L’Elzeviro dei Tribuni n. 16: Schiavitù Post-Moderna

Le settimane di forzata clausura e l’ astensione dalle normali attività relazionali, di fatto limitate al solo scambio via chat o telefono, porteranno con sé delle conseguenze antropologiche e comportamentali che saranno sicuramente oggetto di studio sociologico nell’immediato futuro. Diciamo questo perché abbiamo la pressoché totale certezza che l’effetto Covid19 su milioni, miliardi di individui, non potrà essere a costo zero. Non lo sarà sulle economie interconnesse e globalizzate sotto il divino segno del libero mercato: su questo non vi è alcun dubbio tant’è che è plausibile e quasi scontato uno tsunami molto simile, se non peggiore, a quello della grande crisi dei primi anni ’30 del secolo scorso.

L’impatto non sarà a costo zero nemmeno sulla normale vita di relazione di una infinità di persone, in special modo di coloro che vivono nelle grandi realtà metropolitane, che si trasformeranno in un enorme buco nero di solitudine, paura, anonimato ed alienazione. Molto ed ancor di più rispetto a quello che sono state fino ad ora.

Chi crede che da questa prova potrà venir fuori una nuova umanità, più legata e coesa dalla comune sventura pandemica o maggiormente desiderosa di tornare a vivere meglio di prima, magari recuperando aspetti di vita comunitaria quasi dimenticati, si sbaglia di grosso. Non sarà così perché con questa esperienza psico-sociale sono penetrati quasi a forza (siano stramaledetti i cosiddetti “professionisti dell’informazione”) nella mente dell’uomo medio due fattori devastanti, con potenzialità impattanti di lungo periodo e di non facile valutazione immediata.  La prima è la paura. La seconda è la fideistica credulità verso tutto ciò che è ufficiale e convenzionale: i media, la scienza, la politica e la religione.

Le società postmoderne che usciranno da questa esperienza saranno veramente un mix tra le masse di 1984 e le esistenze di Matrix, con un livello di alienazione-lobotomizzazione-paranoie che raggiungerà limiti di non ritorno.

La paura e le paure, sapientemente prodotte come i virus nei laboratori, e la cieca fede in notizie preparate e gestite ad arte saranno il marchio di una nuova umanità che preferira’ abdicare al ragionamento ed al pensiero pur di rimanere al sicuro nel proprio guscio. E c’è il pericolo concreto che anche i più giovani crescano con questo marchio, portandolo in eredità alle successive generazioni, dove le macchine sostituiranno l’uomo in qualsiasi lavoro ed impiego e le persone saranno stipendiate con un minimo vitale utile solo a tenere in piedi il livello dei consumi.

Avremo dunque quella società in cui il percorso biologico di ogni individuo sarà scandito dalla nascita come unico evento ancora naturale (forse ma non è detto), dall’esistenza legata quasi esclusivamente al consumo e infine da una morte forse programmata.

Lo scenario descritto non era poi così lontano dalla realtà nemmeno qualche mese fa e dopo la pandemia diventerà ancor più realistico.

È questo il compimento, l’ultimo portato dell’epoca dei “lumi”: dall’emancipazione dell’Uomo attraverso la ragione, al traguardo della sua fine proprio a causa dell’abuso di ragione.

Fernando Volpi

25/04/2020

2 pensieri su “L’Elzeviro dei Tribuni n. 16: Schiavitù Post-Moderna

  1. Per un istante immaginiamo uno scenario “alternativo”; futuribile.

    Siamo nell’Olimpo dei Padroni della Finanza globalizzata, del sistema mediatico/politico mondiale, Siamo nell’Olimpo del Turbocapitalismo sradicato da ogni Interesse Nazionale, da qualsivoglia Afflato Umanitario.
    Siamo uno dei Padroni della Narrazione Ufficiale;
    Siamo un Bilgates, un Soros, un Bezos, un Rothshild, un Musk, etc, etc, etc.

    Parliamoci chiaro; il Gregge Umano Mondiale è indisciplinato, si muove a casaccio; è caotico, è ignorante, è fannullone, va continuamente affascinato con miti esistenziali e comportamentali sintetici, va continuamente terrorizzato con ataviche paure ancestrali.
    Carota e Bastone.

    Non solo.
    Il Gregge Umano Mondiale si è troppo “gonfiato” nell’ultimo ventennio; mangia troppo, prolifica troppo, inquina troppo, non tiene il passo con lo SVILUPPO previsto.
    Non tiene dietro alla PRODUZIONE di RICCHEZZA prevista.
    Non produce UTILI a sufficienza per l’Olimpo.

    Il Gregge è una Palla al piede; una Zavorra oramai Inutile.
    Il Gregge è troppo Umano, troppo fannullone, troppo fragile; troppo poco Automa.
    Il Gregge è Sorpassato; Il Gregge è Obsoleto.

    La Macchina è la Soluzione.
    La Macchina produce molto meglio.
    La Macchina produce h24.
    La Macchina è il Produttore Ideale.
    La Macchina è il Lavoratore Perfetto.

    Nel momento esatto in cui “Gli Dei dell’Olimpo” attribuiranno alla Macchina; al Produttore Ideale, al Lavoratore Perfetto, anche il ruolo di Consumatore Perfetto (“Gli Dei dell’Olimpo possono tecnicamente ed economicamente farlo quando vogliono; la Macchina percepisce un reddito che “spende” per pagare le proprie costosissime manutenzioni e upgrade tecnologici) non vi sarà alcun bisogno di continuare a servirsi del Gregge Umano quale prestatore d’opera ed indebitatissimo consumatore di “Ultima Istanza”.

    A quel punto un “imprevedibile” Virus creato in laboratorio (basterebbe un banalissimo Koronavirus leggermente incattivito in laboratorio) e nel giro di un paio di anni il Problema Gregge Umano sarebbe RISOLTO.

    E nascerebbe Un Mondo finalmente ecologico.
    Un Nuovo Eden.
    Un Nuovo Eden occupato da una ristretta “Elite” Umana e da una calibrata struttura automatica di Produzione e Consumo, atta a sostenere le esigenze di Benessere totale dell’Elite Olimpica medesima.
    Uno scenario realizzabile in meno di un decennio.

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