La Linea Retta n. 21: Bannon ovvero l’alleanza fra l’Alt-Right Americana e i Sovranisti Europei

Qualche giorno fa il Ministro degli interni, Matteo Salvini, ha aderito in qualità di segretario della Lega a “The Movement”, la nuova creatura politica di Steve Bannon, ex (ma non troppo) consigliere di Donald Trump e ideologo dell’Alt Right Americana. Non troppo ex perchè tuttora il presidente Usa segue le linee guida “bannoniane” specie nei rapporti con l’Europa dove il “divide et impera” appare come una linea guida.

La simpatia e vicinanza di Salvini con l’alt right non è certo una novità, anzi. Non a caso la strategia dem contro Salvini è molto simile a quella attuata dal partito democratico americano contro Trump, con buona parte del mainstream dalla parte avversa con grossi barili di fiele versato giornalmente.

Buoni vs Cattivi ? Non è proprio così. Anzi.

Proviamo a delineare le idee politiche e tattiche di Steve Bannon.

Acerrimo nemico di Soros e dell’ala progressista sionista, Steve Bannon è un americano vecchio stampo. Crede infatti nella Nato, ma intende riformarla, in modo che possa essere una sorta di esercito “bianco” difensivo contro la nascente potenza cinese e il mondo islamico, in particolare l’Iran. È anch’esso fervente sionista, il che coincide con Trump e, in parte anche con Salvini, che ha pochi strumenti per capire le dinamiche medio orientali ed varie correnti interne che non ne vogliono sapere di Eurasia ma preferisco il comodo occidente usraeliano.

Infatti in questa nuova Nato, Steve Bannon comprenderebbe anche Israele e soprattutto la Russia, distaccandola quindi dal suo naturale ruolo di ponte tra Cina ed Europa, e quindi di super potenza. Bannon intende mettere in pratica ciò creando una sorta di “asse populista-sovranista” – The Movement appunto – che comprenda tutti i partiti sovranisti europei al fine di minare all’interno l’UE e spodestare i partiti socialdemocratici, attualmente preponderanti, alleati di George Soros, il magnate che sostiene l’immigrazione invasiva e che causò, nei decenni scorsi tramite le sue speculazioni, il collasso di lira e sterlina.

Tutto ciò che al primo sguardo può apparire auspicabile ed incredibilmente propizio è invece potenzialmente molto pericoloso. Inanzitutto l’Europa si trova nuovamente campo di battaglia tra due forze opposte ed estranee alla sua natura continentale classica che la deve forzatamente collaborare con l’Est di tutto il continente Eurasiatico. L’idea di Bannon, alla quale per altro molti in certi ambienti “di intellighenzia antagonista e identitaria” stanno beatamente credendo, è molto insidiosa. Avrete notato infatti che, da almeno due anni, l’argomento sionista e l’anti americanismo sono praticamente spariti dai dibattiti di molti analisti una volta non conformi, eccetto – ci teniamo a dirlo – dai nostri articoli, nei quali fieramente continuiamo a proclamarci contro le 113 basi americane e contro la Nato, contro il liberalismo mondialista di deriva calvinista, con tutti annessi e connessi. Con l’elezione di Trump infatti è iniziata l’umanizzazione dell’America nelle destre italiane ed europee. Come successe per Obama a suo tempo fu determinante per annullare l’anti americanismo a sinistra.

Ma non solo, l’adesione di Salvini a “The Movement” potrebbe significare l’appoggio incondizionato a queste politiche atlantiste, allontanando il barlume di speranza di dialogare direttamente con la Russia di Putin, rifiutare le basi Nato e avvicinarsi ad un mondo multipolare, direzione nella quale il mondo intero e anche noi auspichiamo rivolgere.

La presenza in The Movement di oscuri personaggi quali Modrikamen, che non nasconde certamente le sue preferenze diciamo “geopolitiche” totalmente sbilanciate verso l’occidente Wasp, non dissipa certo i nostri dubbi ma anzi li acuisce e li conferma. Se il progetto di Bnnon dovesse riuscire a distogliere la Russia dai suoi accordi fondamentali con la Siria di Assad, l’Iran e la Cina e con essa portare tutta l’Europa, sovranista, da parte sionista-atlantista (quindi ancora più marcatamente occidentale e non mediterranea), l’egemonia Usa tornerebbe con prepotenza a primeggiare, cosa che francamente non ci auguriamo.

Come si è potuto evincere dalle votazioni UE sul governo Orban, il governo “carioca” è assai contaminato dei soli mondialisti grillini e di taluni esponenti dell’atlantismo ad competizione e del democristianismo quirinalesco che continuano a difendere magistratura politicizzata.

Dobbiamo restare vigili, sostenere il Governo qualora faccia gli interessi della Patria e della comunità nazionale, ma nel frattempo criticare aspramente le derive reazionarie e occidental-liberali dell’esecutivo che non può e non deve retrocedere (come temiamo possa accadere) sulle questioni fondamentali sopra menzionate che non devono cadere nel dimenticatoio.
Questo è il nostro compito oggi: non smarrire la Bussola.
G.V.

13/09/2018

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