Nè Reducismo Nè Leoncavallismo

Anni di militanza in quella che oggi definiamo con una punta di disprezzo “Area” mi hanno portato ad incontrare una vastissima tipologia di persone, tutte più o meno legate da un filo conduttore comune, ovvero la fede (sincera per lo più ma a volte anche strumentale) ad una Idea del mondo e dell’organizzazione politica, sociale ed economica che ebbe in Italia la sua genesi all’indomani della Grande Guerra. Per quel mondo e per chi ne seguì le sorti il secondo dopoguerra fu poi uno spartiacque tragico per ragioni a noi ben note. Chi si salvò dalla burrasca e dalla violenza della guerra civile fece delle scelte che furono o di militanza attiva e convinta, con tutti i rischi e pericoli, o si rifugiò nell’anonimato e nel disimpegno, avendo visto il crollo di un mondo che fu il mondo forse irripetibile della loro giovinezza. E siamo arrivati ad oggi. Ci siamo arrivati dopo tradimenti, scissioni, abiure, finte ricostituzioni e rinascite abortite, proliferazioni incontrollate di sigle per meri egoismi personalistici e via di seguito, in un crescendo rossiniano che pare non fermarsi.

Siamo in Italia, inutile dirlo ed inutile nasconderci dietro un dito, viviamo in un paese levantino e dai mille risvolti, dove spesso l’ambiguità è il connotato più evidente delle umane attività. E tra queste la politica è l’attività maggiormente colpita da questo che ritengo essere un morbo endemico del nostro paese. Ambiguità spesso sfociata in aperta contraddizione tra le parole ed i fatti.

Segretari nazionali che conducevano battaglie contro il divorzio e poi convivevano more uxorio al di fuori del matrimonio con un’altra donna. Segretari nazionali che tuonavano ad ogni piè sospinto contro la Nato e poi li si scoprivano essere a libro paga della Cia. Altri segretari nazionali, latitanti per anni a fare affari a Londra mentre i loro camerati finivano i giorni nelle patrie galere o quelli con il padre nella lista P2 di Licio Gelli. Insomma,  credo di aver visto abbastanza e di poter dire la mia su questo bizzarro mondo che per alcuni è tuttora definibile come neofascista o postfascista ma che per me è e resta un luogo di assoluta incapacità di sintesi, di chiacchiere infinite senza un quid e di autereferenzialita’ all’ennesima potenza. E nel dire ciò voglio arrivare a noi, ai Socialisti Nazionali che si ritrovano sotto la sigla del nostro movimento.

Quando nel 2006 nacque il Centro Studi Socialismo Nazionale venivamo dalle peggiori delusioni che si potessero immaginare, ma eravamo decisi a non mollare quello che rappresentava il buon seme da mettere a dimora in un terreno paludoso dove necessitavano braccia e volontà ferrea per dissodare una piccola zolla nella quale quel seme avrebbe potuto germogliare. E venne dunque il 2011 con la creazione del Movimento politico vero e proprio, che oggi stiamo tenendo in piedi tra mille difficoltà.

Con quali prospettive è veramente difficile dirlo, ma senza alcun dubbio con la coerenza che ci ha sempre portati ad evitare contatti indecenti o percorsi elettoralistici in qualche carovana del “voto a tutti i costi”. E così, almeno per ora, continueremo.

C’è poi un secondo aspetto che mi preme rimarcare: quello delle intese trasversali che non hanno alcuno scopo elettorale. Ho sempre ritenuto che un movimento di militanza politica che si pone su di una piattaforma rivoluzionaria debba innanzi tutto capire dove stanno e chi sono i propri avversari. Una volta individuati questi (e sappiamo bene chi sono e come operano), sembra logico guardarsi attorno per cercare collaborazione e contiguità con chi sta sulla stessa barricata. Ciò, seguendo il naturale principio che chi è nemico del mio nemico è mio amico. Già, ma non sempre questo è vero o comunque del tutto vero. E la riprova l’abbiamo avuta svariate volte quando anni fa lanciammo messaggi inequivocabili a tutti quei gruppi “antagonisti ” per creare una sorta di costituente antisistema che fosse la base di partenza di un progetto politico veramente rivoluzionario per un paese come l’Italia. Risultato: zero! Come zero sono quelli che giustificarono il loro dissenso trincerandosi dietro il paravento stantio della fede antifascista.

In questo stato di cose mi sono dunque fatto un’idea ben precisa: non inseguire per forza il reducismo, ma nemmeno cavalcare il leoncavallismo. Il significato di questo principio è molto semplice e lo spiego in poche parole.

In tutta franchezza ritengo che sia inutile e dannoso impostare la moderna battaglia politica facendo leva sul reducismo saloino o su quello degli anni 70, come pure sul rincorrere gli schemi o gli archetipi centrosocializzanti stile Leoncavallo. Non è e non può essere nelle corde di un Socialista Nazionale confondere la politica con il fatto o con la commemorazione reducistica, ma, d’altro canto, non sarà mai nemmeno nelle nostre corde inseguire lo zeccume pseudo antagonista dei centri sociali su posizioni che la storia ha cassato o, peggio ancora, sulle loro nuove frontiere tipo il genderismo o l’integrazionismo dei migrantes.

L’Unione per il Socialismo Nazionale non è nata per inseguire chi ci disprezza da sempre, pur temendo la solidità concettuale delle nostre conclusioni; noi siamo qui per dimostrare agli intellettualmente incapaci che un altro sistema, oltre il capitalismo ed oltre i residui del comunismo, è possibile.

Ma per dimostrare ciò non possiamo correre dietro a chi ancora ci sputa addosso e di questo suo livore ne fa un cavallo di battaglia. Non potrà mai essere,   questo sia ben chiaro; almeno fino a quando non vi saranno fatti concludenti e certi che dimostreranno la loro rinuncia ad una battaglia di retroguardia che li relega nel girone degli idioti della storia.

Fernando Volpi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...