Sull’UTILITA’ del “chiudere-sotto”

Arrivati ormai verso la fine di Aprile ci risulta doverosa una disamina sulle ragioni per le quali supponiamo che la strategia prolungata del lockdown e tutt’ora mantenuta dal governo sia da considerarsi inefficiente, le giustificazioni del governo ci appaiono quantomeno capziose. Attualmente stiamo pagando con la reclusione domiciliare lo scotto di aver chiuso il paese con almeno un mese di ritardo. Se all’inizio c’erano gli estremi per accettare il lockdown, imposto in virtù del principio aprioristico di salvaguardia e protezione delle fasce più deboli della popolazione tramite strategie di natura preventiva o comunque semplicemente per prendere tempo al fine di riorganizzarsi e combattere con più efficacia il virus, a posteriori constatiamo come tali misure siano state attuate palesemente in ritardo in maniera del tutto caotica e disorganizzata.

Allo stesso modo constatiamo che lo stato di emergenza era stato annunciato nella Gazzetta Ufficiale[1] fin dal 31 gennaio mentre lo Stato prima di agire ha lasciato passare un mese di tempo. Perché? La scusa dell’attesa al fine di comprendere meglio la reale entità del virus non regge; l’esperienza della Cina è stata eclatante (anche se ammettiamo che i dati forniti dai cinesi su decessi e contagiati siano stati più bassi del reale) e soprattutto anche gli esperti più riluttanti andavano pian piano convergendo verso la messa in atto della strategia del lockdown. Quello che sicuramente può esser lecito pensare è che il governo abbia atteso che il virus mostrasse gli effetti reali sulla nostra società per assicurarsi il consenso ideale delle masse alla reclusione. Questa non è nient’altro che un’ipotesi, d’altra parte non sarebbe la prima volta che la nostra classe politica agisce non primariamente per il bene di noi cittadini ma seguendo logiche mediatiche di consenso.

In quest’ottica non ci mancano i motivi per criticare la strategia duratura del lockdown:

1 – La curva dei decessi non é scesa come ci aspettavamo. I mezzi di informazione nei loro resoconti hanno centrato l’attenzione sui contagi, ma secondo noi il dato fondamentale dovevano essere i decessi per covi-19. Inizialmente ci è stato propagandato che sarebbero servite almeno due settimane di serrata al fine di bloccare l’azione malefica del virus; questo non è successo ne per i contagiati ma soprattutto neanche per i decessi che ancora oggi presentano numeri abbastanza alti simili a quelli di inizio crisi. Nonostante il lockdown i decessi oscillano sempre tra i 350 e i 650 ogni giorno.

2 – Non sono mancati pareri tecnici che consigliavano di chiudere le persone a rischio dentro zone protette e garantirgli tutta l’assistenza necessaria, invece il governo ha scelto l’opzione contraria; hanno scelto di chiudere tutti in casa e paradossalmente siamo riusciti a far morire un numero elevato di persone anziane negli ospizi perché non gli è stato fornito il giusto supporto logistico-sanitario. Oltre il danno anche la beffa !

3 – Seppur chi scrive è mediamente ignorante riguardo questioni immunologiche, la saggezza popolare in aggiunta al parere anche qui di diversi addetti ai lavori (vedi Dr. Shiva[2]), ci insegnano che il barricarsi in casa é uno dei miglior modi per abbassare l’efficienza del nostro sistema immunitario. La scelta di chiudere i parchi tout court e vietare sport, senza trovare una soluzione intermedia é stata una follia che rimarrà per sempre nella storia ( si fa presente che l’Italia si è dimostrata la nazione Europea più veemente nell’applicare le misure restrittive3). Abbiamo assistito da un giorno all’altro ad elicotteri alzarsi in cielo per sorvegliare i tetti dei terrazzi nei giorni di festa, non capiamo perché delle risorse umane ed economiche non siano state impiegate nella sorveglianza e nella gestione dei parchi. Tale dispiegamento di forze tra l’altro cozza con le sempre criticate mancanze di risorse da parte delle forze dell’ordine che abbiamo visto particolarmente solerti con singoli cittadini impegnati in maratone solitarie o al lavoro nei campi, mentre veniva celebrato un funerale di un mafioso in tutta tranquillità, per non parlare di quelle grandi aziende che non hanno mai garantito la distanza sociale di sicurezza tra i dipendenti. Le contraddizioni e le ingiustizie sono state tante a nostro modo di vedere, inutile dilungarsi.

4 – Ci sembra di capire, sempre da ignoranti, che dovremo convivere con il virus per ancora molto tempo, quindi uscire oggi o il 4 maggio non cambia tanto, soprattutto se la si vede dal punto di vista delle differenze tra regioni; la gestione dell’Umbria non dovrebbe avere gli stessi parametri della gestione della Lombardia. Stiamo pagando in questo momento, come dicevamo in principio, l’impreparazione e l’incompetenza delle nostra classe politica. Tutto questo tempo di nulla si potrebbe spiegare anche così.

5 – E’ sacrosanto salvare le persone più a rischio, ma se questo vuol dire compromettere vite altrui dal punto di vista lavorativo tenendo tutto chiuso, si capisce bene come questa sia un’insensata contraddizione. Nel tentativo – spesso malriuscito – di salvare le vite degli anziani e delle persone più cagionevoli, si sta rovinando la vita di molti giovani/adulti soprattutto in certi campi del mondo del lavoro (ricezione turistica e ristorativa, commercio al dettaglio di beni non di prima necessità, il campo artistico-rappresentativo etc.) e si badi bene che questa situazione spiacevole è senza ombra di dubbio catalizzata da misure inefficaci di salvaguardia economica attuate dallo stato, tardive e soprattutto sottodimensionate in relazione alle reali esigenze del tessuto produttivo del sistema paese (diversamente da quanto annunciato a petto gonfio dal nostro premier). Molti artigiani e piccoli imprenditori che sono stati costretti a chiuder bottega, se riusciranno a riaprire, dovranno fare i conti con l’abbassamento della domanda per un tempo indeterminato, in particolar modo per quanto riguarda le categorie sopraccitate. In quest’ottica i morti reali per Covid-19   potrebbero essere un numero inferiore rispetto al numero di cittadini che perderanno il lavoro o chiuderanno le attività nel corso di quest’ anno, questo non può essere assolutamente un dato confortante, senza considerare possibili suicidi e crescenti depressioni in seno alla popolazione.

Di principio non siamo sfavorevoli a misure coercitive attuate in situazioni delicate e soprattutto per cui non esistono paradigmi operativi preesistenti, tuttavia ci stupisce il fatto che gli stessi che fino a Marzo consideravano l’epidemia da COVID-19 “una banale influenza” ed invitavano a proseguire la nostra vita senza preoccupazione alcuna siano gli stessi che adesso premono sull’applicazione di strategie di controllo dure.

RPG

[1] https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/01/20A00737/sg

[2] https://www.radioradio.it/2020/04/tutto-quello-che-stanno-nascondendo-sul-coronavirus-denuncia-del-dr-shiva-verita-vaccino/

3https://corrieredellumbria.corr.it/news/coronavirus/1576538/coronavirus-corrado-formigli-foto-germania-tedeschi-al-fiume-imparare-da-chi-e-stato-piu-bravo-di-noi.html

2 pensieri su “Sull’UTILITA’ del “chiudere-sotto”

  1. e adesso arriverà il grande fratello di orwelliana memoria che, insieme al vaccino prossimo ci inoculerà un micro-cip di riconoscimento. PROSIT!

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  2. Per un istante immaginiamo uno scenario “alternativo”; futuribile.

    Siamo nell’Olimpo dei Padroni della Finanza globalizzata, del sistema economico/mediatico/politico mondiale, Siamo nell’Olimpo del Turbocapitalismo sradicato da ogni Interesse Nazionale, da qualsivoglia Afflato Umanitario.
    Siamo uno dei Padroni della Narrazione Ufficiale;
    Siamo un Billgates, un Soros, un Bezos, un Rothshild, un Musk, etc, etc, etc.

    Parliamoci chiaro; il Gregge Umano Mondiale è indisciplinato, si muove a casaccio; è caotico, è ignorante, è fannullone, va continuamente affascinato con miti esistenziali e comportamentali sintetici, va continuamente terrorizzato con ataviche paure ancestrali.
    Carota e Bastone.

    Non solo.
    Il Gregge Umano Mondiale si è troppo “gonfiato” nell’ultimo ventennio; mangia troppo, prolifica troppo, inquina troppo, non tiene il passo con lo SVILUPPO previsto.
    Non tiene dietro alla PRODUZIONE di RICCHEZZA prevista.
    Non produce UTILI a sufficienza per “l’Olimpo”.

    Il Gregge è una Palla al piede; una Zavorra oramai Inutile.
    Il Gregge è troppo Umano, troppo fannullone, troppo fragile; troppo poco Automa.
    Il Gregge è Sorpassato; Il Gregge è Obsoleto.

    La Macchina è la Soluzione.
    La Macchina produce molto meglio.
    La Macchina produce h24.
    La Macchina è il Produttore Ideale.
    La Macchina è il Lavoratore Perfetto.

    Nel momento esatto in cui “Gli Dei dell’Olimpo” attribuiranno alla Macchina; al Produttore Ideale, al Lavoratore Perfetto, anche il ruolo di Consumatore Perfetto (“Gli Dei dell’Olimpo” possono tecnicamente ed economicamente farlo quando vogliono; basta attribuire alla Macchina la percezione di un reddito virtuale che “spende” per pagare le proprie “costosissime” manutenzioni e upgrade tecnologici) non vi sarà alcun bisogno di continuare a servirsi del Gregge Umano quale prestatore d’opera ed indebitatissimo consumatore di “Ultima Istanza”.

    A quel punto un “imprevedibile” Virus creato in laboratorio (basterebbe un banalissimo Koronavirus leggermente incattivito in laboratorio) e nel giro di un paio di anni il Problema Gregge Umano sarebbe RISOLTO.

    E nascerebbe Un Mondo finalmente ecologico.
    Un Nuovo Eden.
    Un Nuovo Eden occupato da una ristretta “Elite” Umana e da una calibrata struttura automatica di Produzione e Consumo, atta a sostenere le esigenze di Benessere totale dell’Elite Olimpica medesima.
    Uno scenario realizzabile in meno di un decennio.

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