L’Elzeviro dei Tribuni n. 17: Gli Ultras

Non mi piace gettarmi a capofitto sulle questioni scottanti del momento, quando il problema all’ordine del giorno è sulla bocca di tutti ed occupa ore intere di trasmissioni TV o pagine e pagine di giornali. Non mi piace semplicemente perché vorrei poter essere lucido ogni volta che esprimo un parere e non pressato da questa o quella ondata emotiva cavalcata dai soliti partigiani di ogni cosa. Ecco dunque che nei riguardi della recente ondata “antirazzista” scaturita dall’ennesimo caso di morte violenta di un afroamericano per mano della polizia statunitense, mi permetto di fare alcune osservazioni solo dopo un po’ di tempo. E soprattutto dopo aver visto cosa è successo in giro per il mondo a seguito di quel triste avvenimento.

Chiariamo subito una cosa: ho la ferma consapevolezza che la migliore scelta sia quella di non essere tifoso o partigiano di nessuna delle due posizioni che artatamente sono state confezionate e date in pasto ad un pubblico ormai sempre più incapace di pensare con senso logico e compiuto.

In tutta sincerità mi sento di poter dire che mi fanno sufficientemente schifo tanto i cosiddetti “antirazzisti” (in particolar modo quelli di pelle bianca), quanto i loro alter ego “razzisti”.

Se il signor Rossi avesse solo dedicato una piccola parte della propria esistenza ad approfondire certe tematiche, con ogni probabilità oggi non ci dovremmo trovare di fronte a sfiancanti e artificiose discussioni su fenomeni che sono la normale conseguenza di una storia che ipocritamente si cerca di dissimulare: quella che vuole i bianchi aver conquistato e schiavizzato i neri da almeno tre secoli. Con ciò non voglio esprimere una giustificazione di certi avvenimenti, sia che vengano dall’una o dall’altra parte, ma vorrei che si comprendesse come determinati effetti sono la naturale conseguenza di altrettante specifiche cause. E che certe reazioni, isteriche e non, eclatanti o di maniera, quotidianamente pompate dai media fino a che la notizia “tira”, sono solo il risultato degli specchietti per le allodole lasciati in giro per creare ultras per l’una o l’altra posizione.

Come dicevo, non voglio assolutamente essere un ultras né dei cosiddetti “antirazzisti” di maniera, che come anime candide scoprono nel 2020 che negli USA esiste un razzismo con radici profonde e lontane, nè degli amici del Ku Klux Klan. I primi sono belle anime da libro Cuore che, o sono stupidi o sono ignoranti, giacchè non hanno compreso che se possono permettersi il benessere del mondo occidentale lo devono al colonialismo ed alla schiavitù praticata dai bianchi negli ultimi tre secoli almeno. E non capiscono,  o fanno finta, che proprio le capitali indiscusse della democrazia moderna ( Londra e Washington) – quelle che essi stessi non pongono aprioristicamente in discussione – sono da sempre il fulcro economicista di ogni forma di disparità sociale. Quindi appare come pura idiozia – e francamente non trovo termine più appropriato – quella di chi, in Europa, muove le anime più  belle e più buone ad inscenare vere e proprie crociate contro presunti simboli del razzismo, che siano statue, libri, lapidi o addirittura termini linguistici di uso comune.

L’altra barricata non è da meno quanto a stupidità. Chi ancora reputa doveroso stringersi a coorte per una difesa fine a se stessa della razza bianca ha capito veramente poco o nulla di questo mondo. La spada di Damocle che sta sopra la testa di tutti e che se cade farà un disastro epocale tra bianchi, neri e gialli è rappresentata dal modello iperliberista dell’impoverimento stratificato, ormai in espansione ovunque. Il bianco paffuto ed eunuchizzato che reclama ordine e legalità contro il pericolo nero, votandosi sempre all’ultimo patrono di qualche destra in giro per il mondo ricco, non ha compreso che quel mondo che reclama decreterà la fine stessa degli ultimi vagiti di pensiero, in un collasso globale nel buco nero dell’appiattimento, dove i meccanismi del lavoro e del pensiero saranno così standardizzati da venire regolati tramite modelli matematici costruiti nei laboratori di qualche supercolosso dell’informatica. Magari controllato da un fondo d’investimento gestito per l’appunto dai guru della destra economica che escono da Harvard o dalla City di Londra.

Ecco perchè “a pelle” mi disgustano tanti i falchi che le colombe della falsa polemica razzista: sono entrambi i figli sciocchi di un sistema che mira sempre di più al controllo globale di ogni essere vivente del pianeta. E poco importa se oggi muore un nero per mano della polizia americana o domani un bianco tira le cuoia grazie a qualche gang nel Sud Africa. Per loro, per i macchinatori, ciò che conta è non disturbare troppo chi è alla guida, poi se la massa si scanna in nome di un principio, problemi altrui.

Peccato che quel principio è sul tavolo, irrisolto, da oltre tre secoli e nessuno con i fatti lo vuole risolvere.

Fernando Volpi

2 pensieri su “L’Elzeviro dei Tribuni n. 17: Gli Ultras

  1. “Peccato che quel principio è sul tavolo, irrisolto, da oltre tre secoli e nessuno con i fatti lo vuole risolvere”….
    Direi anche prima di tre secoli fa… L’humus del razzismo biologico è da individuare sicuramente nelle teoria evoluzionista di metà 800 e nell’epoca della secolarizzazione in genere, ma la questione della cosi’detta superiorità dell’umo bianco iniziò ben prima, direi con la scoperta dell’america, con la presunzione di essere superiori perchè dotati di una tecnologia piu’ avanzata, e di avere l’unico Dio che doveva essere pregato. Queste due convinzioni unite alla sete di ricchezza e benessere materiale hanno dato il via allo sfruttamento di chi aveva una pelle di colore diverso.
    Da allora nulla è cambiato la stessa sete di potere da parte del piu’ forte fa si che si sfruttino ancora i popoli con una pelle diversa dalla nostra cosi’ che si possa avere braccianti a bassissimo costo, si favoriscono fenomeni migratori per sottrarre ai popoli africani le migliore forze locali e sfruttare indisturbati le loro risorse naturali, e si propone una società multietnica per disgregare le coscienze nazionali tante invise ai potenti del pianeta. Tutto questo perchè ci si è dimenticato che la natura dell’uomo non è solo materiale e corporea ma abbiamo anche un anima e uno spirito. Dobbiamo assolutamente recuperare la nostra spiritualità. Il maledetto “progresso” ha rovinato anche i popoli che abbiamo colonizzato, che sicuramente dal punto di vista spirituale avevano tanto da insegnarci. Ma la caduta non si ferma mai a metà. Stiamo per toccare terra e solo allora potremo risalire!

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.