Istruzione e scuola pubblica: un binomio inscindibile

L’istruzione deve essere pubblica perché ha l’obbligo di garantire a chiunque di sentirsi a casa sua. Deve essere laica e l’insegnamento scevro da ogni sorta di apologetica dialettica. Istruzione privata insegnamento sono in antitesi nella naturale evoluzione della personalità dell’individuo, i docenti privati non hanno libertà d’insegnamento e possono essere rimossi dal loro incarico se non si adattano all’indirizzo della scuola, mentre una scuola laica è il fondamento naturale di una formazione critica. Le politiche liberiste degli ultimi anni  hanno mortificato la scuola pubblica e la dignità dei docenti, gli edifici scolatici sono in rovina, assenti insegnanti di sostegno per i più fragili, di cui moralmente ed eticamente uno Stato corretto e giusto  ha l’obbligo di tutelare.

Invece cosa fa l attuale ceto politico che ci governa ? Trascura la scuola pubblica a tutto vantaggio di quelle private,  stabilendo un paritarismo inconcepibile .

La liberaldemocrazia che da 70anni ci governa ha stabilito che nella scuola privata la libertà d’insegnamento del docente coincide con libertà d’indirizzo ideologico del privato. Questi enti privati non hanno ragione di esistere fino a che le esigenze della scuola pubblica non siano state soddisfatte, a cominciare dagli edifici fino alla condizione dei professori. Se lo Stato avesse risorse sufficienti, una volta soddisfatto il suo obbligo di rimettere a posto la scuola pubblica, al limite, potrebbe anche disporre del residuo, per colmare eventuali lacune. Questa estrema tolleranza incontra pero una battuta d’arresto, nelle scuole private i docenti non hanno libertà d’insegnamento , e possono essere sostituiti se non seguono l’indirizzo della scuola, mentre ribadiamo  che è il pluralismo ad essere il fondamento di una formazione critica.

I pregi della scuola pubblica sono dunque garantire la formazione critica dell’individuo ma anche lo sviluppo del capitale culturale, sociale e umano che poi rimarrà a disposizione della Comunità Nazionale.

La scuola, come la famiglia, dunque come gruppo embrionale nello sviluppo di una formazione critica dell individuo e punto di partenza per affermare il concetto di socializzazione a noi tanto caro. Socializzazione come adeguamento degli studenti a una situazione sociale prestabilita, con regole e norme preesistenti ma anche costruzione condivisa di un gruppo con regole e norme sue proprie. Solo in una scuola a disposizione di tutti e ispirata ai principi del laicismo il pensiero critico, è chiamato a esaminare il ragionamento e attraverso obiettive premesse si giunge all’affermazione di argomentazioni, di un livello di forza logica sufficiente a legittimarle autenticamente.

A sostegno delle nostre tesi la scuola pubblica, quella che noi immaginiamo e che vorremmo per i nostri figli, deve fare i conti con il cambiamento delle condizioni sociali imposto dalla cultura borghese (in ottica iperliberalista), al fine di smantellarne valori e principi; è un dato di fatto riscontrabile in tutte le realtà locali che nelle classi c’è minore omogeneità rispetto al passato. Di conseguenza, nella scuola pubblica tutti devono rispondere all’appello per creare quell’adeguato livello di intesa e di condivisione che permette poi di costruire una visione comune nazionale.

T.R.

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