La Linea Retta n. 29: Abbandonate ogni speranza…

Che questo governo appena insediatosi, quello definito giallo-rosso – composto da Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle e dai rimasugli parlamentari della sinistra radicale – fosse nato per volontà di settori importanti del capitalismo italiano e internazionale era cosa su cui non avevamo alcun dubbio. A sorprenderci però è la non curanza con cui il sistema si muove; ormai, infatti, esso non si preoccupa neppure di cercare il modo di tenere nascoste agli occhi delle persone le sue mosse, ma, consapevole della passività e dell’apatia dei popoli, arrivata al culmine di un processo di deidealizzazione della politica ben orchestrato,  agisce alla luce del sole. A conferma di ciò basti pensare che ad annunciare ai cittadini italiani quale sarebbe stato il loro nuovo Ministro dell’Economia non è stato né il Presidente della Repubblica, né il Presidente del Consiglio incaricato, ma la neo eletta Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, che si è congratulata con Roberto Gualtieri ore prima che il suo incarico venisse ufficializzato.

Fatte queste premesse, sostenere che questo esecutivo non sia nato nelle (non tanto) segrete stanze di Bruxelles è una operazione assai complicata, perfino per quei giornalisti che per mestiere sono abituati a trovare giustificazioni plausibili per ogni accadimento.

Giustificate le proteste dell’opposizione di centro- destra quindi? Affatto. La compagine nazionalcapitalista guidata dal trio Berlusconi – Meloni – Salvini contrasta questo governo solo ed unicamente perché sa che rimandare le urne ha voluto dire rinunciare a un bel numero di seggi, che difficilmente saranno a disposizione in futuro, in special modo se, come sembra, la volontà è quella di andare verso una riforma elettorale in senso proporzionale. Quando questi tre individui e i rappresentanti dei loro partiti parlano di bene dell’Italia prendono in giro gli italiani, proprio allo stesso modo in cui lo fa la compagine di governo attuale. Quella giallo- rossa è una coalizione, come detto, figlia del capitale e del sistema liberista, ma l’alternativa, ovvero per rimanere in tema di colori quella verde – azzurra, lo è almeno in egual misura.

Assistiamo a una lotta di potere fra due blocchi di partiti che rappresentano settori diversi del capitalismo, e che si scontrano perché entrambi vogliono arrivare a rappresentarne la totalità. Ecco perché se da una parte il Partito Democratico aspira a parlare a quel nord produttivo che una volta era la culla della Lega bossiana, dall’altra Fratelli d’Italia, ovvero la “destra sociale”, si definisce il partito dell’impresa, definizione che accomuna tutti i gruppi politici presenti in Parlamento. Ecco che il termine opposizione in un contesto simile perde ogni significato, in quanto non si esprimono due visioni del mondo diverse, due modelli di sviluppo differenti da proporre al popolo italiano nella sue organicità, ma, come accade tra due uomini in lotta per la stessa donna, si da luogo ad un corteggiamento sfrenato al mondo imprenditoriale.

Ma quando il terreno di “scontro” è così delimitato, perché appunto tutto interno al capitalismo, si ha l’effetto peggiore, perché inevitabilmente il modo per ottenere maggiori consensi finisce per essere quello di radicalizzare la radice comune per differenziarsi meglio dall’”avversario”. E’ questo il motivo per cui, al liberismo fedele ai vincoli europei proposto dal governo Conte bis, il centro – destra contrappone la tassa piatta al 15%, una vera e propria manna dal cielo per i datori di lavoro, per quegli (im)prenditori) che promettono, in cambio di una politica a loro favorevole, migliaia di assunzioni.

Queste sono favole che ci raccontano da decenni, le assunzioni non si verificano mai, e, quando ci sono, non fanno altro che ampliare la piaga del precariato. Non sappiamo ad oggi se il salario minimo, misura proposta dai cinque stelle, verrà realizzato o meno, ma solo loro, nella loro superficialità, possono non rendersi conto che, anche se questa misura legislativa vedesse la luce avrebbe, se non ben normata, l’unico effetto di produrre licenziamenti di massa: la logica sarebbe semplice, più soldi a meno persone. Proprio il Movimento Cinque Stelle, che si prepara a fare un altro regalo alla finanza accettando l’idea di aumentare l’Iva a chi paga in contanti, e quindi alle fasce più disagiate della popolazione e lasciarla invariata per chi paga con carte di vario genere, è la dimostrazione del fatto che chi usa la logica del “cambiamo il sistema dall’interno” lo fa solo per un ottenere un proprio tornaconto.

Il sistema ha creato anticorpi fortissimi, non è più “scalabile” in nessuna maniera, e tutti coloro che si candidano alle competizioni elettorali cercano di rappresentare i medesimi interessi, che NON sono quelli del popolo.

L’ultima mossa di Renzi e la creazione del nuovo soggetto politico denominato “Italia Viva” altro non è che la dimostrazione di quello che affermiamo sugli anticorpi del Sistema. Alla fine di tutta la scrematura dei prossimi anni (salvo nuovi errori politici inaspettati) rimarranno i Due Mattei (simbolicamente i due partiti dell’arco partitocratico statunitense) e lì tutto sarà compiuto: tutti i vecchi partiti della Seconda Repubblica saranno disintegrati e avremo due partiti fluidi rappresentati dal Bilderberg e dal Liberalismo sfrenato.
Giallo, verde, o rosso che sia, il governo del CAPITALE ha bisogno di una OPPOSIZIONE SOCIALE. E il Socialismo Nazionale è l’unica prospettiva politica capace di  assolvere a questo compito.

DP

18/09/2019

Un pensiero su “La Linea Retta n. 29: Abbandonate ogni speranza…

  1. condivido ed aggiungo che tutto il circo mediatico che sostiene questo sistema usurocratico ha la benedizione di un signore che risponde al nome di papa bergoglio

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