La Linea Retta n.20: La Prima Guerra…Finanziaria Mondiale

Siamo in una guerra finanziaria senza precedenti. L’amministrazione Trump ha sferrato un’offensiva sui mercati mai vista prima, il tutto camuffato da “crociata della legalità e trasparenza finanziaria”. La prima arma in mano agli americani e senz’altro quella della politica “antiriciclaggio” , un sistema nato giustamente per arginare il ” lavaggio” di denaro sporco derivante da attività criminali. Il paese in prima linea in tale “crociata” sono da sempre stati gli USA i quali hanno adottato fin dagli anni 80 particolari misure in tale direzione.

Con l’attacco alle Torri Gemelle è stata ulteriormente innalzata la guardia ed a fianco alla lotta al denaro sporco della mafia si è aggiunto anche il contrasto al finanziamento del terrorismo ( tralasciamo che la maggior parte dei terroristi sembrerebbero finanziati dalla CIA e dal governo russo ) . Di per se i due principi sono ineccepibili ( terrorismo + criminalità organizzata ) nonché le sanzioni applicabili, infatti quasi tutti i paesi del mondo applicano severe misure che vanno dalla confisca del patrimonio all’arresto dei responsabili ma con il tempo tale misura si è espansa a macchia d’olio ad altri settori dell’economia come la tassazione del reddito delle imprese .

Ora parliamo del reddito, negli ultimi 10 anni si è arrivati ad inglobare il reddito generato dall’elusione ed evasione fiscale tra i fattori che in qualche maniera possono ricadere all’interno della normativa sul finanziamento del terrorismo e più in generale del riciclaggio. A prima vista ciò potrebbe essere giusto, anzi più che giusto è fondamentale per la lotta al terrorismo ed alle mafie ma in realtà esso nasconde un’arma di eccezionale importanza chiamata “ controllo dell’economia globale “ .

La prevenzione dell’evasione nonché il contenimento dell’elusione fiscale devono essere di competenza dei singoli stati poiché essa in primis interessa le loro casse ( una società che evade danneggia innanzitutto le casse del governo ) però ci sono dei governi che adottano politiche fiscali particolarmente vantaggiose per le imprese incorporate nel loro territorio, ad esempio :

Tassazione imprese

  • CIPRO : 12,5%
  • MALTA : 5-10%
  • BULGARIA : 10%

Chiaramente questi “rates “ ( termine che piace molto agli economisti ) sono in netto contrasto con la tassazione delle imprese negli Stati Uniti che si aggira al 21% IMPOSTA FEDERALE + UNA PERCENTUALE VARIABILE DI IMPOSTA STATALE (cambia di stato in stato) quindi di fatto una società maltese sarà più competitiva nei prezzi di una società americana. Queste realtà inclusi i cosiddetti “ paradisi fiscali” hanno causato una reazione da parte degli USA i quali, sebbene siano potenti su molti fronti, non sempre sono riusciti ad influenzare sufficientemente le politiche economiche degli altri paesi , quindi sulla scia della regolamentazione antiriciclaggio hanno imposto dei diktat ai paesi definiti “ a fiscalità privilegiata “.

Ma cosa è successo recentemente, gli americani hanno minacciato le banche centrali di alcuni paesi fiscalmente strategici dell’area EU ( Cipro, Latvia, Malta e precedentemente Spagna e Portogallo ) di escluderli dalle transazioni in dollari se non avessero inserito nelle direttive antiriciclaggio delle banche centrali alcune specifiche preclusioni sull’apertura dei conti.

Bisogna considerare che l’economia di un paese la puoi colpire su due fronti :

1) Aumentando la tassazione e gli oneri in capo alle imprese, ma in questo caso sarebbe direttamente colpito il Governo

2) Precludendo l’apertura dei conti bancari delle società quindi limitandone la loro operatività

Le direttive sull’apertura dei conti bancari non sono totalmente disciplinate dalle leggi degli stati ma esse sono in gran parte di competenza delle banche centrali, che come tutti ben sanno sono sostanzialmente degli organismi si pubblici ma gestiti da dei “ privati” , cioè si compongono anche dei rappresentanti delle banche presenti nel paese.

Gli americani si sono presentati da questi signori dicendo che secondo loro i titolari di molte società presenti nel loro paese non avevano titolo di operare economicamente in quanto legati a paesi sotto sanzione economica oppure non realmente residenti nel paese ( quindi che affidavano la gestione delle loro entità a fiduciari ) conseguenza di tale fatto , secondo sempre la FED, QUESTI SIGNORI IMETTEVANO NELL’ECONOMIA “ DENARO SPORCO” O ANCORA PEGGIO LO “GENERAVANO” , quindi se non si arginava tale fenomeno gli americani avrebbero escluso il paese dalle transazioni in dollari. Il dollaro ( per quanto non ci piaccia) è di fatto la moneta utilizzata per gli scambi internazionali e quindi le banche centrali si sono dovute adattare a tali direttive per non vedere collassare ( tutto di un colpo ) le loro economie.

Le banche centrali coinvolte hanno emesso una direttive che vedono la preclusione sull’apertura dei conti a società che :

1) Non abbiano dipendenti iscritti all’assistenza sociale

2) Non abbiano uffici affittati con linea telefonica etc…

3) Non presentino conti certificati da un revisore

Questi punti potrebbero sembrare logici ma non lo sono, vi sono entità che per natura del loro business non hanno un ufficio affittato, oppure società facenti parte di gruppi locali che utilizzano i medesimi dipendenti etc.., oppure società che sono state incorporate in un paese che non prevede la revisione contabile per le piccole entità (Italia, UK, Spagna etc…) .

Dopo tale iniziativa delle banche si prevede ce paesi come Cipro, Malta, Latvia e prossimamente Irlanda subiscano un crollo del loro fatturato interno determinabile in un delta che va dal 30 al 80% con un conseguente crollo del gettito fiscale e quindi una drastica riduzione in chiave di servizi ai cittadini nonché un ricorso su medio e breve termine a prestiti da parte del FMI o BCE.

Facciamo attenzione a non giungere alla conclusione scontata che vede nell’elusione o evasione fiscale una motivazione nell’applicazione di tali misure poiché esistono dei programmi internazionali di lotta a tali pratiche, ma essi sono legati alla volontà dei singoli stati, mentre ora si parla degli americani che attraverso vie traverse ( quella finanziaria legata al dollaro ) sono andati a colpire sistematicamente le economie concorrenti o comunque utilizzate anche dai competitors ( nel caso specifico russi ) senza interessarsi minimamente delle conseguenze su scala globale, soprattutto, cosa più subdola, sventolando la bandiera della lotta al riciclaggio del denaro sporco.
Concludiamo dandovi un dato, sapete quale è il primo paradiso fiscale al mondo dove puoi trovare segretezza ad un prezzo accettabile ? Gli Stati Uniti, essi non rilasciano alcuna informazione in merito ai correntisti e molte poche informazioni sui titolari e beneficiari delle società diventando così il vero porto sicuro dei grandi evasori fiscali.

S.C.

07/09/2018

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