La Linea Retta n. 23: i “Sovranisti” sono “veri amici” dei lavoratori ?

La quarta organizzazione sindacale italiana per numero di iscritti ospita nella propria sede due volti simbolo della destra radicale europea, da sempre portatrice di istanze antitetiche a quelli che sono i bisogni dei più poveri e autrice, al pari delle altre forze maggioritarie, di politiche ben distanti dal perseguimento di maggiore benessere per la classe lavoratrice: anche questo accade nel nostro paese a pochi mesi da elezioni europee a cui questa area politica si sta preparando ossessivamente, sospinta da consensi alti derivanti pressoché totalmente dal tema immigrazione e vogliosa di diventare almeno, dietro ai popolari, il secondo gruppo parlamentare a Bruxelles, e costringere quindi i centristi ad optare per un’alleanza che possa riproporre durevolmente una sorta di centro- destra, stavolta in salsa continentale.

E quali politiche debbono aspettarsi i cittadini se davvero fosse questo l’epilogo a cui assisteremo dopo il mese di maggio?

Ci sarà la rivoluzione (del buonsenso!!!) che oggi viene proclamata oppure assisteremo a qualcosa di simile a quello che sta accadendo nel presente in Italia se non peggio?

Per rispondere a questa domanda ricordiamo chi sono i protagonisti di questo incontro; Matteo Salvini e Marine Le Pen: il primo ha militato fin da giovane in una Lega regionalista, antinazionale, secessinista e liberale, ma poi approfittando di un vuoto di rappresentanza, ha deciso in nome dei voti e del potere di trasformare un partito secessionista come la Lega Nord in un elemento politico nazionalista capace di dare risposte al più o meno vasto elettorato di destra in Italia. Salvini ha compreso una cosa che i tanti mendicanti di voti d’area stanno capendo solo adesso, con un ritardo tale da precludergli in futuro ogni successo di un qualche significato. Il “Capitano” ha capito che se si vuole fare politica parlamentare in questo tipo di sistema che è pregiudizialmente antifascista una destra neofascista è destinata ad un ruolo di testimonianza e irrilevanza politica.

Dal canto suo invece Marine Le Pen, attraverso una trasformazione ideologica del proprio partito, che è passata addirittura per l’esclusione del padre, ha fatto si che esso diventasse il primo di opposizione conseguendo circa dieci milioni di voti, cosa assolutamente non pensabile fino a pochi anni fa.

Sdoganarsi, ripulire la propria immagine, abiurare determinate convinzioni; questi sono i passaggi fondamentali se si vuole ambire, come nel caso dei due personaggi in questione,  ad un posto di attore, possibilmente protagonista, nella recita della democrazia, e non rimanere comparse.

Ad animare tali individui  non vi è alcun tipo di senso di appartenenza, se non una grande smania di potere: se prima questa gente giocava al purismo ideologico poiché  perché questo era ciò che poteva premiarla elettoralmente in una società in cui esisteva ancora forte la logica di partito e il voto per “l’ideale”, spingendosi a volte fino al bricopopulismo più estremo, (ricordiamo i cori contro i meridionali intonati dal capo Leghista, lo stesso che all’aeroporto di Palermo dichiarava di essere arrivato in Africa), oggi la stessa gente si esercita con successo a distaccarsi in maniera tanto progressiva quanto radicale da ogni etichetta che la renda inappetibile a qualche segmento di elettorato.

Non c’è da stupirsi che l’evoluzione sia stata questa, d’altronde occorre sempre ricordarci che siamo immersi in un mondo dove trionfa Google e gli algoritmi del sistema informatico, e  l’uomo viene privato, o meglio si lascia privare, della facoltà di sviluppare un ragionamento coerente. Gli stessi strumenti che, peraltro, utilizza un’opposizione mondialista di sinistrati, che almeno in Italia si sta ricoprendo di ridicolo.

L’individuo mette insieme delle parole chiave e ne fa delle frasi, le quali non hanno significato e gli impediscono di vedere di essere manovrato e non manovratore.

Entrambi gli schieramenti utilizzano (con efficacia divesa) la stessa strategia. Non ci si può erigere ad avversari delle banche e dei poteri forti se si palesa in maniera scandalosa l’aiuto finanziario dal “padrone” e se ne avalla come accaduto ieri i voleri (vi ricordate questa richiesta americana ? FONTE) e viaggiare accanto a chi ha ideato il sistema finanziario vigente.

Eppure questo è concesso dalle masse, incapaci di vedere tali contraddizioni. E’ questa cecità che impedisce alla gente di vedere le cose, indotta in parte dal bombardamento mediatico al quale veniamo puntualmente tutti sottoposti, la responsabile del fatto che in un’ organizzazione sindacale si facciano gli onori di casa a persone che sono quanto di più distante da coloro che un sindacato dovrebbe tutelare e nessuno di scandalizzi di ciò.

Ci auguriamo che questa non sia la solita “destra” che ben conosciamo ossia repressione, regresso e protegge i più ricchi abbindolando i poveri con promesse di sicurezza mai mantenute.

Noi socialisti nazionali non ci illudiamo, oggi come in passato, di trovare in essa un’alleata contro un sistema di  noi vogliamo radicalmente cambiare le fondamenta mentre loro, come hanno del resto pubblicamente affermato, soltanto gli equilibri e le poltrone.

Al materialismo applicato in politica che finalizza ogni azione all’elezione futura, alla fine di ogni ideale, voluta e perseguita con ogni mezzo da un sistema che vuole un’omologazione totale rispondiamo fieramente con la forza delle nostre convinzioni, che non siamo disposti a mettere sul piatto di nessuna bilancia.

Non abbiamo bisogno di entrare in un’assemblea né da perdenti di successo né da vincitori, specialmente se per fare questo dobbiamo rinunciare a quello che siamo, ammorbidirlo, renderlo malleabile, al passo coi tempi, e smussare angoli che a qualcuno risultano essere indesiderati.

Il nostro obiettivo è mantenere accesa la speranza di arrivare ad una  modifica strutturale dei rapporti di forza oggi esistenti, e tenere viva una storia che ancora ha tanto da insegnarci, e non va presa a pezzi solo quando fa comodo, ma va rivendicata orgogliosamente.

D.P.

27/10/2018

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