Le conseguenze del non agire

È evidente, assai evidente che non viviamo in tempi normali. Tempi in cui l’Uomo, chiamato ad una responsabile e libera realizzazione delle sue potenzialità in concordia con i suoi simili, possa LIBERAMENTE esprimersi. No! Noi viviamo in tempi assolutamente eccezionali! Sia per la gravità di dinamiche socio-economico-culturali gestite da “altri” (multinazionali, oligarchie, lobbys, solo per citare macro-esempi) che creano danni irreparabili a Popoli e Stati e conseguentemente del cittadino; sia per l’assoluta inadeguatezza della cosiddetta classe politica nel capire i fatti e reagire prontamente in difesa e salvaguardia della Comunità Nazionale che loro stessi dovrebbero rappresentare.

Anzi; in cambio di privilegi e benefici costoro, i politici, diventano gli esecutori-parafulmine di quel potere apolide, primariamente finanziario e speculativo, che per il suo solo interesse (eufemisticamente chiamato liberismo, ossia la libera circolazione di capitali merci e persone col fine ultimo del profitto comunque ottenuto), vede nella distruzione e criminalizzazione dello Stato Sociale e della Sovranità Nazionale il mezzo necessario per ottenere il massimo risultato. Di fatto i suoi mercenari (del sistema), politici lobbisti intellettuali giornalisti partiti chiese ong logge ecc, da 70 anni e più hanno scatenato, in un crescendo vizioso che ha il suo apice nell’ultimo trentennio, una guerra senza quartiere contro lo Stato nazional-popolare ed i suoi difensori. Va da sè che il teatrino della politica, i concetti di destra centro sinistra ed i giochi elettorali servono solo a blandire ed irretire il popolo. Senza compartecipazione e controllo, senza sovranità, le votazioni, pur nella odierna disaffezione, sono e rimangono illusioni. Dannatamente potenti…bisogna ammetterlo.

Quindi tempi particolarissimi. Dominati dal binomio liberismo – libero mercato. Sistema nel quale il lavoro umano, ridotto a merce, entra nella variabile costo-profitto, in un computo che riduce l’essere umano a numero. Il tutto corroborato da una secolare propaganda liberale e da un adeguarsi legislativo. Che è un degenerare ma non è solo questo. Non si tratta solo di presentare e percepire il problema da un punto di vista economico riducendo l’Uomo ad uomo-economico. C’è ben altro. Se è vero che tutte le politiche seguono un percorso calmieratore di ogni valore-lavoro, al ribasso ovviamente, se si è  eretto a mito la materialista cupidigia, autentica arma di distrazione di massa, altri miti emergono ed emergeranno. Tra questi la cosiddetta “accoglienza”.

Soffermiamoci. Con la scusa dell’accoglienza sono stati sradicati ed importati in modo più o meno violento, milioni di lavoratori stranieri extraeuropei come riserva di manodopera a basso costo. Questi, sia chiaro, sono vittime e strumento di un piano immensamente più grande di loro stessi, della loro storia, delle loro vite e della loro stessa capacità di discernimento, e parlo di quelli in buona fede! Perchè questo non è altro che un progetto di intercambiabilità e sostituzione etnica voluto e perseguito. Un percorso programmato ed in rapida attuazione. Il fine: ingegnerizzare un gregge di sottomessi sradicati incapaci per natura di ostacolare le “immortali sorti e progressive”…e di chi ci guadagna. In questo quadro disgenico già oggi noi Europei originari veniamo definiti come: “persone che vivono qui (Europa) da più tempo” (cit. Merkel).

Questo aspetto viene colposamente ignorato da media e politici ovviamente asserviti al sistema liberale. Viene da pensare che l’invasione non sia una variabile nell’equazione economicista, ma che, al contrario, l’aspetto economico sia una variabile all’interno di una più terribile equazione, il cui risultato è il genocidio programmato legalizzato e, se possibile, incruento dei Popoli Europei. Genocidio veicolato dal grimaldello egualitarista e dalle sue emanazioni: buonismo pacifismo genderismo  animalismo ecologismo mondialismo globalismo. E Dio solo sa che altro. Ci rimane il tempo solo per capire e reagire. Forse!

Tempo per affrancarci dalla schiavitù del capitale finanziario apolide, dal signoraggio monetario, dall’annichilimento etnico. Tempo per ridestarci dal torpore merceologico e prepararci alla riconquista e ricostruzione dello Stato Nazionale  del quale la Comunità sia il soggetto attivo e cosciente e non più l’oggetto passivo e teleguidato di materiali, ideologici altrui interessi.

Tempo per riconquistare lo Stato.

Stato in cui il lavoro la casa la sanità la scuola la pensione la sicurezza e la Sovranità, tutte le sovranità, siano la conquista del sentito dovere della partecipazione attiva nella comunità nello Stato. Ma per non essere schiavi salariati in via d’estinzione e/o sostituzione…che fare?!

Sicuramente uscire dagli incapacitanti social digitali e virtuali, riportandoli al loro status di veicoli, ed entrare in carne e sangue nella comunità nazionale vera e reale, viva e vitale, ed agire insieme con senno!

Magari con l’aiuto di un foglio come questo, di vera carta (qui). Un foglio che sia filo, che diventi il collante per la partecipazione attiva nella vita della Nazione. Che unisca testa e corpo! Pensiero ed azione. Che sia un magnete che attragga e compatti la limatura italica con la forza di attrazione fi condivisi Ideali Valori Principii. E la cementi in un solo granitico Popolo. Un magnete ed un architrave : la Sovranità Nazional Popolare. Prima questo poi tutto il resto.

Quindi agire oggi per non essere ancora schiavi domani di questo sistema. Affinché le culle si tiempiano i campi diano frutto le fabbriche producano la nostra Identità dia preservata ed il Popolo e la Patria vivano!

E quindi l’Azione consapevole! Solo insieme possiamo farcela. È necessario che anche tu,da Italiano, dia il tuo leale appoggio per la costruzione di un movimento di liberazione dal cappio di Usura e per la Rinascita Nazionale.

Per l’Italia. Una. Libera. Sovrana.

Giovanni.Un italiano.

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3 pensieri su “Le conseguenze del non agire

  1. Roma 2017.
    Decenni di vampiresca partitocrazia populista, l’hanno trasformata in una Discarica Umana.
    Il testo della piu’ famosa canzonetta popolare romana va quindi modificato per adeguarlo ai Tempi.
    Tempi di merda.

    “Roma nun fà la stupida stasera
    damme ‘na mano a faje votà de si.

    Sceji tutte le bustarelle
    più grassottelle che poi

    e un friccico de coca tutta pe’ noi.

    Faje sentì ch’è quasi primavera
    manna li mejo sorci pe’ fa squit squit.

    Prestame er clandestino
    più malandrino che c’hai

    Roma nun fa la stupida stasera”.

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  2. Europa sotto coprifuoco.
    Inghilterra, Francia, Germania, Italia; ovunque le città sono presidiate dall’esercito.

    Ma quanto l’esercito presidia piazze e palazzi, invece che i Confini; vuol dire che è in corso un Colpo di Stato.

    Colpo di Stato in Europa.
    May, Macron, Merckel e Gentiloni, stanno seguendo passo passo le orme di Erdogan.

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  3. Cominciarono prima nel 45 in Istria e in Dalmazia dove gli italiani che non vennero gettati nelle foibe vennero costretti a lasciare le loro terre, poi in Palestina dove il popolo palestinese venne privato della sua terra, hanno continuato in Kosovo e tralascio quello che fecero gli spagnoli in Sudamerica e gli yankee con i nativi americani prima e con i messicani in Texas dove mille delinquenti in rivolta contro il legittimo governo messicano diedero il via a una guerra che portò all’occupazione del Texas.

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