La Linea Retta n. 27: Fine delle illusioni

Siamo arrivati alla conclusione della più ridicola crisi di governo che si sia mai vista. Quella promossa da uno che, baciato dalla fortuna, era riuscito a diventare vicepresidente del consiglio e ministro degli interni in un colpo solo con il 17 percento dei voti, ottenendo anche altri ministeri e una visibilità notevole.

Nonostante un passato da politico di lungo corso (politico di professione e con poche conoscenze di materie economiche necessarie nel XXI secolo), cosa che avrebbe dovuto pernettergli di conoscere certe dinamiche interne ai palazzi del potere, il “capitano’ ha preferito rimanere in uno stato di permanente campagna elettorale, andando a baciare rosari e a fare migliaia di foto in giro per piazze, spiagge e discoteche. Il tutto per inseguire la peggiore ossessione degli pseudo politici di oggi: le intenzioni di voto ed i sondaggi settimanali. Il “capitano”, se fosse stato quel fine politico che i suoi ciechi ultras credono che sia, avrebbe rispolverato il comportamento politico di gente come Craxi ed Andreotti.  Loro governavano senza farsi tanti onanismi e bagni di folle deliranti. Ma governavano sul serio, ovvero gestivano il potere come si deve, senza paturnie sondaggistiche o sogni di strapotere impossibile da raggiungere nel nostro sistema (neanche il più potente Berlusconi con quasi il 30% e mezzi illimitati ci è riuscito!).

Per tutelare il suo “popolo” il “capitano” avrebbe fatto meglio ad essere più umile e meno arrogante, più concreto e meno acrobaticamente spettacolare. Avrebbe dovuto mettere a segno alcuni dei suoi obbiettivi e magari aspettare l’occasione giusta per infilzare l’avversario-alleato scomodo. E invece gli hanno preparato il paccotto, servito da lui stesso su un piatto d’argento.

Questo e’ successo perché il “capitano” non è quel fine politico che viene creduto ma un politicante del nuovo millennio che credeva di essere intoccabile ed insostituibile e che mal aveva fatto i conti con un partito come i 5stelle che da sempre sono tutto ed il contrario di tutto e con il PD che governa da anni senza vincere le elezioni. E’ così finita che il cacciatore è stato uccellato come un tordo da chi è più abile di lui in questa politica fatta da chi ha pelo. La politica italiana, quella del votificio e di elezioni che sono solo un esercizio in costume.

Detto questo, pur avendo io preferito nuove elezioni nella speranza di vedere alla prova il parolaio del nuovo sogno della destra italiana (la stessa che è passata per Berlusconi e per Fini), mi auguro solo una cosa. E la dico senza che vi sia vis polemica. Andate pure a fare la piazzata a Roma il 19 ottobre (anche se dai primi vagiti rivoluzionari si è già passati alla protesta educata con famiglie e bambini – e questo non mi meraviglia), ma finitela con questa storiella del colpo di stato e del popolo frodato.

Non è così. La fregatura al popolo libero l’ha tirata uno che stava stava al potere con il 17% ottenuto alle politiche (NB il doppio alle elezioni successive) ed ha fatto di tutto per giocarselo e per farsi fregare per troppa autoconfidenza. Uno che difficilmente a quel potere ci tornerà presto. Uno che di “capitano” ha ben poche caratteristiche. Anzi punte.

F.V.

10/09/2019

2 pensieri su “La Linea Retta n. 27: Fine delle illusioni

  1. condivido l’analisi. faccio però una osservazione: in questo momento è più fare comodo stare all’opposizione perchè adesso, al di là delle chiacciere, il problema economico rimane e la cosiddetta europa non farà sconti a nessuno perchè ha ottenuto gratuitamente la testa di Salvini

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  2. Come dice Stelvio, l’Europa intesa come Eurovampirismo ha ottenuto senza troppe difficoltà la testa di un personaggio sgradito. Sulla scorta di questa esperienza le centrali di comando transnazionale di Bruxelles e Francoforte si sentiranno ancora più forti e decise a dare la scalata ad ogni forma di dissenso. Mai come in questa occasione hanno agevolmente vinto, seppur l’avversario abbia fatto di tutto per perdere.

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