Una storia di ponti

Si è parlato molto del ponte Morandi, l’imponente viadotto genovese sul torrente Polcevera, costruito tra il 1963 e il 1967, progettato dall’ingegnere Riccardo Morandi per avere un più rapido e snello collegamento tra il Nord Italia e la Francia, tra la zona centro-levante di Genova, il porto container di Voltri-Pra’, l’Aeroporto Cristoforo Colombo e le aree industriali del comprensorio, ponte crollato nella sua parte centrale il 14 Agosto 2018, provocando 43 morti e centinaia di sfollati, oltre al disagio generale a livello economico e della viabilità cittadina. Si è parlato molto della tragedia ma le persone hanno continuato quasi come prima a percorrere come formiche il resto delle strade e dei ponti, nonostante si parlasse di problemi strutturali in diversi casi sul territorio.

Un altro ponte era già caduto in Provincia di Genova, in Val Fontanabuona, il 22 Ottobre 2013: non apparteneva all’autostrada e si contarono 2 morti rispetto ai 43 ma le due vicende si assomigliano molto in quanto in entrambe non vengono ascoltati i moniti della tragedia, si da la colpa alle condizioni meteorologiche per l’accaduto, la gente sembra farsi una ragione di ciò che è accaduto senza che si sia ottenuta giustizia e si adegua poco a poco ai disagi comportati, vengono fuori sospetti su altre strutture.

Nel caso particolare di Carasco si è fatta ironia descrivendo il modo in cui si sono salvate avventuruosamente due persone e non credendo a chi parlava di una ulteriore macchina vista precipitare nel fiume e di possibili vittime, sino al ritrovamento dei cadaveri si cerca insomma di sdrammatizzare. Nell’attesa della ricostruzione vengono fatti interventi in particolare su un ponte dello stesso paese e si provvede a chiuderne al transito alcuni altri in caso di piogge.

Oggi, anno 2019, i viadotti autostradali del capoluogo ligure Bisagno e Veilino sono stati aggiunti dalla Procura di Genova al dossier “ponti malati” per un livello di manutenzione carente, ma questi non sono i soli, in Liguria sarebbero almeno cinque: appunto sul viadotto Bisagno di recente è saltata la copertura di un giunto, che ha provocato danni a due auto che stavano transitando nel tratto Genova Est-Nervi in direzione Livorno e Autostrade ha minimizzato che il tutto era dovuto ad un mezzo pesante e che non vi era pericolo. Il timore sta crescendo tra i residenti nelle zone in questione tra chi sopra o sotto questi ponti ci transita abitualmente e tra chi è in apprensione per familiari, non si crede più alla fatalità e cresce il senso di precarietà per quelle che sono le strade per tornare a casa, per andare a lavoro e per tutto ciò che può riguardare la normalità di una giornata. Non si arrestano i controlli dei consulenti della Procura sui viadotti autostradali ma chi può star sereno soprattutto durante le numerose allerta meteo.

Non si può attendere oltre: occorrono monitoraggi e, dove servono, interventi su tutte le infrastrutture del territorio, non limitandosi alle sole autostrade: questo vale a Genova come altrove.

MP

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