nel lusso . Si parla di ridurre le spese ma il parlamento europeo ha due sedi Bruxelles e Strasburgo e in tal modo raddoppia le spese. Si potrebbe ricordare l’evangelico discorso sulla pagliuzza e la trave nell’occhio. Proprio perché dalla sua fondazione è legata agli Stati Uniti, in quanto costituita da Stati satelliti,(infatti anche alcuni aspetti della bandiera ricordano quella degli USA), sostiene una politica economica liberista. Lentamente, ma inesorabilmente, i vertici della oligarchia di Bruxelles ci impongono di smantellare lo Stato sociale e di introdurre un precariato che chiamano flessibilità. Lo stesso capitalismo renano, il quale prevede dei correttivi sociali al liberismo selvaggio, viene progressivamente liquidato.

Non parliamo poi della Socializzazione, ovvero la partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle aziende, promossa dalla Repubblica Sociale Italiana o dell’azionariato popolare previsto dall’articolo 46 della Costituzione che recita :” Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.” Neanche il caso di parlarne. Si impongono dei modelli uguali per tutti che non tengono conto delle tradizioni nazionali. Invece di occuparsi della povertà e della disoccupazione la UE disciplina la misura delle zucchine! Diventa difficile anche commercializzare alcuni piatti tipici in quanto non conformi alle regole dei burocrati dell’Unione, ma in realtà per favorire le multinazionali dell’alimentazione. Le tutele in favore del mondo del lavoro sono sempre meno e se qualcuno protesta si risponde con l’orribile frase “ ce lo chiede l’Europa”.

Il 1992 è l’anno del Trattato di Maastricht. Questo evento rappresenta il colpo di grazia per il Vecchio Continente. Si stabiliscono alcuni parametri allucinanti. Il rapporto deficit PIL  non deve superare il tre per cento e il disavanzo non deve essere superiore al sessanta per cento. Questo comporta manovre lacrime e sangue. Non a caso in Italia abbiamo avuto il governo Monti in Romania il governo Ciolos e anche in Grecia c’è stato un governo tecnico voluto dai vertici dell’Unione e nella Germania c’è la Grande Coalizione tra socialdemocratici e democratici cristiani, ciò dimostra che la destra e la sinistra liberista sono la stessa cosa!  La stessa Grande Coalizione c’è stata in Italia con il governo Letta e, in misura minore, con i governi Renzi e Gentiloni è un caso? I politici sono diventati intercambiabili come gli allenatori delle squadre di calcio. Ogni esecutivo deve essere giudicato per i risultati reali. I padri romani dicono facta verbunt ovvero i fatti parlano. I fatti, ovviamente, sono stati disastrosi. Nonostante il prezzo durissimo pagato dalle popolazioni d’Europa la situazione è peggiorata. Aumentando le tasse e diminuendo le spese sociali diminuiscono i consumi, quindi anche gli introiti per lo Stato, come l’Iva, e si entra in recessione e perciò aumenta anche il debito pubblico.

Quindi la situazione dei paesi in crisi è molto peggiore dopo la “cura da cavallo” sostenuta dagli eurocrati. I presunti europeisti considerano i trattati europei come il catechismo. Le norme europee sono vincolanti anche senza l’approvazione dei parlamenti nazionali. Una domanda sorge spontanea a cosa serve votare per Berlusconi, Prodi, Renzi o altri se poi debbono eseguire le decisioni imposte da altri?  Nessuno, pena la scomunica laica da parte del sistema e l’accusa di essere populista, può permettersi di criticare i dogmi europeisti. Leggendo l’ottimo testo di Ida Magli “La dittatura europea” risulta evidente che un alone di segretezza circonda il progetto europeista. Pochi sono quelli che decidono e quasi mai gli eletti dal popolo; il Parlamento europeo, eletto a suffragio universale dal 1979, in realtà detiene poteri meno in importanti. La vera potestà spetta al Consiglio dei Ministri ( formato dai governi degli Stati dell’Unione) e alla Commissione nominata dai rispettivi governi per cinque anni. La Banca Centrale Europea , determinante per la politica economica, sfugge completamente al controllo del popolo.

Personalmente non credo alla teoria del complotto ma certi dati vanno analizzati. Coudenhove Kalergi, diplomatico austriaco e cosmopolita scrive nel 1922 “Paneuropa” dove teorizza l’Unificazione europea  seguendo il modello degli Stati Uniti d’America alla creazione di uno Stato Mondiale funzionale alla creazione di uno Stato Mondiale. L’anno successivo, il 1923, nasce il movimento paneuropeo. Lo Stato mondiale è una vecchia utopia; già il filosofo Kant ne 1795  scrive “La pace perpetua”, dove teorizza la creazione artificiale di un unico stato mondiale. Il mito del Nuovo Ordine Mondiale ricorda il socing di George Orwell si crea una visione distorta della storia per ottenere il consenso. Molte personalità fanno parte del movimento Paneuropa tra cui Edvard Benes, Ministro degli Esteri  dal 1918 al 1935 e presidente nel 1935 della Cecoslovacchia, Il conte Carlo Sforza, Ministro degli Esteri italiano dal 1947 al 1951, Konrad Adenauer sindaco di Colonia e cancelliere tedesco dal 1949 al 1963 considerato uno dei padri dell’Europa e il fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud. Nel 1924 esce la rivista “Paneuropa” e il banchiere Max Warburg mette disposizione sessantamila marchi d’oro.

Abbiamo poi il gruppo Bilderberg la cui prima riunione si tiene il 29 maggio 1954 presso l’hotel de Bilderberg a Oosterbeek, vicino Arnhem, nei Paesi Bassi per iniziativa di David Rockefeller. Questo gruppo si riunisce una volta l’anno e vi partecipano le classi dirigenti dell’alta finanza. Uno dei fondatori della Unione Europea l’italiano Altiero Spinelli fa parte di questo sodalizio. L’ultima questione che intendo affrontare è la SOVRANITA’ MONETARIA a cui è dedicato il mio giornale virtuale.

Quindi parlerò dell’euro. Ezra Pound insegna che la SOVRANITA’ MONETARIA spetta allo Stato. Il potere reale, invece, è nelle mani dei banchieri. Come ricorda il compianto Giacinto Auriti il valore del danaro è dato dalla accettazione! Le banconote dell’euro, a differenza di quelle del monopoli, valgono in quanto noi le accettiamo. Una volta le monete erano in oro e argento. Anche questi metalli preziosi hanno un valore convenzionale, dovuto alla loro rarità, ma le monete avevano comunque un valore dovuto all’oro o all’argento. Le banconote, sebbene non fossero in metalli pregiati, tuttavia sono garantite dalle riserve auree. Oggi le riserve auree non ci sono più o sono insufficienti. Gran parte del denaro creato dai banchieri non esiste fisicamente. Viene spostato da un terminale di una banca all’altra oppure nel caso delle carte di credito si tratta di valuta virtuale. Una volta il denaro veniva creato dalla Banca d’Italia. In realtà, seguendo il modello della Banca d’Inghilterra, la Banca d’Italia non è d’Italia ma di alcune banche private, alcune anche straniere, e da alcune assicurazioni e solo in minima parte dello Stato. L’euro viene emesso dalla BCE, la quale è un insieme di banche private. La differenza tra le spese di emissione del denaro e il valore convenzionale si chiama SIGNORAGGIO. Il signoraggio non spetta allo Stato ma ai banchieri.

Non solo ma per il trattato di Maastricht non possiamo più stampare danaro. Perciò per ripagare il debito con i privati, come i fondi di investimento, che comprano i titoli di Stato, ovvero una quota del debito pubblico siamo costretti a tagliare le spese e ad aumentare le tasse. Così facendo diminuiscono i consumi e anche il gettito delle imposte indirette ovvero aumenta il debito. L’unica soluzione è quella di stampare più denaro ma ci viene proibito dal famigerato trattato di Maastricht. Uno Stato senza SOVRANITA’ MONETARIA non esiste! Attualmente il potere è detenuto dai banchieri che hanno la sovranità monetaria. Non a caso numerosi esponenti del mondo politico provengono dal mondo delle banche. Limitandoci al nostro Paese possiamo parlare del Presidente Monti e del Presidente Ciampi.  Ci si potrebbe chiedere come mai i sovrani europei accettano la perdita del potere in favore dei banchieri?  La risposta è semplice. Cito alcuni dati tratti dal già citato testo di Ida Magli forse non aggiornati ma significativi. Elisabetta II d’Inghiltera, s è patrona della Pilgrimm’s Society(società angloamericana fondata nel 1902 che si ispira ai principi del liberismo) e dell’ordine massonico di S. Giovanni in Gerusalemme, il di lei consorte Principe Filippo d’Edimburgo è anche lui membro della Pilgrimm’s Society e il Principe Carlo è membro del Consiglio di questa società ; Beatrice d’Olanda, è la maggiore azionista della Shell e suo padre Bernardo è stato tra i fondatori del gruppo Bildelberg.

Bisogna tornare alla Nazione. Siamo europei in quanto italiani e non viceversa. Non possiamo cancellare le identità nazionali. La peculiarità dell’Europa è la sua cultura, la sua arte, la sua storia. La vera Europa è patriottismo e l’amore verso il popolo di Carlo Pisacane in Italia di Mihail Eminescu in Romania di Sàndor Petofi in Ungheria. Le nostre radici sono nel mondo classico Se vogliamo risorgere dobbiamo formare un’Europa che guardi alla ricchezza delle culture nazionali, non ad un simulacro di Stato formato dall’alta finanza e perseguire la giustizia sociale. L’Unione Europea è la vile versione mercantile di un alto e di un altro concetto politico!

Tornare al SOCIALISMO NAZIONALE, che ovviamente nulla ha in comune con il marxismo. Concludo con una citazione tratta dal testo “La dittature europea” di Ida Magli :” il risultato è la storia di come un progetto nato solo sulle carte geografiche ha contribuito a renderci più poveri, meno sicuri e certamente meno libri.”

Danilo Zongoli

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