La Linea Retta n. 19: Grecia, Troika e il Neocolonialismo finanziario

Il titolo che più risuona nei quotidiani di tutta Europa è la fine del piano di salvataggio della Grecia. Ora la Grecia è salva e sarà compito suo diventare competitiva sui mercati piazzando i suoi titoli di stato. Questa è la valutazione che gli “economisti internazionali” danno al risultato della “cura europea “a favore della repubblica ellenica. Ma vediamo di entrare nel dettaglio ed analizzare i principali successi della politica monetaria europea.

La crisi iniziò nel 2009 quando l’allora primo ministro George Papandreou dichiarò che i governi precedenti avebbero falsificato i bilanci publici per permettere alla Grecia di aderire all’Unione Europea; quale conseguenza della ” contabilità truccata ” vi sarebbe stato il rischio di bancarotta ( lo stato non era in grado di pagare i suoi creditori).

Da quel momento la strada della Grecia fu in salita. Le società di rating quali Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch declassarono i titoli di stato greci a spazzatura gettando così definitivamente lo stato nel baratro finanziario.

In cambio di euro ( ricordiamoci che la Grecia come l’Italia non sono paesi monetariamente sovrani ) , la BCE chiese delle delle garanzie quali un piano di riduzione del debito pubblico nonchè la privatizzazione dei comparti strategici del paese; a capo di questa colossale operazione fu messa la famigerata ” Troika”.

La Troika è un gruppo di ” saggi ” che rappresentano Bce, Ue e Fmi , la composizione di maggior successo fu quella del 2015 ( epoca Tsipras) che vedeva :

1) Rasmus Ruffer – formatosi negli Stati Uniti lavora presso la BCE e precedentemente in Deutsche Bundesbank

2) Declan Costello – funzionario EU

3) Delia Velculescu – del Fondo Monetario Internazionale

4) Nicola Giammarioli – dell’ESM

Come i loro predecessori queste “fine” menti dell’economia continueranno quel processo di imposizione dei diktat europei in materia di finanza ed economia, l’essenza della Troika può essere brillantemente riassunta dalle parole di altri ” economisti ” quali:

– Mario Monti : una presenza molto intrusiva e di fatto una cessione di sovranità asimmetrica, Mario Monti, Le parole e i fatti, Milano, Rizzoli, 2012, p. 31.

– Paul Krugman : gli stanziamenti finanziari a favore dei Paesi in difficoltà sono stati limitati, e sono stati erogati troppo tardi rispetto alle necessità; e i finanziamenti sono stati elargiti in cambio di severi tagli alle spese e aumenti della tassazione, provvedimenti che secondo l’economista potranno causare ulteriori recessioni, Fuori da questa crisi, adesso!, Garzanti, Milano, 2012, pp. 210-11.

Negli anni la Troika realizzò un cambiamento radicale nel paese quale :

– Privatizzazione di Desfa ( azienda pubblica del gas ) aggiudicata dalla SNAM

– Privatizzazione degli areoporti regionali nonchè dell’Areporto Internazionale di Atene che sono finiti in mano alla tedesca Fraport AG

– Privatizzazione di Trainose ( ferrovie dello stato ellenico), che ora sono di proprietà di Ferrovie dello Stato

– Privatizzazione di DEI ( società elettrica pubblica) ceduta in gran parte ai cinesi

ma non solo, tra le varie privatizzazioni vi sono i porti ceduti a vari fondi esteri, le Poste e poi potremmo andare avanti per pagine e pagine.

Dal punto di vista del taglio della spesa pubblica nonchè delle riforme fiscali la Grecia dello pseudo comunista Tsipras ha dato il meglio di sè :

– No Tax area scesa da 8.636 euro a 5.681 euro per i contribuenti singoli e a 6.700 euro per quelli con coniugi e figli a carico

– 4,9 miliardi di euro di tagli sulle pensioni e minori sgravi fiscali solo nel 2018

– aumento dell’età generale pensionabile

– abolizione di tredicesima e quattordicesima nel settore pubblico

– aumento delle tariffe minime per le assicurazioni e per accedere ai fondi pensione

– riduzione dei parametri per la concessione dell’invalidità

– taglio delle indennità per i lavoratori stagionali

– riduzione delle patologie per ottenere benefici di natura sanitaria

– riduzione della spesa farmaceutica all’interno dei fondi di assicurazione

– riduzione dei finanziamenti per le spese di gestione degli ospedali pubblici

– aumento per l’assicurazione sanitaria degli agricoltori; limitazione delle esenzioni

Poi ve ne sono altre come la riduzione degli stipendi di insegnanti e medici, il taglio delle spese di difesa etc.. Chiaramente è sotto il naso di tutti che la politica economica greca degli ultimi 30 anni è stata particolarmente scellerata nonchè basata sullo ” spreco”, tuttavia è da ricordare che uno stato dovrebbe essere sovrano e quindi autonomamente decidere quale strada intraprendere per risanare le proprie casse. Gli investitori esteri che hanno optato per l’acquisto di titoli greci quale investimento finanziario avrebbero dovuto essere coscenti che come tutti gli investimenti non sempre hanno un lieto finale.

Nessuno giustifica quanto perpretato dai vari governi ellenici.

Ma appare chiaro ma allo stesso tempo che l’Europa, la Banca Centrale nonche il FMI non hanno alcun diritto di intervenire nelle scielte strategiche di una nazione sovrana. Ovviamente la Grecia, così come l’Italia, non sono nazioni sovrane e forse l’esperimento ellenico ci fornisce un quadro esauriente di come il sistema democratico è morto.

Infine, ricordiamoci che il popolo greco mediante referendum bocciò l’Europa e la sua Troika ma il governo, pseudo comunista (!?), fece spallucce disattendendo totalmente la volontà popolare.

S.C.

29/8/2018

 

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