Caos a stelle e strisce

Troviamo sempre più vicinanza e crescente voglia di dibattito in seguito alla presa visione delle riflessioni dei ragazzi del Pensiero Forte ; nel caso specifico apprezziamo gli ultimi articoli riguardo ciò che sta avvenendo negli USA di Andrea Brizzi[1] e di Luciano Lago[2], utili ad una migliore comprensione riguardo quale dovrebbe essere il giusto atteggiamento mentale per approcciarsi alle questioni politiche e metapolitiche derivanti dalla cronaca statunitense degli ultimi giorni. È bene ricordarci, come lo stesso Brizzi sottolinea, che noi non possiamo essere spettatori troppo appassionati di ciò che sta succedendo nel cuore della nazione nostra occupante.

Seguire ciò che sta accadendo negli USA può essere utile solo per una comprensione che sicuramente riguarda l’evolversi dei processi etno-sociali in atto e la fase di scontro tra diversi ma contigui segmenti delle élites padronali statunitensi che sfruttano altrettanti segmenti della popolazione civile come pedine di uno gigante scacchiere. A parte la tremenda morte di Floyd che può e deve far ribollire il sangue di ogni uomo interiormente libero, per tutto il resto serve una lucidissima attenzione per non finire nelle opposte “tele dei battitori”.

Il rischio di perdersi dietro lo scompiglio creato da Trump non dovrebbe neanche sfiorare le fantasie di chi da tempo segue una linea retta. L’atteggiamento caratteriale del presidente americano nelle varie vicende politiche e diplomatiche non può e non deve offuscare le speranze di chi oggi in Italia cerca spasmodicamente dei riferimenti politici a cui appellarsi.

Nè lo scontro tra Trump e Soros/Clinton, né quello tra americani-bianchi e afro-americani/latinos , sono partite che ci possono più di tanto interessare, sia per la lontananza oceanica, sia per la lontananza culturale sia per la freddezza d’analisi. Il fatto inoltre che l’attuale presidente statunitense esprima avversione rispetto a realtà politiche e culturali rispetto alle quali anche noi manteniamo la distanza, non fa assolutamente di lui una figura a cui guardare con la benché minima fiducia. Il liberismo applicato in politica interna, l’appoggio a veri e propri colpi di stato nel quadrante meridionale del continente americano e le posizioni espresse riguardo varie tematiche di politica estera fanno di lui un nemico al pari di quanto lo sono coloro che animano i circoli radical-progressisti che infestano il mondo. Non basta, almeno a noi, avere lo stesso colore della pelle e tirare le orecchie agli antifascisti per dimenticare che uno yankee (indicando con questo termine una forma mentis ancora prima che una provenienza geografica), se resta tale, rimane un avversario da combattere e non un idolo da applaudire. Come disse Assad[3], al massimo Trump è da considerarsi come il più sincero tra gli acerrimi nemici visto che in passato ad Obama  è bastato avere la pelle scura per non essere incriminato, dai nostri salotti televisivi, di azioni criminose al pari se non più efferate del precedente Bush. È interessante constatare che fino ad ora Trump, a discapito dei suoi predecessori, ancora non abbia iniziato nessuna guerra imperialista, anche se per quanto riguarda le azioni destabilizzatrici Donaldo non ha niente da invidiare a chi l’ha preceduto.

L’Italia è tutt’oggi una colonia americana e nessun attore statunitense fino ad ora ha dimostrato l’interesse a far indietreggiare la propria frontiera europea e mediterranea; per assurdo immaginiamo che sono proprio i bianchi-americani WASP (White-Anglo-Saxon-Protestant) gli ultimi a volere una cosa del genere. Il mito del razzismo biologico anche qui trova il suo limite e la sua vacuità; sostenere a priori i bianchi statunitensi solo perché hanno il colore della pelle simile al nostro è una catastrofe ideologica e metapolitica in cui noi socialisti nazionali non potremmo mai incappare. La gerarchia tra gli uomini e quindi il loro valore umano al massimo lo si intravede attraverso lo spirito e non dal colore della pelle.

Quello che è in atto in USA è il risultato di un modello di sviluppo che nel tempo ha schiacciato sempre più verso il basso vaste fasce della popolazione statunitense che corrispondono in gran parte a persone di etnia non-bianca.

Quello che è in atto è uno scontro sociale sovrapposto; sia di classe, nell’ottica di sfruttati e sfruttatori, sia etnico, nel senso bianchi contro neri. Il pretesto è etnico ma le reali e profonde motivazioni sono economico-sociali e soprattutto storiche.

Ed ecco che ancora una volta risalta fuori il mito del sangue senza che noi lo interpellassimo, spinto strumentalmente dall’informazione di regime, sintomo che leggi antiche come il mondo non possono essere sotterrate da teorie buoniste ed utopiche di graduale omogeneizzazione etnica in contesti di convivenza multietnica. Il discorso di fondo è che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine e le ipocrite e  perniciose teorie progressiste e mondialiste si dimostrano per ciò che sono, ovvero trame ordite ai danni dei popoli liberi, o quantomeno colpose ingenuità da parte delle rispettive classi dirigenti.

L’assurdità della convivenza pacifica tra diverse etnie in regime capitalista è una favola che ormai è difficilmente concepibile e credibile. Chiamare inoltre bianchi e neri le diverse etnie vuol dire fare il gioco dell’informazione main stream di regime che puntualmente semplifica e banalizza concetti più ampi e complessi. I cosiddetti bianchi americani non devono solleticare nessun tipo di sentimento psicotico di fratellanza o vicinanza culturale. Seppur il nostro colore della pelle è simile, i nostri sistemi di valori, il nostro modo di vedere il mondo, la nostra struttura antropologica sono agli antipodi e inconciliabili, descrivibili soltanto attraverso i rapporti di potere che corrono tra dominatori e colonizzati.

Durante i primi giorni di quarantena, quando iniziarono ad arrivare immagini sconcertanti di persone che dormivano nei parcheggi dei supermercati, ragionavamo sulle possibili conseguenze sociali che il lockdown avrebbe potuto causare in una nazione come quella americana con la più marcata forbice sociale nel mondo occidentale, un welfare state totalmente assente, armi libere e  un’ampia disparità etnica . Le possibili conseguenze ci apparvero da subito chiare . La crisi del Covid forse qualcosa di buono ce lo sta lasciando, sta rendendo evidente  ad un pubblico sempre più ampio il fallimento intrinseco del sistema liberale; ormai è palese, quello americano è un sistema destinato a crollare su stesso. L’esortazione agli Europei, e agli Italiani è chiara: ricordiamoci chi siamo! Poniamo fine a questo atteggiamento di subordinazione psicologica e culturale (prima ancora che militare, economica e politica) agli inglesi di Nuova York e di Washington e iniziamo a comportarci, a pensare, a vivere da Europei, da Italiani. Il velo di Maya si sta squarciando, facciamoci trovare pronti!

Comunità Laziale USN

[1] https://www.ilpensieroforte.it/dibattiti/3566-dalle-fratture-del-capitalismo-ritorna-il-mito-del-sangue

[2] https://www.ilpensieroforte.it/mondo/3545-sotto-gli-occhi-del-mondo-la-disgregazione-e-il-decadimento-della-democrazia-usa

[3] https://www.affaritaliani.it/esteri/siria-assad-tende-la-mano-a-trump-e–il-miglior-presidente-usa-di-sempre-634775.html

Un pensiero su “Caos a stelle e strisce

  1. IMMIGRAZIONE, INTEGRAZIONE E SOCIETA’ MULTIETNICA

    Mi permetto di esprimere un pensiero stimolato dalla lettura di questo bellissimo articolo.

    L’IMMIGRAZIONE contemporanea altro’ non è che una conseguenza del mondo occidentale e moderno che avversiamo. Perchè esistono i flussi migratori? Principalmente per due motivi:
    – le guerre combattute o comunque volute e sostenute dall’occidente progressista per il mero interesse economico e materiale che devastano il continente africano o asiatico. L’obbiettivo di queste guerre è solo lo sfruttamento delle risorse naturali delle terre lasciate vuote dagli uomini che poi verranno sfruttati dal grande capitale una volta arrivate in occidente.
    – la ricerca di un mondo migliore, quello moderno, che è il mondo materiale che noi contestiamo. La pubblicità e il “benessere” ha raggiunto ormai anche i punti piu’ remoti del pianeta e l’influenza sulle menti di quegli uomini ha fatto si che anche loro abbandonassero i loro usi e costumi, il loro modo di essere che da un punto di vista spirituale era spesso più elevato del nostro attuale modo di essere.
    Sono questi i motivi per i quali tutti dovrebbero essere contro questo tipo di immigrazione

    INTEGRAZIONE
    E’ chiaro che con la premessa di questo tipo immigrazione non ci sarà possibilità di nessuna integrazione. Prima di tutto perchè il tanto agognato benessere, una volta arrivati a destinazione, si scopre essere una chimera che non ci sarà mai, e migliaia di giovani immigrati sono costretti a delinquere per vivere e saranno sempre ai margini della società. Questo per quanto riguarda l’immigrazione di casa nostra;
    Se guardiamo al caso USA dove ormai sono anni e anni che varie etnie convivono è evidente come l’integrazione ancora non c’è stata. La popolazione di colore è solo 1/5 di quella totale eppure i detenuti nelle carceri statunitensi sono per il cinquanta percento uomini di colore. Solo una piccola percentuale dei laureati è composta da uomini di colore. Questo significa che sono inferiori?????assolutamente no è semplicemente che il loro animo e stile di vita non è fatto per lo stile di vita WASP. Un uomo è indivisibile contemporaneamente siamo padri, figli, professionisti, sportivi, italiani (piuttosto che tedeschi congolesi o vietnamiti cc ecc), uomo (o donna), religioso (o ateo)…. tutto allo stesso tempo. E un uomo quando lascia la sua terra continuerà ad essere se stesso, e crescere in famiglie di “ospiti stranieri” anche se dal primo giorno di vita vivi nel posto di arrivo non ti renderà nativo di quel posto. E’ chiaro che manterrai il modo di essere dei tuoi consanguinei.

    SOCIETA’ MULTIETNICA
    Questa idea, insieme alle politiche gender, nient’alto è se non la manovra della grande finanza per distruggere qualsiasi tipo di identità personale e nazionale in nome di una falsa libertà e giustizia chiamate rispettivamente “democrazia” e “egualitarismo”. Venendo meno le identità e creando una massa di uomini e donne tutti uguali, verranno meno gli interessi collettivi, che possono essere sintetizzati dalla guida di un Stato degno di essere chiamato tale,in favore degli interessi meramente personali. E’ cosi che la finanza mondialista sta distruggendo gli stati che non sono sovrani di un bel niente.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.